Le Cronache Lucane

CONCORSI ASP, ALTRO CHE QUERELA DI BOCHICCHIO ZULLINO TORNA ALLA CARICA SULLA RIMOZIONE DEL DG

È ormai scontro senza fine: per il presidente della IV Commissione consiliare, la defenestrazione è tecnicamente possibile

Se lo scontro deve finire in Tribunale, che aula del Palazzo di Giustizia sia. Procedure concorsuali dell’Azienda sanitaria locale di Potenza (Asp) per l’assunzione di dirigenti amministrativi da assegnare rispettivamente all’Unità operativa complessa (Uoc) Economico finanziaria e all’Uoc Provveditorato economato: la “crisi dei missili” tra Zullino e Bochicchio è oltre l’apice.
La pratica “defenestrazione” che giace sulla scrivania del presidente di Regione, Vito Bardi, diventa col passare dei giorni, sempre più copiosa.
Il Dg dell’Asp, Lorenzo Bochicchio, aveva comunicato pochi giorni fa che sulla vicenda dell’indizione di nuove procedure concorsuali, pur essendo disponibili gr-duatorie valide eventualmente da scorrere, avendo, da parte sua, già provveduto a chiarire le motivazioni della scelta, all’ennesima richiesta di chiarimenti avrebbe dato mandato all’Ufficio legale dell’Azienda di valutare la sussistenza di elementi lesivi dell’immagine dell’Asp stessa per decidere sull’opportunità di attivare azioni conseguenti Trascorsi pochi giorni, il consigliere regionale della Lega, Massimo Zullino, che è anche il presidente il presidente della quarta Commissione consiliare, sanità e politiche sociali, ha ripreso carta e penna per ribadire, «a scanso di equivoci e capiziose ricostruzioni argomentative», le «assordanti incoerenze già denunciate». Da ricordare che sulla base di 2 note, risalenti ad aprile e maggio, redatte dal Dg del Dipartimento regionale Sanità, Ernesto Esposito, e fatte proprie poi dall’assessore al ramo, Rocco Leone, la Giunta Bardi ha già approvato l’invio della Commissione ispettiva all’Asp per fare luce su «rilevanti criticità inerenti le attività gestionali».
Zullino che già ha chiesto al governatore lucano di aggiungere al mandato degli ispettori anche il compito di analizzare specificatamente la pratica dei concorsi per dirigenti amministrativi, adesso, dopo quello che lui definisce come «atteggiamento intimidatorio» da parte del Dg Bochicchio, la «velata minaccia di azioni legali», tenta di apporre il definitivo “carico da 10”: per il leghista, la decadenza non può essere più una ipotesi, ma deve tramutarsi in certezza.
Spezzatosi il rapporto fiduciario, per Zullino Bardi e Giunta non possono che intervenire “defenestrando” «quanto prima» il Dg Bochicchio a paventata tutela dei diritti dei cittadini luca-ni e dell’intero sistema sanitario regionale.
Dal combinato disposto tra l’«ostracismo», il considerato atteggiamento intimidatorio e la precipua volontà di «limitare l’esercizio libero e legittimo del mandato elet-orale del consigliere regionale», una sola per Zullino la conseguenza: la fine anticipata del mandato di Bochicchio come Dg dell’Asp. Mandato che comunque scadrebbe tra circa 6 mesi, poichè triennale a decorrere dalla sottoscrizione del contratto, che nel suo caso è avvenuta il 15 gennaio 2019. Al di là di possibili cause legali, Zullino ha puntellato con un tecnicismo fondamentale la richiesta di “defenestrazione”.
I Direttori generali delle Aziende sanitarie devono essere considerati funzionari neutrali dato che la loro nomina non avviene in base a criteri puramente fiduciari e, si potrebbe aggiungere come da sentenze della Giustizia amministrativa, non è a loro richiesta «la fedeltà personale alla persona fisica che riveste la carica politica», ma la «corretta e leale esecuzione delle direttive che provengono dall’organo p-litico, quale che sia il titolare pro tempore».
Proprio questo il punto. Zullino, in merito alle procedure concorsuali in questioni, contesta, ormai da tempo, a Bochicchio di aver eluso l’applicazione delle direttive operative così come emanate dalla Regione Basilicata il 27 e il 28 maggio dell’anno scorso.
Di conseguenza, sulla basa della forza giuridica delle direttive, per il il presidente il presidente della quarta Commissione consiliare, è chiaro come le direttive citate non siano « mere circolari interpretative», costituendo, invece, un presupposto applicativo ineludibile sotteso alla corretta attuazione delle politiche sanitarie regionali in materia di personale.
Per Zullino se uno più uno fa due, allora se dalla Regione è stato inviato l’ordine e lo stesso dal Dg Bochicchio non è stato rispettato, ecco che la naturale conseguenza è la decadenza dal ruolo

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