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LA COALIZIONE MISTA ANTI ZITO GIÀ S’È SPARTITA GLI ASSESSORATI

VERSO IL VOTO A Montescaglioso per Articolo 1, Fratelli d’Italia, Pd e Italia viva, accordo raggiunto sul “Cencellum”

Se il Pd e Articolo Uno fanno accordi per le future quanto eventuali deleghe assessorili comunali insieme a Fratelli d’Italia a Montescaglioso, dunque “zitti tutti e pedalare” perché se tutto è legittimo, ed è così, allora nessuno si scandalizzi più.
In fondo se a Roma in 3 anni di legislatura si è passati da un Governo con Meloni-Salvini-Conte a un Conte-Speranza Zin-garetti-Renzi fino al grande contenitore di Draghi con fuori solo la Meloni, allora tutto è concesso ma per lo meno si smetta di sventolare quel vessillo inutile della moralità tra-dita vero e proprio caval-lo di battaglia di chi ha poche idee e anche confuse.
Perché piaccia o non piaccia nessuno ha la verità in tasca.
Non di questi tempi per lo meno. Che poi era il 1994 quando Giorgio Gaber in piena deriva post tangentopolista già avvertiva il disgregarsi di quella barriera ideologica che nel ‘900 aveva segnato e distinto le storie di donne e uomini in Italia come nel resto d’Europa con parole come queste: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia, ma io dico che la colpa è nostra; è evidente che la gente è poco seria, quando parla di sinistra o destra”. Sono trascorsi poi i decenni. Sono avvenuti tanti fatti. E la politica dai solidi e fumosi stanzini delle segreterie, delle se-zioni e delle cellule condominiali si è spostata essenzialmente nell’orizzontalità aerosa dei social network.
In quel luogo in cui le storie, fatte di carne, ossa e sudore, diventano selfie di plastica. Dove tutto è il contrario di tutto.
“Una grande Babylon” per citare anche Manu Chao attraverso le cui connessioni digitali sono state partorite idee legge-re miste a rabbia e insulti che hanno portato addirittura alla nascita di un partito politico il cui unico obiettivo era “circondare i palazzi del potere” con tanto di migliaia di “vaffa…”.
Il risultato? Una confusione creativa totale. Come a Montescaglioso, il paese natale di Filippo Bubbico (di sinistra) e di Mario Venezia (di destra) dove addirittura per fronteggiare la lista “Obiettivo Comune” del sindaco di centrodestra uscente, Vincenzo Zito, è stato messo in campo il puzzle elettorale “La Città di tutti” capeggiato dal candidato sindaco Fabio Disabato in cui sono confluiti esponenti di Articolo 1, Fratelli d’Italia, Italia Viva e Partito democratico. Con tanto di accordi scritti alla vigilia per l’individuazione propedeutica dei “Criteri per l’attribuzione delle cariche assessorili” in cui sono state precisate anche le origini dei 7 candidati ritenuti politici e cioè 2 per Articolo 1, 2per Fratelli d’Italia, 1 per Italia Viva fino agli ultimi 2 per il Pd.
Con buona pace dei “puristi” del giorno dopo.

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