Le Cronache Lucane

“PICERNO IN AZIONE” SUI TEMI RACCORDO ED SP94

Picciuolo: «Le contrade Marmo e Cesine sono divise dal raccordo e subiscono i tempi lunghi degli spostamenti»

Parte dalla scrivania dal Referente Vito Picciuolo, Responsabile Aree Interne e Piccoli Comuni di Basilicata in Azione, la missiva indirizzata all’Assessore all’Infrastrutture e Mobilità Donatela Merra, al Presidente Rocco Guarino della Provincia di Potenza, al Comune di Picerno nella persona del Sindaco Giovanni Lettieri, con oggetto la “Realizzazione infrastruttura viaria di collegamento tra raccordo Potenza-Sicignano e Sp94 ex SS94”.

«La richiesta giunge delle comunità picernesi che vivono nelle contrade Marmo e Cesine, delle quali “Picerno in Azione” si fa portavoce. Oggi i due territori sono “divisi” lungo tutta la loro estensione dal raccordo autostradale Potenza-Sicignano, ma non beneficiano in alcun modo di questa importantissima infrastruttura viaria – spiega Picciuolo-  La richiesta delle due comunità è quella di programmare un’infrastruttura che consenta di dimezzare i tempi per raggiungere la zona Industriale di Tito, ricordiamo uno dei poli produttivi e commerciali più importanti della Basilicata e sede di presidi sanitari fondamentali; e al tempo stesso ridurre di un terzo i tempi per raggiungere la città di Potenza capoluogo di regione».

Per fare ciò «è necessario collegare il raccordo, Potenza -Sicignano con la Strada Provinciale Sp94: Questo permetterà di ampliare le prospettive di sviluppo del territorio ricco di molte aziende agricole – incalza il Referente territoriale- L’intervento, da effettuare tra i chilometri 27 e 28, consisterà nella realizzazione di una corsia d’ingresso in direzione Potenza e una corsia di uscita per chi proviene da Potenza. La realizzazione di tale infrastruttura è di vitale importanza per lo sviluppo di tutta la comunità picernese».

Le “aree interne” italiane sono recentemente tornate in primo piano nell’ambito dell’attività del Governo italiano. «Per fermare lo spopolamento di queste aree bisogna necessariamente intervenire sulle molteplici cause che portano alla marginalità di questi territori, una su tutte la mobilità: è fondamentale diminuire il tempo necessario per raggiungere i centri urbani, sede di servizi essenziali, e dai poli produttivi e commerciali –conclude Picciuolo- Da alcuni anni stiamo assistendo ad una inversione delle politiche di sviluppo; non più la concentrazione degli investimenti pubblici in pochi grandi poli urbani, ma allargati anche ai territori periferici. Questo nasce da una duplice motivazione, da una parte si è individuato nelle “aree interne” del Paese notevoli potenzialità di sviluppo e dall’altra si è preso coscienza dei rischi ambientali, sociali ed economici provocati dall’abbandono di tali aree».

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