Le Cronache Lucane

“HIDDEN PARTNER”: CAIATA E POTENZA CALCIO L’ACCUSA PERDE ANCORA: APPELLO RESPINTO

Il Gip di Siena conferma la decisione di luglio: nessuna misura interdittiva per le società coinvolte nell’inchiesta

Ancora, come accaduto nel luglio scorso, buone notizie da Siena per il deputato lucano di Fratelli d’Italia, Salvatore Caiata, coinvolto nell’inchiesta giudiziaria “Hidden Partner” su reati, contestati a vario titolo agli indagati, quali riciclaggio internazionale, reati di natura tributaria e corruzione.
A luglio il giudice aveva respinto le richieste dei Pm circa le misure cautelari di tipo interdittivo e di sospensione temporanea di licenze, concessioni e autorizzazioni, per le 11 società coinvolte.
Nell’elenco delle società coinvolte, oltre alla Siena Spa del magnate kazako attivo nel settore petroli-fero, Igor Bidilo, che è il personaggio chiave dell’inchiesta “Hidden partner”, anche il ristorante il Campo, La Cascina e il Potenza Calcio.
Oltre al sequestro di una somma di denaro pari a 210mila euro, il Pm De Flammineis aveva chiesto per il Potenza Calcio anche la sospensione della licenza che di fatto, qu-lora accolta, avrebbe impedito la partecipazione della squadra all’attuale campionato di serie C. Tra le motivazioni del Gip, quelle legate alla mancanza di presupposti, di indizi di colpevolezza e in un caso anche di mancanza di sussistenza dei criteri di imputazione oggettiva. Nonostante, in sintesi, era stata accolta la linea difensiva che puntò a dimostrare come le società non avessero tratto nessun vantaggio dalle presunte attività illecite, la Procura di Siena, però, fece appello contro le decisioni del Gip Ilaria Cornetti che aveva respinto in blocco le richieste avanzate dai magistrati.
Ieri, la discussione dell’appello: il Gip lo ha dichiarato inammissibile. Il presidente del Potenza Calcio, Salvatore Caiata, difeso dal Prof. Donatello Cimadomo e dall’avvocato Lorenzo De Martino, a caldo ha così commentato: «Ero fiducioso e sono molto soddisfatto per co-me sono andate le cose». «È l’ennesimo appello che è stato rigettato – ha aggiunto Caiata -. Credo che lo stato delle cose sia abbastanza evidente e non vado oltre ad esprimere pareri sulla situazione che si è creata».
Da ricordare che dagli allora Giudici per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Siena, Alessandro Buccino Grimaldi e Ilaria Cornetti, nel maggio scorso erano state di-sposte 5 misure, fra coercitive e interdittive, nei confronti di altrettante persone, nonchè il contestuale sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità liquide, di beni mobili ed immobili per un valore di circa 14 milioni di euro.
Per Salvatore Caiata, però, a lui vengono contestati reati tributari, fu respinta già in prima istanza la richiesta dell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Nell’ambito dell’inchiesta “Hidden Partner”, per Caiata quella di ieri rappresenta la terza vittoria.

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