Le Cronache Lucane

GIUSTIZIA, SALVINI IN BASILICATA

Aperta la campagna referendaria di Lega e Radicali per riformare il settore giudiziario. 6 i quesiti proposti

Torna in Basilicata Matteo Salvini che dopo Potenza visita Castelmezzano e il borgo La Martella a Matera per la campagna referendaria sulla Giustizia. Partita da qualche giorno, la raccolta firme a sostegno delle petizioni durerà un paio di mesi con l’obbiettivo di riformare uno dei settori fondamentali del Paese. Sono sei i quesiti promossi anche dal Partito Radicale per scuotere il Parlamento o dare mandato al popolo su come amministrare la giustizia senza faziosità e violazioni del diritto. In questi giorni sono tanti i gazebo allestiti lungo lo stivale e numerosissime le persone che già hanno firmato per il cambiamento. Il che significa che gli italiani vorrebbero finalmente una giustizia giusta che li rappresenti. La giustizia è proprio uno dei capisaldi della Lega il cui leader anche in Basilicata ha ribadito le esigenze di equità, competenza e soprattutto di una giustizia svincolata dalla politica e viceversa. Nel suo discorso al popolo non solo il delicato tema oggetto del referendum, ma anche uno sguardo al futuro, ed in particolare al petrolio, al lavoro, all’ambiente in genere e al settore turistico. Ambiente e lavoro- ha detto Salvini- sono temi fondamentali in Basilicata tanto quanto a Taranto o Piombino perché ovunque va tutelato il binomio lavoro-ambiente, perché va tutelata la salute poiché se i lavoratori stanno bene, si salvaguardano anche i posti di lavoro. Quanto al turismo, dal leader della Lega è giunto l’invito a restare in Italia anche per quest’estate perché è il paese più bello del mondo e perché dobbiamo contribuire a smuovere la nostra economia per non finire collassati. Sul referendum, Salvini ha ricordato l’importanza di variare l’assetto giudiziario italiano con processi veloci, responsabilità diretta dei magistrati che sbagliano, riforma del Csm e soprattutto politica fuori dai tribunali. Tra i quesiti, anche i limiti agli abusi della custodia cautelare e l’abolizione della legge Severino. Cinquecentomila sono le firme richieste per ogni quesito che porteranno poi al voto della primavera 2022 con cui i cittadini potranno attuare la loro rivoluzione decidendo democraticamente. Il tour in Basilicata è stato anche occasione per fare il punto della situazione con il partito alla luce delle fuoriuscite di alcuni esponenti e dalle spaccature nel centrodestra che guida la Regione

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