POTENZA. Questione Acta: nei giorni scorsi, Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno espresso «forti preoccupazioni sul futuro dei lavoratori dell’Acta spa» sottolineando come «ad un anno dalla nomina del nuovo amministratore delegato della municipalizzata, Camillo Naborre, a oggi ancora non è dato sapere il piano industriale della società, nonostante le reiterate richieste di incontro da parte dei sindacati, rimaste inevase». In aggiunta, i sindacati sottolinearono come l’incontro proprio con le parti sociali fosse «improrogabile», vista la «decisione di questa amministrazione, che in continuità con la precedente, protende verso l’esternalizzazione dei servizi che sono il core business dell’azienda, come lo spazzamento e la raccolta differenziata. Una vera e propria svendita della società, che mette a repentaglio il futuro dei lavoratori, circa 105 in tutto, costretti a turni forzati e con conseguenze sulla gestione del servizio che sono sotto gli occhi di tutti, con la raccolta differenziata che periodicamente va incontro a dei veri e propri blocchi». I sindacati, in aggiunta, sottolinearono anche come «dal 1 febbraio 2000 che in Acta non vi sono nuove assunzioni, mentre gli uffici sono completamente sguarniti e si ricorre a persone assunte con contratti interinali o a beneficiari del reddito minimo di inserimento. Il tutto portando al limite i rapporti sindacali, inesistenti». Sulla questione, nei giorni scorsi l’associazione potentina “Laboratorio Politico”, tramite il dirigente nazionale di Centro Democratico Massimo Maria Molinari, assieme ai consiglieri comunali del Capoluogo Francesco Flore, Rocco Pergola e Pierluigi Smaldone, ha convocato per la giornata di ieri un incontro esplicativo, finalizzato alla «analisi di ogni aspetto anche per il rilancio dell’azienda», con le sigle sindacali Filcams Cgil, Uiltrasporti e Fit Cisl. L’incontro, come previsto, si è svolto nel pomeriggio di ieri nei locali presso il Parcheggio Uno: sui temi trattati e le criticità evidenziate, Cronache Lucane ha sentito proprio Molinari che ha così riassunto il senso del meeting: «Abbiamo voluto dare voce ai sindacati e mostrare tutta la nostra vicinanza e sostegno anche ai lavoratori che, in alcuni mesi, hanno addirittura rischiato di non percepire lo stipendio. Al con-tempo, abbiamo voluto soprattutto stigmatizzare il comportamento dell’amministrazione comunale che invece di stare vicino ai lavoratori e dialogare con i sindacati, sembra quasi che non abbia alcun interesse a convocarli, ad ascoltare le loro ragioni e, in sostanza, a fare quella che è la sua parte. Soprattutto ha aggiunto Molinari manca una vera progettualità, una vera strategia industriale dell’azienda di tutela ambientale. Fattori fondamentali che dovrebbero derivare direttamente dal sindaco Guarente e dall’assessore Galella, che invece giacciono praticamente immobili. E, per noi, questo è un atteggiamento deleterio: il socio unico dell’azienda, ovvero il comune di Potenza, non può pensare di amministrare e gestire un’azienda come sta facendo».  In sostanza, per Molinari «non c’è un piano, non c’è un progetto, non c’è una strategia: la programmazione industriale, se si continua così, è praticamente impossibile».

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