Le Cronache Lucane

IL DUO VALVANO-SIMONETTI PERDE CONSENSI TRA GLI STESSI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA

AMMINISTRATIVE L’ira dei melfitani per l’accordo segreto per la staffetta PSI-PD spacciato per nuovo, si scopre vecchio di anni

MELFI. La farsa posta in essere da Livio Valvano sindaco uscente di Melfi e il suo storico alleato Luigi Simonetti sulla candidatura a primo cittadino del centro sinistra in vista delle prossime elezioni amministrative è stata scoperta. La successione, che entrambi da anni avevano pianificato nel più classico dei passaggi di testimone, così come un accordo all’epoca della candidatura di Valvano richiedeva tra PSI e PD, si è infatti consumata regolarmente in questo anno elettorale. Così la pantomima comincia quando Valvano lo scorso inverno invia alle redazioni di testate giornalistiche e televisive un comunicato stampa nel quale specifica che non ci sarà nessuna staffetta tra Psi e Pd al comune di Melfi. Quel documento trae in inganno molti ma poi tutti i nodi vengono al pettine e così oggi si scoprono gli accordi. I due personaggi della politica melfitana denominati ormai “Valvanetti” hanno fatto terra bruciata tutto intorno. Sono tante le teste pensanti locali che non accettano questo duopolio politico oligarchico e così la coalizione di centro sinistra comincia a perdere pezzi. Non si accetta che Simonetti l’uomo che vive di politica e Valvano sindaco da dieci anni, non consentano a nessuno di sedersi al tavolo per la designazione della candidatura con pari diritti. Così i vari Panico, Destino, Lomio, Zaccagnino, Basso, Albano, Caputo, Rega (la lista potrebbe allungarsi) ma soprattutto la fragorosa uscita dal Psi di Francesco Pietrantuono sono la conferma che quel patto di ferro rivelatosi devastante e deleterio per la città di Melfi non può essere accettato da chicchessia. Il Pd si spacca. Chi pensa che Valvano e Simonetti insieme non sono un bene per la città passa subito la mano e approda in Italia Viva. Oggi Francesco Pietrantuono, già assessore regionale in quota Psi, approda invece nei Verdi. A sostenere il duo “Valvanetti” resta il segretario del Pd, le macerie del Psi e tutte e due le compagini a settembre andranno a contarsi nelle urne. Valvano e Simonetti, furbi a modo loro, intanto si assicurano un posto in consiglio comunale. Simonetti come candidato sindaco, Valvano candidandosi da primo cittadino uscente nella lista Psi. Al resto degli alleati resteranno le briciole in un sanguinoso tutti contro tutti da consumarsi con i voti che restano. Fa tristezza vedere abbandonati al loro destino consiglieri del calibro di Mastromartino, ottimo assessore, il collega Antonio Bufano, il presidente del consiglio comunale uscente, Rino Gubelli. Tra loro sarà caccia spietata all’ultimo voto per entrare in consiglio comunale dove l’astuto Simonetti conta di portare qualche giovane Pd da avviare alla pratica del giogo politico da cui sono fuggiti gli esponenti prima citati. L’ultima farsa per dare un finto segnale di apertura democratica è quella delle pseudo consultazioni per arrivare ad un candidato sindaco della coalizione di centro sinistra. Si chiede disponibilità a chi già si sapeva non avrebbe mai accettato. Guidi, Corona, Di Ciommo e quando si intravede una timida apertura di Tanino Araneo il duo Valva-netti sbanda e chiude velocemente le consultazioni farlocche. L’accordo di anni precedenti rischia di saltare e allora Simonetti, pensate un po’ che coincidenza, è “costretto” ad accettare la candidatura a sindaco che aveva sempre “tatticamente” negato di voler accettare. Alle urne ora per capire se questi sottili giochi politici di chi vive di politica siano degni di consensi oppure se scegliere altre coalizioni dove messaggi di apertura certo più chiari e meno presuntuosi sono alla base della proposta elettorale. Il popolo è sovrano. Per fortuna!

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