Non è un comandamento, ma in ambito giornalistico è un insegnamento da sempre conosciuto, nonchè tramandato e negli anni puntualmente ricordato: esistono notizie a querela incorporata.
In estrema semplificazione, rinunciando a trattare le plurime tipologie delle querele nei confronti degli addetti all’informazione, va, però, precisato che il fatto che la denuncia sia come contenuta in germe nella diffusione di una determinata notizia, non significa che la notizia stesa non corrisponda a verità.
Nel caso di Cronache Lucane e dell’affaire Amazon in Basilicata, la domanda posta ha adesso un valore: 5milioni di euro. A quantificarlo, la C&P Srl, ovvero l’azienda di famiglia dei Cupparo, oggi ai vertici Antonio e Niccolò, della quale, proprio l’attuale dimissionario (?) assessore alle Attività produttive, è stato «proprietario e amministratore» fino al dicembre 2018. Il dato è facilmente desumibile dal curriculum vitae da Francesco Cupparo depositato insieme al casellario giudiziario in occasione della candidatura alle regionali del 2019.
A seguito dell’articolo di Cronache Lucane, la C&P Srl ha pubblicamente reso noto che «sarà il legale a circostanziare fatti e reati contestati per la pubblicazione di notizie che ledono l’immagine della C&P srl e procurano danni diretti ed indiretti per i quali sarà avviato un secondo procedimento civile di risarcimento per un ammontare di 5 milioni di euro».
Stando così le cose, viene facile alla domanda iniziale che ha costituito spunto investigativo per Cronache Lucane, aggiungerne un’altra: che danno c’è per la matematica, se si scrive che 1 più 1 è uguale a 2?
Il racconto sull’affaire Amazon in Basilicata è stato per immagini.
Gli scrittori, i seguenti: le 2 lettere sul Polo Sud in Basilicata diffuse dallo stesso Cupparo, il sito della C&P Srl e documenti ufficiali depositati nelle competenti, per territorialità, Camere di Commercio.
Il mittente che ha messo al corrente il Dipartimento regionale alle Attività produttive dell’interessamento di Amazon, la comunicazione riporta la dicitura «alla c.a. assessore Francesco Cupparo», non è il colosso statunitense del commercio elettronico, ma la Inc SpA.
La domanda dai 5milioni di euro è stata proprio questa: chi è la Inc SpA. La Inc SpA è una società per azioni con socio unico e di proprietà della Fininc SpA: il presidente del Consiglio di amministrazione è Matterino Dogliani mentre l’amministratore delegato è Claudio Dogliani. Matterino Dogliani, per completezza di informazione, è anche il patron della Fininc SpA.
I Dogliani, Matterino e Claudio, con lo stesso schema, o meglio le stesse cariche, rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione e amministratore delegati, siedono ai vertici del Consorzio stabile Sis S.c.p.a.
Del Consorzio Sis, che ha la stessa sede legale della Inc Spa in via Ivorio a Torino, la Inc Spa col suo 50,9% delle quote societarie, è il socio di maggioranza.
È emerso, ma la stessa C&P Srl pubblicizza la collaborazione sul proprio sito internet, che al Nord, ma non solo al Nord, l’azienda di famiglia dell’esponente di Forza Italia, col Consorzio Sis fa affari insieme: vedi in ultimo la Superstrada Pedemontana veneta.
La ditta dei Cupparo lavora alla grande opera stradale tramite la commessa della Sis il cui socio di maggioranza è la Inc Spa.
Ammesso che quanto riportato sia vero, la stessa azienda dei Cupparo non l’ha smentito, quale sarebbe il danno di immagine provocato alla C&P Srl nell’aver riportato quanto esposto?
I 5milioni di euro richiesti dai Cupparo, potevano essere sostituiti, simbolicamente, con un caffè: quello da bere durante una conversazione sul tema. All’assessore Cupparo o alla C&P Srl, la possibilità di fornire una qualsiasi dichiarazione sull’argomento, non è mai stata n-gata.
Ma tant’è.

5milioni di euro, non considerando gli aspetti penali, ma solo quelli civilistici della vicenda: una cifra da far chiudere un giornale e rovinare economicamente, una vita, ma neanche due ne basterebbero per averla nella disponibilità, i responsabili.
Una cifra che fa tremare. Ciò nonostante, si conti-uerà a scrivere notizie che, trovando riscontro nei documenti ricercati, vanno pubblicate: non avrebbe senso il lavoro se si ha paura di una querela puntata.

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