Le Cronache Lucane

GENITORI E FIGLI UMILIATI E FERITI DALL’ALZHEIMER

Lettere lucane

L’Assessore regionale alla Salute Rocco Leone ha annunciato una serie di interventi a favore dei malati di Alzheimer e dei loro famigliari. In Basilicata vivono oltre 120.000 over 65, di cui 10.000 sono affetti da demenza. In epoca moderna ci si libera con sempre maggiore fatica dalla condizione di figli. Spesso si è costretti a occuparsi di un genitore malato di Alzheimer nell’età più critica, intorno ai cinquant’anni, proprio quando, per una serie di ragioni, si avrebbe più che mai bisogno di figure protettive e rassicuranti. Intorno ai cinquant’anni, infatti, spesso i figli sono ormai grandi e vanno per la propria strada, le vite sentimentali sono congelate in una routine di silenzi e solitudine, e il corpo – a cui diamo un’importanza sempre più nevrotizzante – inizia a mostrare segni di stanchezza e di cedimento. È proprio in questa fase così delicata – una fase piena di fragilità e di interrogativi – che ci si ritrova a fare i conti con la dolorosa smemoratezza di un genitore non più autosufficiente. Occuparsi di un genitore con l’Alzheimer significa essere impotenti di fronte all’umiliazione della vita, e non poter riannodare i fili delle memorie famigliari – sempre più importanti, con il passare degli anni. Non c’è cosa più avvilente che interrogare vanamente un genitore sconnesso e confuso, retrocesso a un’assurda condizione infantile. E tutto questo mentre, nel mezzo della vita, ci si ritrova a fronteggiare difficoltà di tutti i tipi, da quelli lavorativi a quelli economici, da quelli sentimentali a quelli fisici. Da un lato si soffre nel vedere la personalità di un genitore sgretolarsi in un penoso balbettio, e dall’altro ci si dispera per non avere più un punto di riferimento – e nel constatare che le memorie famigliari sono più fragili di quanto si pensava. L’Alzheimer è come assistere impotenti all’incendio di una biblioteca di testi unici.

diconsoli@lecronache.info

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