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AMMINISTRATORE UNICO, PUÒ ACCADERE DI TUTTO: PERSINO IL RITIRO DI ENTRAMBI GLI ING. CANDIDATI

ACQUEDOTTO LUCANO Tra 48 ore l’Assemblea elettiva, Greco vola e Andretta arranca: opzione proroga tecnica

Acquedotto lucano e elezione dell’Amministratore unico: rush finale, tra 48 ore la decisiva Assemblea dei soci composta dalla Regione con 119 Comuni. Trattative in continua evoluzione e “allibratori” che riportano di come abbia preso velocità la candidatura del fronte “antagonista”, quello del centrosinistra col Movimento 5stelle, che ha puntato tutti i gettoni sull’ingegnere docente Unibas, Michele Greco.

Di contro, sale la preoccupazione all’interno della triade di Forza Italia in Giunta, i due assessori Cupparo e Leone più Bardi, che, invece, al “Casinò” lucano della gestione del servizio idrico integrato, ha puntato tutto sull’ingegnere “straniero”, d’origine potentina, ma emigrato in Emilia Romagna ormai da 30 anni, Alfonso Metello Francesco Andretta.

Il presidente Bardi, sull’affaire Andretta, rischia di uscirne con le ossa rotte. Sul candidato della Regione, sia per consenso, ma soprattutto per le modalità, in parte ancora ignote, con cui è stato scelto, Forza Italia a cui spettava l’indicazione del candidato, in realtà stava ragionando su altri nomi, come, per esempio Lorenzo Pagliuca, fratello del coordinatore provinciale Nicola, o ancora, l’avvocato Sergio Lapenna, continua a non esserci ancora sicura e piena unità da parte del centrodestra. L’amministratore unico di Acquedotto lucano, poltrona da 128mila e 978 euro annui più bonus del 20% per obiettivi raggiunti, è, per l’appunto, votato anche dai sindaci dei Comuni lucani, e per prassi non scritta, ma così emerge dagli episodi passati, è scelto all’unanimità e d’intesa con tutte le parti politiche, quantomeno della maggioranza governativa regionale. Non è un caso, limitandosi all’ultimo esempio cronologico disponibile, che nel maggio del 2018, in qualità di unico candidato, l’attuale Au Giandomenico Marchese, è stato eletto proprio all’unanimità dell’Assemblea dei soci.

LE TELEFONATE DI BARDI E IL POTERE DEI SINDACI

I sindaci, tuttavia, non hanno gradito il nome calato dall’alto tramite l’interposta persona di Bardi che ha così esteso il raggio d’azione delle prove di forza. Quando le fa, come le ha fatte da sempre a partire dai primordi dell’attuale legislastura, nel perimetro di via Verrastro, seppur esplosivi, i conflitti restano in qualche modo limitati alla Regione e il presidente regge agli urti poichè consapevole che nessuno della “corrida dei debuttanti” avrà mai il coraggio di staccare anticipatamente la spina al governo lucano.

Con Acquedotto lucano, però, il braccio di ferro sul candidato Au ha coinvolto direttamente le realtà territoriali già, anche quelle di centrodestra, non proprio contente del pregresso operato di Bardi. I sindaci sono sindaci e a parte quelli che nutrono mire per un posto in Consiglio regionale, gli altri sono liberi da condizionamenti d’appartenenza politica.

Così un buon 70% dei primi cittadini lucani, anche delusi dalla politica del presidente Bardi che non li ha mai incontrati, nonostante le loro ripetute richieste avanzate a più riprese nel corso di questi 2 anni, è sempre più tentata dal votare il Greco. Pan per focaccia per il «commendatore» di Filiano convinto che sarebbe bastato pigiare dei numeri sul telefono per assicurarsi il voto dei sindaci “amici” da sempre, in realtà, ignorati.

TORNA LO SPETTRO DELLA PROROGA TECNICA

Data la situazione di assoluta incertezza con un ago della bilancia che sembra potenzialmente tendere verso l’ingegnere docente Unibas Michele Greco, nelle ultime ore comincia a serpeggiare un’idea alternativa che sembra riazzerare tutto riportando le lancette ante 24 giugno, ovvero ultimo giorno utile per la presentazione delle candidature: ritirare dalla corsa entrambi i fantini, Greco ed Andretta.

Se accadrà, allora sarà, Statuto alla mano, naturale proroga tecnica del mandato dell’attuale Au Marchese per altri 45 giorni.

Il tempo non previsto, ma, grazie all’eventuale ritiro dei candidati, a disposizione, verrebbe impiegato, anche se del governatore Bardi quasi nessuno si fida, per individuare una candidatura unitaria e di conseguenza dall’alto e autorevole profilo. L’opzione, sulla carta, sembra non scontentare nessuno.

Nè al centrodestra, che già ante 24 giugno progettava, come piano B la proroga tecnica, nè al centrosinistra dato che il “garante” Marchese è sua espressione.

In uno scenario così aggrovigliato, un solo dato è certo: non si escludono fortissimi colpi di scena. Mentre l’ingegnere Greco viaggia sulle ali dell’entusiasmo, l’altro ingegnere, Andretta, prosegue stancamente tanto che se potesse ritirarsi, sarebbe il primo a gioire.

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