POTENZA. Una storia di cattiva amministrazione arriva da Potenza. Il protagonista un ragazzo a cui è stata amputata la gamba sinistra dopo un’incidente stradale. Da quel momento in poi, Gabriele Moccia ha dovuto fare i conti non solo con la triste realtà ma si è dovuto confrontare anche con la burocrazia e con l’amministrazione di Potenza che sembra non interessarsi molto alle sorti del ragazzo. Gabriele ha chiamato il sindaco Mario Guarente e l’assessore alle Politiche sociali, Fernando Picerno, per chiede-re un aiuto: «Sono riuscito a contattare il sindaco attraverso un mio amico. L’ho chiamato il 21 agosto per spiegargli cosa mi era capitato e per dirgli che dal momento in cui fossi stato dimesso dall’ospedale non avevo un posto dove stare. La mia nuova situazione mi impone di abitare in una casa a piano terra o comunque con un’ascensore perchè non posso salire le scale. Ho bisogno di un bagno più largo in modo da poter entrarci con la sedia a rotelle senza problemi. Ho bisogno di sanitari adatti. Ho chiesto allora al Comune se mi potevano assegnare una casa con ascensore oppure di aiutarmi con un sussidio in modo da poter affittare una casa che poteva adattarsi alla mia situazione. Dopo le prime rassicurazioni sia l’assessore Picerno che il sindaco sono spariti e non hanno più risposto al telefono». «L’assessore Picerno in un primo momento -continua Gabriele Moccia – mi aveva proposto un’appartamento che però non era adatto alla mia situazione, poi mi aveva assicurato che avrebbe parlato con gli istituti per capire come avrebbe potuto aiutarmi e mi avrebbe fatto sapere se potevano assegnarmi una casa, ma poi non si è fatto più sentire. Questo comportamento mi ha molto deluso, mi sento tradito» Arriva il 10 settembre e Gabriele viene dimesso dall’ospedale e non ha altro posto dove andare ad abitare se non casa di sua madre al 5° piano senza ascensore. Non dovrebbe salire le scale ma non ha altro modo per raggiungere l’appartamento e decide di rischiare. Arrivato al secondo piano cedono i muscoli della gamba destra, cade e non riesce più a muovere la gamba, arriva a casa della madre grazie all’aiuto di alcuni vicini di casa che lo hanno trasportato di peso. «Ora sono bloccato in casa – afferma Gabriele Moccia – Ci sono tante case libere con ascensore o a piano terra e non capisco perchè non me ne sia stata assegnata una. Vorrei solo essere messo nelle condizioni di sentirmi una persona normale e non handicappata, costretta a stare chiusa in casa». «Io mi sono rivolto alle istituzioni per avere un confronto e capire come potevano aiutarmi e invece finora c’è stato solo disinteresse. Non capisco perchè non rispondere più nè alle telefonate nè ai messaggi. Mi hanno abbandonato. Non mi resta che farmi accompagnare davanti al Comune e pr-testare finchè non si risolve la situazione» conclude Moccia.
Gabriele Moccia attende ancora che qualcuno delle istituzioni, preposte a lavorare per migliorare la vita dei propri cittadini, risponda alla sua richiesta, nel frattempo sembra chiaro che Potenza non è ancora pronta per essere una città inclusiva e a prova di disabile.
