Le Cronache Lucane

ACQUEDOTTO LUCANO, DALLA PROROGA A MARCHESE AL PIANO PER PIAZZARE L’ENNESIMO “STRANIERO”

Sull’elezione dell’Amministratore unico, nel centrodestra rischia di saltare il banco. Potrebbe approfittarne Bardi ricorrendo al solito schema: il calato dall’alto

Acquedotto lucano e nomina dell’Amministratore unico previa presentazione delle candidature, il termine ultimo scade tra poco più di 48 ore, giovedì: sul rinnovo della governance rischia di saltare il banco del centrodestra. L’ipotesi che un esponente di alto rango del centrosinistra, come raccontato nei giorni scorsi da queste colonne, ha prospettato a Bardi di rinnovare Marchese fino a dopo l’estate, prende sempre più quota. Ora l’idea sarebbe di tenere contenta almeno la Lega.
Quindi proroga in favore dell’attuale Au Marchese, nominato nel 2018, e nomina di un direttore in quota al Carroccio. Questo, però, farebbe andare su tutte le furie Fratelli d’Italia che nei vari ragionamenti aveva trovato la sua camera di compensazione proprio in Acquedotto.
Dunque i partiti continuano a trattare, anche perché Forza Italia, accordi alla mano, ci sarebbe proprio una carta scritta, rivendica la postazione dell’Amministratore unico. Quindi in campo, tra le ipotesi: l’Amministratore unico a Forza Italia, e, come anche sempre da queste colonne abbiamo evidenziato in questi giorni, Statuto alla mano, dividere l’incarico di direttore, facendone uno tecnico che andrebbe alla Lega e uno amministrativo che andrebbe a Fratelli d’Italia. Da ricordare che l’Assemblea dei soci di Aql, composta dalla Regione con 119 Comuni, elegge l’Amministratore unico che a sua volta sceglie 2 direttori, così come descritto, o in alternativa un Direttore generale. Finache con questa soluzione, tuttavia, l’Au a FI e i 2 direttori agli alleati, la pattuglia del partito della Meloni si sentirebbe figlio di un Dio minore. Tutti e 3 i partiti accontentati, ma a Fratelli d’Italia andrebbe tra le postazioni apicali disponibili, proprio quella meno importante.
Di conseguenza, i motivi per cui pure questo schema non andrebbe bene. Ed ecco allora che in campo scenderebbe sempre la volpe di Posillipo, il commendatore Bardi che con il solito schema del dividi et impera, potrebbe piazzare nuovamente un “Papa” straniero, come ha fatto praticamente sino ad oggi un po’ dappertutto facendo leva sui mancati accordi tra i partiti della coalizione governativa regionale.
Allora il presidente Bardi interverrebbe inserendo un esterno, amico e magari campano, con la scusa che il prescelto competente e super partes.
In molti criticano il presidente Bardi perché, sostengono, non sa fare politica, ma ove anche questa volta riuscisse nel colpo, l’ennesimo, di tenere i partiti a bocca asciutta e di piazzare un suo uomo da fuori, la Basilicata riuscirebbe come al solito mortificata, e lui come vincitore assoluto.

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