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«CICALA E I MEZZUCCI RIDICOLI PER MANTENERE I NUMERI. PRENDA ATTO DELLA SUA INADEGUATEZZA»

Consiglio regionale allo sbando. Tra la macanza di unità del centrodestra e problemi di connessione internet, l’opposizione insorge e abbandona i lavori

POTENZA. Caos, interferenze, connessioni internet con alti e bassi e assenze che pesano. È questo l’estremo riassunto dell’ultima seduta del Consiglio regionale andato in onda ieri via streaming. All’ordine del giorno numerosi punti importanti da discutere e approvare che però, come ormai accade da due anni a questa parte, hanno visto il rinvio della discussione per mancanza del numero legale. Eppure si era partiti con i buoni propositi, almeno negli intenti. I lavori però si sono arenati a causa del caos che puntualmente viene a crearsi per i problemi collegati alla seduta in modalità online. Nonostante la pandemia stia rallentando e i contagi siano in netto calo le sedute del Consiglio continuano a svolgersi via streaming. La normativa, sicuramente molto stringente in materia di riunioni in presenza, non permette ancora di svolgere i lavori dal “vivo” per quanto la confermazione del Consiglio regionale permetterebbe anche in massima tranquillità di potersi svolgere in presenza. Ma rispettando le norme i problemi collegati alle riunioni in streaming non sembrano migliorare, anzi. L’assenza di diversi consiglieri e le problematiche collegate alla connessione internet hanno dato vita ieri all’ennesimo teatrino da maggioranza e opposizione, in cui a uscirne peggio è stato decisamente il presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala.

UN CONSIGLIO A TELEFONO

La goccia che ancora una volta ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione da parte del presidente del Consiglio Cicala nel condurre i lavori. Durante la votazione per una mozione presentata dai consiglieri di maggioranza Vizziello e Cariello per “l’Istituzione dell’ostetrica di famiglia e di comunità” alcuni consiglieri della maggioranza non erano presenti.

A detta del presidente del Consiglio Cicala il problema era da im-putare a problemi di connessione internet, e per arginare l’ostacolo si è messo in moto una serie di telefonate via cellulare con annesso vivace per permettere a questi consiglieri di maggioranza di esprimere il loro voto e non far cadere così il numero legale.

Una operazione certamente inusuale che il presidente Cicala ha vo-luto “giustificare” con il periodo storico particolare. Se non fosse che al momento di far esprimere il vo-to al consigliere Cariello della Lega, collegato via telefono in vivavoce, lo stesso Cicala gli ribadiva che la maggioranza aveva deciso di votare a favore compromettendo così l’indicazione di voto. Per l’op-posizione si è trattato di un gesto da condannare che ha portato all’abbandono dei lavori imputando a Cicala di «non essere un presidente super partes ma della sola maggioranza». L’abbandono dell’opposizione ha compromesso il perdurare dei lavori considerato che molti esponenti della maggioranza erano assenti e il numero legale non poteva più essere garantito.

STRALI DELL’OPPOSIZIONE SU CICALA

«Cicala e la maggioranza violentano ancora una volta le prerogative dei consiglieri di minoranza» così il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle commenta l’abbandono dei lavori dell’assise.

«Colui che dovrebbe essere il garante dell’aula tutta si è dimostrato, ancora una volta, poco rispettoso delle prerogative della minoranza. Capiamo la difficoltà di condurre i lavori in modalità telematica, ma usare mezzucci ridicoli per mantenere i numeri precari è davvero troppo. Cicala prenda atto lo ripetiamo per l’ennesima volta della sua plateale inadeguatezza a rivestire tale ruolo e faccia un passo indietro dimettendosi. Lo faccia per ridare dignità all’intero Consiglio Regionale» affermano i 5Stelle. Non sono stati da meno i  consiglieri dei gruppi consiliari di Italia Viva, Pd e Prospettive lucane che sottolineano come «L’episodio odierno sancisce la dissolvenza di questa maggioranza che sembra non avere contezza del ruolo e delle funzioni che ricopre a partire da una gestione dei lavori da parte del Presidente dell’assemblea, Carmine Cicala, che ha avallato un inguardabile teatrino rispetto ad un voto consiliare addirittura recuperato ‘a mezzo telefono’. Ciò che affermiamo è visibile a tutti online. Cosa che ha evitato peraltro solo di rinviare di qualche minuto la conclusione anticipata dei lavori. Se non sono in grado di governare e non ci sono le condizioni si facciamo da parte», concludono i consiglieri regionali di opposizione.

UNA MAGGIORANZA SENZA GUIDA

La mancanza di una maggioranza compatta e coesa si vede sin dal primo giorno. Certo non aiuta la continua assenza del presidente della Regione Bardi. I buoni propositi di svolgere le riunioni della maggioranza prima di ogni Consiglio regionale, per permettere a tutti di arrivare preparati e con una unica linea da seguire, sono durati pochissimo. Giusto il tempo di far rientrare le classiche crisi di qualche esponente del centrodestra per poi lanciare il più classico del “liberi tutti”. Ancora una volta la riunione “preparatoria” al Consiglio è saltata, anzi ha detta di qualche esponente non sarebbe stata proprio convocata. L’assenza del governatore non avrebbe spinto i capigruppo di centrodestra neanche a riunirsi tra loro. Motivo per cui ieri sulla mozione presentata da Vizziello e Cariello i consiglieri di centrodestra non avrebbero saputo che fare. Una maggioranza alla deriva che senza direttive unitaria rischia di restare in alto mare.

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