Vincenzo Belmonte ha visto nascere il Movimento Sociale Italiano e ha depositato presso la Biblioteca Provinciale uno studio fatto, assieme ad altri amici, sul movimento. «Dobbiamo essere rispettosi della storia. – ha esordito Vincenzo Belmonte – Il Movimento Sociale italiano era il primo movimento politico ed era fortissimo. Il primo segretario giovanile che è stato nominato nel Movimento Sociale era un certo Nino Balsamo che è morto all’età di 36 anni. Al suo interno c’erano poi tante organizzazioni giovanili tra cui la Giovane Italia e il Fuan, ovvero il Fronte di azione nazionale degli universitari, dopo sono arrivati tutti gli altri. Poi sorsero il Fronte della Gioventù, i Volontari Nazionali e tanti altri. Qui a Potenza avevamo anche Radio Elle che era la prima radio del Movimento Sociale di tutt’Italia. I Volontari Nazionali e Radio Elle derivavano dal Fuan e dopo uscì il Fronte della Gioventù e Azione Giovani. Il Movimento Sociale, quì a Potenza , è nato in una soffitta di via Vaccaro nel 1947 da Bartolo Gianturco di Avigliano, Giulio Salvatore di Potenza, Emma Messore di Potenza e Vincenzo Larocca di Potenza I capisaldi del Movimento erano la socializzazione e il corporativismo. Noi avevamo una serie di organizzazioni collaterali in cui militavano una serie di personaggi che ora sono ingegneri, avvocati e persone di un certo livello. Non solo a Potenza ma in tutta la Basilicata. C’erano molte correnti filosofiche che facevano capo ad Almirante, a Rauti, Tatarella e a vari personaggi di un certo livello, si discuteva, ci si confrontava Poi tutto è finito con Fini e Alleanza Nazionale che non era espressione del Movimento Sociale. Hanno azzerato tutto. Dal Movimento Sociale poi derivano Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, nata nel 1995, e poi Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni» «La storia del Movimento Sociale è immensa. Noi avevamo uomini illustri, in tutta la Lucania partendo da Maratea fino a Montemilone. Avevamo professori, medici, ingegneri ma avevamo anche la classe operaia. Tanti ragazzi che lavoravano nelle fabbriche facevano parte dei Volontari Nazionali. Il Movimento Sociale non è mai stato un movimento separatista, non c’era la differenza tra Nord e Sud, non è mai stato un partito razzista, è stato sempre per l’unità d’Italia, ha sempre difeso i confini. Ci sono stante anche delle rivolte ma erano rivolte dettate da ideali. Nel Movimento Sociale si studiava, si parlava, si discuteva e a volte si arrivava anche allo scontro fisico però poi eravamo camerati. Almirante e Rauti ci tenevano alla formazione dei ragazzi che militavano nel Movimento. Nella Giovane Italia e nel Fronte della Gioventù ci si formava in campo politico, mentre gli intellettuali si rivolgevano , in campo universitario al Fuan che era la fucina dei futuri dirigenti d’Italia.
«A Potenza – continua Belmonte -avevamo una classe politica fortissima ma eravamo solo contro tutti. Io ero l’unico consigliere di opposizione, solo contro tutti. Il Movimento Sociale ha creato la destra e oggi si eredita quello che noi abbiamo lasciato, il sacrificio di tanti ragazzi che sono morti per gli ideali». «All’interno del partito c’erano dei professionisti che si mettevano a disposizione di coloro che non potevano permettersi ad esempio le visite me-diche o qualsiasi altra prestazione specialistica. Ci aiutavamo l’uno con l’altro».
Dalla chiacchierata con Vincenzo Belmonte è venuto fuori che il centrodestra di oggi dovrebbe essere più unito e coeso. Chi milita nel partito deve studiare la storia e studiare la storia del Movimento Sociale che è stato un partito dalla grande storia, che ha formato i suoi ragazzi, che ha insegnato loro a fare politica e a farla bene. A livello ideologico bisogna dare un’identità diversa al centrodestra di oggi. Un invito che fa Belmonte, da “nobile” della politica è quello di creare un centrodestra coeso, meno chiacchiericcio e più attento alla realtà.

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