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ESTATE “SELVAGGIA” SULLA MURGIA: ASSALTO DI AUTO E CAMPER, BAGNI CHIUSI E DEGRADO

Parco Chiese rupestri. Cittadini e ambientalisti segnalano criticità: «Urge vigilanza e adeguata fruizione»

MATERA. Dopo il recente incendio che ha bruciato una vasta area della Murgia materana e che ha rischiato di distruggere l’antichissima chiesa rupestre di “San Nicola alla Via Appia”, non sono affatto terminate le gravi criticità che affliggono il “Parco delle Chiese Rupestri”. Da più parti infatti sono stati segnalati a noi di Cronache Lucane disagi e pericoli a cui sono esposti visitatori e turisti che in questi giorni affollano in numerosi l’altopiano delle Murge. Ciò che viene richiesto con maggiore urgenza da parte di cittadini e ambientalisti è un immediato intervento da parte delle autorità di Polizia Municipale, da parte dell’Ente Parco e soprattutto da parte dell’amministrazione comunale, affinché vengano fermati e sanzionati gli atti incivili da parte di gente che, irriguardosa delle regole e del particolare habitat rupestre, ha ripreso a gettare rifiuti nel parco, a distruggere i muretti a secco appena rifatti, e a danneggiare le nuove istallazioni e strumentazioni di grande valore apposte durante i recenti lavori di recupero nell’area archeologica. Altri cittadini poi chiedono espressamente al Sindaco di intervenire per impedire l’operato di vandali che hanno tentato, per fortuna senza successo, di aprirsi un varco attraverso una finestrella all’interno del Cea, il “Centro di Educazione Ambientale”. Quest’ultima struttura, tutt’ora chiusa dopo il completamento della sua ristrutturazione da parte di Invitalia, è situata in posizione centrale sul parco ed è destinata alla prima accoglienza di turisti e al loro orientamento sulle regole ambientali da rispettare. Ma soprattutto, il Cea è l’indispensabile struttura dove vi sono i servizi igienici a disposizione dei visitatori. Nell’impossibilità dunque di servirsi dei bagni interni al Cea, e mancando una vigilanza, in molti stanno “disseminando” i loro bisogni fisiologici tutt’intorno alla struttura del Cea, lasciando escrementi e fazzolettini alla mercé di bambini e animali, e in bella mostra ad auto e camper che a loro volta parcheggiano selvaggiamente fuori dagli stalli loro riservati. «È un degrado inaccettabile –ci ha detto un ambientalista – che va contrastato con la vigilanza e soprattutto occorre rendere fruibile il parco come sito Unesco». Va anche detto che i lavori di recupero del parco a seguito delle critiche provenienti dalla comunità materana, hanno imposto al Comune di accettarne con riserva la consegna, e hanno determinato la costituzione dal parte del Comune stesso di una “Commissione temporanea speciale”, che sta svolgendo una ricognizione per verificare se nell’esecuzione dei lavori vi siano state irregolarità rispetto alla normativa sugli habitat protetti.
A tutt’ora però, subito dopo i controlli, la priorità, come confermano anche gli esperti locali di gestione di siti speciali, è esattamente quella già espressa più volte in sede di Consiglio comunale materano e cioè: “Approntare un piano di gestione del parco in merito alle modalità di accesso in funzione della manutenzione per scongiurare il degrado e sostenerne il decoro”.

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