Andretta eletto dall’Assemblea dei soci di Acquedotto lucano, nuovo Amministratore unico: per la cordata M5stelle-centrosinistra è «una sonora sconfitta per il Presidente Bardi».

Con un’unica voce, hanno commentato le vicissitudini assembleari, Partito democratico, Movimento 5 stelle, Articolo uno Basilicata, Verdi e Psi.

A parte il commento di Italia viva per il tramite del sindaco di Latronico, Fausto De Maria, che, però, è intervenuto «per riportare la voce anche di altri sindaci». Per le opposizioni, Italia viva esclusa, in Acquedotto lucano, la Regione è il socio di maggioranza col suo 49%, «i territori hanno bocciato senza appello il nome proposto da Bardi e dalla sua maggioranza, e, solo grazie ad un sistema di elezione che “pesa” il voto di ciascuno dei soci, è riuscito ad imporre il suo candidato».

Percentuali decisive a parte, sui numeri nominali, la «la stragrande maggioranza dei sindaci lucani non ha seguito l’indicazione di Bardi, nonostante le inopportune pressioni esercitate insieme ai suoi assessori, che meritano una netta censura». Le pressioni di Bardi, in preda alla paura di fallire l’elezione di Andretta, le telefonate ai mai ascoltati primi cittadini, per le “opposizioni” in Aql oltre che dimostrative della «inadeguatezza del Presidente Bardi nel coinvolgere politicamente i territori con le sue diverse rappresentanze politiche e sociali», hanno generato «una frattura tra le amministrazioni locali».

Ai punti, voti ponderati, ha vinto Bardi con Andretta, ma il segnale ricevuto è stato forte. «È oramai evidente – hanno aggiunto i partiti citati, Italia viva esclusa quanto questo governo regionale manchi di sintonia con le comunità locali che dovrebbe amministrare. Ringraziamo il Prof. Greco, che generosamente ha messo a disposizione la sua persona, che, per curriculum, conoscenza del territorio ed esperienza amministrativa sarebbe stata una valida risorsa nel percorso di rilancio di Acquedotto Lucano, dopo il lavoro svolto dal Dott. Marchese, che ringraziamo per l’impegno profuso».

Di contro, De Maria ha motivato la decisione di «non partecipare alla votazione dell’Amministratore unico», perché la scelta non può essere «un campo di battaglia di sfide politiche, prodromo di futuri cartelli elettorali». «C’è tempo  ha aggiunto il sindaco  per definire alleanze e fare campagne elettorali».

«In questo momento abbiamo la necessità di condividere, unire le forze e non dividere, seguendo l’esempio nazionale del Governo Draghi – ha aggiunto De Maria -. Chiunque vinca, con questa spaccatura, avrà ulteriori difficoltà a gestire l’ente e per noi compito della politica è risolvere i problemi, non alimentarli!». «Avremmo potuto cedere alle lusi-ghe che da una parte e dall’altra ci hanno interessato ha concluso De Maria  , ma abbiamo preferito mantenere la barra dritta e coerentemente mandare un messaggio di inadeguatezza, anche rispetto al mancato coinvolgimento che l’attuale governo regionale avrebbe dovuto realizzare in una dinamica istituzionale così delicata».

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