MATERA. Il giorno dopo la nomina del nuovo portavoce del sindaco e capo di gabinetto, l’avv. Gianfranco Lopez, che pure dovrebbe essere un tassello fondamentale nell’amministrazione, non solo non vi sono state reazioni né dichiarazioni dal mondo politico e istituzionale, ma alcuni media, hanno addirittura sottaciuto la notizia. Insomma come se niente fosse accaduto. Ma andando oltre, è evidente che, come confermano voci interne, la nomina di Lopez non solo non è stata per niente unitaria, ma è stata anche una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso degli equilibri di maggioranza, essendo chiara la mancanza di volontà da parte di Bennardi di condividere il percor-o delle nomine.
Se infatti la questione del precedente portavoce Otranto aveva aperto un divario nella maggioranza, quella del suo successore, Lopez, probabilmente non ha fatto altro che allargare i malcontenti in aggiunta ad altri fattori. Tra questi ultimi, ascoltando attentamente le voci e i commenti del Palazzo, sicuramente sembra esserci il configurarsi del M5S sempre più come un monolite che spesso e volentieri, non condivide i processi decisionali, rendendone partecipi gli alleati di maggioranza solo a fatto compiuto. E così, persistendo questo atteggia-mento, a lungo andare si è creato un clima in maggioranza del quale hanno subito approfit-tato i primi defezionisti che hanno dato vita ai consiglieri “dissidenti” che in più occasioni hanno dichiarato di non sentirsi coinvolti nel-le decisioni e soprattutto di non avere, spesso anche come componenti delle commissioni consiliari, le giuste attenzioni e considerazione da parte del Sindaco e della sua giunta, al punto che, inascoltati, i “dissidenti” sono arrivati anche a far cadere, una volta, la maggi-ranza in consiglio.
Ma ci sono altri componenti della maggioranza, vedi il gruppo “Verdi-PSI” che sebbene essi stessi non sempre coinvolti nelle decisioni amministrative e talvolta tenuti a margine di alcune scelte importanti, hanno, finché possi-bile, mostrato grande responsabilità e lealtà politica, addirittura sostenendo le decisioni del Sindaco pur non condividendole. Ma alla fine, i più propensi all’”armonia” amministrativa hanno pagato il prezzo più alto sentendosi in dovere di dimettersi, vedi Tantone e Summa, mentre l’assalto alle poltrone da parte di “al-tri” prosegue. In tutto questo però la macchina amministrativa rimane impantanata in attesa di un rimpasto che ormai sembrerebbe scontato, e anche i nomi ventilati di Cotugno e Pistone come neoassessori rimarrebbero sempre in ballo, se non fosse per le ultime indiscrezioni circolate, che riferiscono di un’ espressa contrarietà all’azzeramento della giunta da parte della parlamentare grillina Liuzzi, che sarebbe piuttosto propensa ad una reintegrazione strategi-ca della giunta stessa. E così un altro rompicapo si abbatte su Bennardi che è combattutto se “tradire” la sua mentore pentastellata o salva-re la poltrona. Certo Bennardi ha ormai capito che al momento, il suo unico vero “antidoto” per contrastare la crescente forza di “Campo Democratico”, è un’alleanza che attragga il PD in maggioranza, dando vita, proprio lui che è un grillino, a un’ampia intesa consiliare di centrosinistra, finalizzata a trovare delle figure di assessori che possano prima neutralizzare e poi trovare il consenso anche da parte dei “pateriniani” stessi.
Nel frattempo, mentre pende sul Sindaco la ri-chiesta urgente avanzata dall’interno gruppo consiliare di centro destra di andare in consiglio a riferire e fare la conta dei numeri. Con que-sto clina è sempre più difficile intravedere uno spiraglio che possa porre fine alla crisi amministrativa.
