Le Cronache Lucane

DIVANI NATUZZI, GESTIONE ILLECITA DEI RIFIUTI SULL’ASSE CON LA CINA

Polo del salotto materano-barese: a dettagliare l’inchiesta dell’Antimafia, il giornalista lucano Amendolara

Natuzzi SpA e il polo del salotto materano-barese: Divani“Italiani”, ma rifiuti industriali smaltiti illecitamente nella Repubblica popolora cinese.
A dettagliare l’ipotesi investigativa dell’inchiesta “Leather scraps”, «scarti di pelle», è stato il giornalista lucano, Fabio Amendolara, con un articolo pubblicato su Panorama. Come specificato da Amendolara, per l’indagine dell’Antimafia di Bari è ancora in corso un’attività di cooperazione internazionale, che vede coinvolta l’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria Eurojust, finalizzata all’accertamento del numero dei viaggi via container e dei quantitativi così esportati.
Per gli inquirenti, infatti, dalle acquisizioni disposte è emerso come «questa vicenda» sia «risalente negli anni». Di conseguenza, complessa e articolata l’attività di ricostruzione probatoria.
Inoltre, in merito ai rifiuti, pericolosi e non, consistenti in residui di produzione e scarti di lavorazione dei divani «provenienti dall’attività industriale della Natuzzi SpA», l’«illecita esportazione», nonchè «le successive operazioni di importazione», si sarebbe consumata non soltato sull’asse Italia-Cina, ma anche attraverso canali con altri «paesi extracomunitari».
Il movente, individuato come di natura economica.
Per la Procura di Bari, infatti, l’«illecita gestione di ingenti quantità di rifiuti» da parte della Natuzzi SpA, era finalizzata a «conseguire l’ingiusto profitto, anche in termini di risparmio di spesa, derivante dalla commercializzazione dei rifiuti come sottoprodotti».
«Gli elementi acquisiti  riporta Amendolara citando il Procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho , hanno messo in luce modalità operative consolidate negli anni e che avevano per-messo anche ad altri imprenditori italiani nel settore della produzione di divani di poter contare sulla disponibilità di imprese cinesi a ricevere rifiuti come sottoprodotti».
L’inchiesta è destinata ad allargarsi poichè gli inquirenti vagliano pure eventualità responsabilità anche degli enti coinvolti nelle verifiche.

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