Le Cronache Lucane

DEFENESTRAZIONE PRIORE, LA LEGA INCASTRA IL MINISTRO: CINGOLANI NON PUÒ PIÙ NICCHIARE

APPENNINO LUCANO Ecco l’interrogazione di Pepe e Marti sul Parco: dalla nomina a “futura memoria” fino alla mala gestio, passando per il rave party e il post social su Salvini

Così come aveva promesso sul Parco nazionale dell’Appennino lucano, per il senatore della Lega, Pasquale Pepe, detto fatto: in arrivo sulla scrivania del Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, l’interrogazione a risposta scritta sull’operato gestionale e non del Commissario straordinario Giuseppe Priore.
A firmare il testo anche il Commissario regionale della Lega, Roberto Marti. L’interrogazione è articolata e complessa e, in linea generica, è composta da 3 sottoinsiemi: l’uno relativo a vicende amministrative del Parco, l’altro alle condotte del Commissario straordinario Priore. Separatamente, ai due citati, va aggiunto il tema, costituisce un nucleo a sé stante, della ormai nomina a “futura memoria” fatta nel giugno del 2020 dall’allora ministro all’Ambiente Costa che individuò, d’intesa con il presidente Bardi, Priore come presidente del Parco.

PRIORE PRESIDENTE:LA NOMINA A “FUTURA MEMORIA”

Se come Commissario, Priore, sulla carta, è prossimo alla defenestrazione, come presidente non è ancora detto. Proprio a questo punta il duo leghista Pepe-Marti: che Cingolani riconsideri la nomina di Priore a Presidente dell’Appennino Lucano val d’Agri Lagonegrese.
È questo quanto riportato a chiare lettere nelle conclusioni dell’interrogazione a risposta scritta.
Da ricordare, come richiamato anche dai senatori leghisti, che la Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei Conti, nell’ultimo report sui Parchi nazionali, per l’Appennino lucano ha specificatamente precisato come il tempo del Commissariamento debba ormai terminare: «È incompatibile con il carattere di straordinarietà e temporaneità che deve connotare l’istituto, diretto a tutelare l’interesse generale al buon funzionamento dell’Ente».
Per l’Appennino lucano, infatti, il Commissaria-mento ha avuto inizio nel dicembre del 2018. A ciò, va aggiunto il dato che al vertice della struttura amministrativa, fino all’attualità, si sono alternati diversi soggetti per periodi limitati, funzionari facenti funzioni, Direttori f.f., diretto a scavalco e altro an-cora.
Quella con al vertice Priore, è la 3a struttura commissariale che è stata nominata con decorrenza dall’11 dicembre del 2019 e per 6 mesi. Poi le proroghe e la forzatura dell’allora ministro dell’Ambiente Costa che nel giugno dell’anno scorso ha nominato presidente del Parco, il Commissario straordinario Priore. Nomina però, «a decorrere dalla data di nomina del Consiglio direttivo» che ancora, dopo 1 anno, non c’è.
Ad ogni modo, nel corso del 2021 sono intervenute ulteriori proroghe della struttura commissariale, l’ultima delle quali il 3 giugno scorso per ulteriori 4 mesi «a decorrere dall’11 giugno 2021». Per cui, anche quest’ultima proroga è ormai in dirittura di arrivo.

APPENNINO LUCANO:LA MALA GESTIO

Nell’interrogazione indi-rizzata al Ministro Cingolani, vari i riferimenti alla «cattiva gestione dell’Ente Parco».
Dalla sanzione amministrativa, 3mila euro di multa a causa di violazioni in materia di sicurezza e igiene sul lavoro per «non aver dato continuità all’individuazione del medico competente a cui affidare la sorveglianza sanitaria in favore dei dipendenti dell’Ente Parco»,
alle «molteplici lamentele» da parte degli amministratori dei Comuni ricadenti nel parco poiché il Commissario non darebbe «modo di provvedere a miglioramenti delle aree urbane», ad altro ancora. Per i sindaci, risulta esserci una somma di oltre 6milioni di euro che «invece di essere utilizzata per apportare modifiche e miglioramenti all’interno dell’area-parco, viene resa disponibile per stipulare convenzioni con altri Enti come l’Università della Basilicata, Cnr o addirittura dirottata nell’Associazione di Protezione Civile di cui Priore è Presidente». Tra gli argomenti, anche «le doglianze» degli allevatori che non riescono ad avere ascolto e risposte rispetto alle loro esigenze.

IL RAVE PARTY E IL POST «SALVINI, MULLA HOMMEMERD»

Oltre ai tecnicismi sulla nomina a “futura memoria” e alle pratiche gestionali del Parco, nell’inter-rogazione anche il rave party e «la deplorevole vicenda» del post social di Priore su «Slvini, mullah ommemerd».
Il rave party, nell’area del Parco, durò 3 giorni, risale all’estate e vi parteciparono circa 400 persone, 200 per i Carabinieri: «Il tutto con l’assoluta disattenzione del Commissario del Parco stesso». Molto più recente, l’uscita social su Salvini. Il leader della Lega ha confermato, proprio pochi giorni fa, di voler proseguire con la querela per, a eventuale causa vinta, «dare i soldi in beneficienza ai lucani». Priore prendendo spunto dalla riconquista dell’Afghanistan da parte dei Talebani, come spiegano al Ministro Cingolani, Pepe e Marti, «ha deriso ed offeso il leader della Lega Mattero Salvini, poichè veniva ritratto vestito da Mullah con la dicitura “Questo è il mullah Ommemerd capo dei talebani padani”». Inoltre, al citato posto, lo stesso Giuseppe Priore «ne faceva seguire un altro con cui addirittura si schierava dalla parte dei Talebani».
Quindi, data «la profonda indignazione», anche perchè oltre ad offendere Salvini, Priore avrebbe sfregiato «la memoria dei tanti militari italiani caduti in quel territorio, nonchè alla sofferenza che il popolo Afghano sta patendo», per Pepe e Marti, il Commissario straordinario Priore non può che essere rimosso.

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