Le Cronache Lucane

IL SOLDATO GIUSEPPE MARINO È TORNATO A ROTONDA

Lettere lucane

Io non so cosa spinga un essere umano a ricordare, o a tenere vive memorie storiche. So solo che è un istinto disperato, e moralmente gigantesco – come provare a illuminare con una torcia un infinito continente di sepolti vivi. Del passato noi troveremo soltanto frammenti, schegge, piccoli dettagli; ma di quel che accadde davvero, e di quel che davvero provarono le persone, noi sapremo sempre poco – pochissimo. La storia non è una scienza esatta, e anche la storiografia più “scientifica” è sempre una branca del romanzo fantastico. Nel 1942 un soldato rotondese, Giuseppe Marino, morì in seguito al siluramento della nave sulla quale si trovava per tornare in Italia in licenza – gli era stato permesso di andare a conoscere il figlio di 11 mesi. Purtroppo morì annegato. Aveva 24 anni appena, ed era arruolato sul fronte greco. Il figlio Antonio io lo conoscevo – ma purtroppo è morto nel 2020 senza poter vedere le spoglie del padre ritornare a Rotonda. Ci ha pensato il nipote Giuseppe, a farlo – e tanto ha combattuto che alla fine ci è riuscito. Ora il padre e il nonno riposano finalmente insieme dopo che la vita li ha così crudelmente separati. Di Giuseppe Marino non sapremo mai niente – chi era, che sentimenti provasse, che voce avesse, cosa provò quando la nave fu colpita, ecc. Possiamo immaginarlo, ecco; ma siamo, appunto, nel romanzesco – e forse la letteratura serve anche a questo, ad affiancare una torcia alla flebile torcia degli storici. Non credo di conoscere il nipote Giuseppe, ma voglio complimentarmi con lui, perché ciò che ha fatto è di straordinaria importanza. A differenza di tanti coetanei, risucchiati in un eterno presente privo di legami storici, Giuseppe ha sentito il bisogno di portare luce nel dolore della storia, di dargli dignità, di portarlo, fosse anche solo per un attimo illusorio, nella luce calda del presente.

diconsoli@lecronache.info

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