Le Cronache Lucane

IN CARCERE AMARA È UN FIUME IN PIENA: L’AVVOCATO RISPONDE ALLE DOMANDE DEL GIP

SISTEMA CAPRISTO: Interrogatori di garanzia: per il poliziotto Paradiso invece bocca cucita e scena muta.

Interrogatori di garanzia per l’Avvocato Piero Amara e per il poliziotto Filippo Paradiso, arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha visto coinvolto il Procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo.

Amara, interrogato in carcere a Potenza, ha parlato per circa due ore rispondendo alle domande dei magistrati, pur non condividendo l’impianto giuridico dell’ordinanza di custodia cautelare.

A sentire i due legali di Amara, Salvino Mondello e Francesco Montali l’avvocato siciliano avrebbe precisato fatti e circostanze, ribadendo la volontà di collaborare con la giustizia così come fatto in altri procedimenti che lo vedono coinvolto. Inoltre, il quadro indiziario sarebbe completamente differente rispetto a quanto emerge dall’ordinanza anche perché escluderebbe il concorso in corruzione con Capristo.

Con i tempi giusti Mondello e Montali chiederanno la remissione in libertà o altra misura alternativa alla custodia cautelare, essendo non compatibile con un atteggiamento collaborativo. Interrogatorio di garanzia anche per Filippo Paradiso, in collegamento dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, che si è proclamato innocente rispetto ai fatti a lui contestati avvalendosi poi della facoltà di non rispondere ai magistrati. Una scelta come ha precisato il suo legale, Michele Laforgia, dettata dalla ristrettezza di tempi che non ha consentito di studiare le carte ed approfondire l’ordinanza dalla quale, però, aggiunge l’avvocato barese uscirebbe un quadro distorto della posizione di Paradiso. Bisognerà dunque approfondire i capi d’accusa e poi spiegarne le ragioni.

Quanto alla relazione con Amara, invece essa è palese, ma occorrerà appurare se si sia trattato di una relazione basata sulla non liceità di alcune condotte. L’inchiesta in cui sono stati arrestati Amara e Paradiso è legata alle vicende giudiziarie che vedono indagato anche il Procuratore in pensione Carlo Maria Capristo che aveva svolto servizio sia al Tribunale di Trani che a Taranto e che, secondo le accuse dei magistrati potentini, avrebbe messo su un sistema di corruzione che avrebbe coinvolto sia l’Ilva che l’Eni. Nell’inchiesta sono finiti anche in regime di custodia domiciliare l’avvocato Giacomo Ragno e Nicola Nicoletti, consulente dell’Ilva in amministrazione straordinaria dal 2015 al 2018. Nell’inchiesta, sarebbero stati emessi anche cinque avvisi di garanzia nei confronti dei magistrati Michele Nardi e Antonio Savasta, dell’imprenditore Flavio D’Introno e dei commercialisti Massimiliano Soave e Franco Maria Balducci. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati all’avvocato Ragno duecentosettantottomila euro, pari importo rispetto alle parcelle professionali pagate dall’Ilva ma che per gli inquirenti sarebbero la prova della corruzione in atti giudiziari e della concussione. Dalle indagini emergerebbe un vero e proprio “sistema Capristo” che avrebbe operato per aggiustare processi attraverso false testimonianze, calunnie, falsi ideologici e corruzione. Nel sistema, proprio il poliziotto Paradiso avrebbe avuto un ruolo importante, in stretto raccordo sia con Capristo che con Amara, tanto che lo stesso sovrintendente della Polizia di Stato risulterebbe intestatario di una polizza di gestione patrimoniale di oltre due milioni di euro, sicuramente non in linea con il suo profilo professionale ed economico. Lo stesso Capristo verrà interrogato in mattinata presso il Palazzo di Giustizia di Potenza.

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