Le Cronache Lucane

«VINCE PER IL MOMENTO IL CEMENTO E L’OLTRAGGIO AL PAESAGGIO: RUSPE A LAVORO ANCHE DI DOMENICA»

MARATEA: Dopo l’inchiesta di Cronache sbotta anche Simonetti: «Sindaco Stoppelli di casa al Santavenere. Nessun intervento sulla spiaggia con vincolo ambientale»

MARATEA. Il rumore delle ruspe e dei martelli battenti in una zona naturale con tanto di vincolo paesaggistico ha scosso più di qualcuno, soprattutto in un giorno di festa. La questione dei lavori del Santavenere sulla spiaggia di Fiumicello (Carrubo), portati alla luce da Cronache Lucane, continuano a far discutere. Nonostante dalla Soprintendenza sia stato chiesto lo stop ai lavori in attesa di verificare che tutte le autorizzazioni per procedere alla sistemazione dell’area siano corrette operai e ruspe continuano a muoversi nel cantiere. A renderlo noto, con non poca preoccupazione è Pietro Simonetti  del Centro studi e ricerche economiche e sociali (Cseres) che non nasconde il suo disappunto per come si stia gestendo la situazione: «Capita che mentre a Villa Nitti di Maratea esperti e scienziati discutono del futuro dell’umanesimo e del digitale alcune ruspe e pale sono impegnate a sterrare, cementificare e innalzare una struttura nella spiaggia di Santavenere voluta negli anni cinquanta dall’industriale Stefano Rivetti assieme alla Pamafi, Illicini, la fabbrica tessile ed il Cristo».

I lavori del Santavenere nonostante la Sovraintendenza abbia chiesto di vederci chiaro, essendo quella un’area soggetta a vincolo paesaggistico e come tale necessita di documentazione particolare per la sistemazione di qualsiasi angolo, continuano spediti. Eppure dopo un sopralluogo della stessa Soprintendenza che ne chiedeva lo stop fino al chiarimento e un secondo della stessa Regione Basilicata, con annessa Procura, la struttura che dovrebbe avere un utilizzo “stagionale” in quanto amovibile prende sempre più forma tra pali di ferro e di cemento. «Per il Satavenere, dopo tanti passaggi di mano, alcuni immaginari, quest’anno al tempo della ripartenza e resilienza e di ripetitivi eventi festivalieri fatti in casa tuona Simonetti, una geniale idea contro l’ambiente ed il paesaggio. Una specie di piattaforma logistica di enorme dimensione da realizzare sulla spiaggia con cementificazione, palificazione e cassettone.  La Sovrintendenza, custode primo del Piano paesaggistico prodotto negli anni settanta per proteggere la costa dall’assalto dei cementificatori e degli speculatori dichiara di non saperne nulla e scrive a Giudici e Sindaco per gli interventi di rito».

«Il Sindaco, uomo  di casa al Santavenere, assicura che tutto dovrà essere in regola e che gli uffici preposti del Comune sono al lavoro aggiunge. Continua il rito: anche a  domenica ruspe, pale e cemento  sono in attività per ultimare i lavori per i quali la Sovraintendenza aveva chiesto la sospensione.  Si tratta di una vicenda che segnala non solo il declino dei ruolo dell’amministrazione pubblica ma anche della vorace insensibilità dell’iniziativa privata verso la cultura ambientale e della bellezza tante volte annunciate e incanalate nell’industria della reclame ma nei fatti ignorata. Vince per il momento il cemento e l’oltraggio al paesaggio» spiega il responsabile del Ceres.

Per la sua rara bellezza è chiaro che la perla del Tirreno necessita un un attenzione scrupolosa da parte delle autorità preposte. Nel corso degli anni sono diverse le iniziative avviate e poi lasciate al loro destino tra incuria e abbandono, come riporta in un piccolo excursus storico Pietro Simonetti: «Nitti e Rivetti erano persone diverse ma profondamente legati dalla ricerca dell’innovazione e dalla cultura del fare.  Negli anni duemila, per incapacità o desistenza del fare del pubblico Villa Nitti, quasi donata alla Regione da gli eredi dello statista, apre qualche volta all’anno ed in modo sporadico non avendo una gestione degna di questo nome. Ancora più grave e deprimente è la condizione della ex Pamafi ridotta dalla ventennale liquidazione governa-tiva ad una mega discarica anche a cielo aperto  Ancora più devastante: sta sfumando un finanziamento UE per la bonifica ed il riuso come, “Città della dell’ambiente” per un contenzioso tra i liquidatori ed un ex dipendente.  Lo stesso destino è stato assicurato all’ex Intesa che secondo gli acquirenti, ed progetti presentati e non attuati, doveva essere ristrutturata e diventare un attrattore, parola del tutto abusata, per convegni e attività commerciali. E poi c’è quello che sta succedendo al Santavenere».

Le domande di Simonetti come quelle che abbiamo posto noi in questi giorni, portando alla luce la vicenda sono, più che legittime. D’altronde sembra essere presenti dinanzi al più classico dei casi all’italiana: mentre il medico studia (sulla verifica delle documentazione) il paziente muore (l’ambiente raro e unico della perla del Tirreno invaso dal cemento)?

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