Le Cronache Lucane

LA SALAMANDRA PEZZATA IN TERRITORIO LUCANO

Lisandro: “La Natura ha dotato questo animaletto di alcune caratteristiche che l’aiutano a difendersi in situazioni di pericolo”

La Salamandra Pezzata nota anche come “Salamandra gialla e nera” è un anfibio che, come i Tritoni, appartiene all’ordine degli Urodeli (che hanno la coda) ed a ci racconta raccontarcela è il documentarista lucano, Carmine Lisandro.

“Ha la testa piccola con occhi sporgenti e scuri ed un corpo allungato nero e lucido con macchie gialle molto evidenti, delle zampe piccole e robuste ed una coda corta e solida. La lunghezza, compresa la coda, arriva nella femmina a 20 cm. mentre il maschio non supera i 15 cm. e si riconosce perché ha la parte finale dell’intestino più gonfia mentre nella femmina è piatta.

Non è semplice riuscire a vederla nel suo ambiente, costituito da aree boscate di latifoglie: faggete, querceti e castagneti per cui, essendo un animale schivo e timido che esce praticamente solo di notte e, avendo una colorazione della pelle che la rende, tra il fogliame secco, praticamente invisibile è più facile incontrarlo di giorno alla ricerca di prede, costituite da lumache, millepiedi, scarafaggi e ragni terricoli. Esce dal suo nascondiglio solo in caso di forti temporali e giornate umide piene di nebbia.

In primavera il maschio dopo il rituale di corteggiamento deposita in vicinanza della femmina una capsula contenente il seme, che la femmina raccoglie per fecondare le uova ed, essendo una specie ovovivipara, cova nel suo ventre 20/40 uova e, un anno dopo, partorirà delle larve lunghe 2 cm. in piccoli corsi d’acqua non inquinati.

I nuovi nati, dalla colorazione scura con puntini bianchi, muniti di branchie, inizieranno il loro percorso di vita, rifugiandosi di giorno sotto massi o fogliame mentre la notte andranno alla ricerca di prede: insetti acquatici, vermi o qualsiasi piccolo invertebrato, cercando di non essere a loro volta cibo per: bisce, larve di libellule, coleotteri acquatici, tuffetti . Dopo alcuni mesi perderanno le branchie e assumeranno la colorazione da adulti gialla e nera.

La Natura ha dotato questo animaletto, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, di alcune caratteristiche che l’aiutano a difendersi in situazioni di pericolo: la prima caratteristica è la colorazione cromatica delle macchie gialle che in natura  è un chiaro significato di pericolo per i predatori, come: volpe, ratto e faina; la seconda è che, sul dorso e ai lati della testa, la Salamandra è dotata di ghiandole sottocutanee che producono in continuazione un liquido urticante la “salamandrina” che, oltre a emanare un odore disgustoso, provocherà al malcapitato predatore ustioni dolorose alle mucose della bocca o degli occhi, tanto da essere costretto a lasciare la preda.

Pur essendo innocua per l’uomo, nel caso in cui la si dovesse prendere, è consigliabile non toccarla a mani nude. Non fosse altro per evitare che, la delicata pelle dell’animaletto venga contaminata da batteri e, comunque, in caso di contatto non toccarsi gli occhi o la bocca con le mani.

Pur conducendo una vita solitaria non è raro, durante il periodo invernale che, per passare il letargo si riuniscano negli stessi rifugi diverse salamandre.

Una caratteristica che, oltre ai Tritoni, possiede anche la Salamandra è la possibilità di rigenerare parti del proprio corpo.

La Salamandra pezzata è una specie protetta dalla convenzione di Berna, allegato III, non può essere catturata e/o tenuta in cattività per cui se l’habitat dove vive viene tutelato, la sua aspettativa di vita è di oltre vent’anni

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