Le Cronache Lucane

MANI PULITE SULLA COMUNICAZIONE, CONTRO TUTTE LE MAFIE… ANCHE QUELLA IN GIACCA E CRAVATTA!

Le radio e televisioni locali scendono in piazza a Roma, con una manifestazione organizzata dalla R.e.a.: al centro, lo “switch off televisivo T2”. Diomede: «Oscurerà 45 milioni di apparecchi non abilitati»

Stamane, a Roma, centinaia di Radio e Televisioni manifesteranno in Viale America, 201, davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico per «protestare osserva il Presidente della R.E.A. (Radio Televisioni Europee Associate), dottor Antonio Diomede (nella foto), sulle modalità di svolgimento dello “Switch off televisivo T2”, che oscurerà 45 milioni di apparecchi non abilitati, con grande caduta di ascolti, pubblicità, fatturato e occupazione!». Alla manifestazione, organizzata dalla R.E.A., si sono associati i sindacati Libersind ConfSal e Federlavoro, in rappresentanza delle piccole e medie imprese. E’ stato chiesto un incontro con il Ministro Giancarlo Giorgetti e la sottosegretaria Anna Ascani. Subito dopo la manifestazione, è prevista una conferenza stampa, per illustrare i risultati dell’incontro. Va sottolineato che, nel settore radiotelevisivo locale, lavorano 5000 addetti e 700 giornalisti: il 55% è in cassa integrazione, per via di un improvvido DPR, che va assolutamente cambiato. Infatti, assegna il 95% dei contributi statali solo a 100 emittenti in graduatoria, lasciando sul lastrico il rimanente settore. Oltre a Diomede, che chiede il rispetto degli articoli 21 e 41 della Costituzione (libertà di pensiero e di impresa!), e a tanti altri personaggi, come Pippo Baudo, è sceso in campo il mitico Salvo Vitale, compagno di lotta alla mafia di Peppino Impastato (nella foto, quando parlava attraverso i microfoni di Radio Aut!), con un lungo articolo, pubblicato dalla rivista “Antimafia Duemila informazioni su Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e sistemi criminali connessi”, fondata da Giorgio Bongiovanni. Scrive, tra l’altro, Salvo Vitale, che opera a “Telejato”, una delle poche emittenti comunitarie libere della Sicilia, che ancora resiste tra tante difficoltà : «Si va verso la realizzazione del pensiero unico, rispetto al quale la sopravvivenza di verità non ufficiali, rischia di essere affidata alla pirateria di pochi coraggiosi, che dispongono di qualche mezzo. Occorre, dunque, lottare per il pluralismo informativo, perchè è ormai palese il controllo dal vertice di una informazione strutturata ed integrata, che richiama le fabbriche del consenso pilotato, già sperimentate in passato e bene individuate nelle linee guida naziste di Goebbels, e rianalizzate e rivisitate dagli studi di Chom-sky». «Credo che non abbiano perso di attualità aggiunge Salvo Vitale, che nel 1964 era corrispondente de “L’ Ora” di Palermo 45 anni dopo, le proposte d’intervento radiofonico di Peppino Impastato!». «Al gover-no- conclude Vitale, che ha sempre continuato, dopo la morte, nel 1978, di Peppino Impastato, a fare il giornalista di strada, cercando di eliminare nelle notizie le incrostazioni ideologiche, retoriche e strumentali si chiede, a parte l’immediato sostegno economico, il riassetto complessivo del settore radiotelevisivo e la necessità di contratti di lavoro sostenibili per i giornalisti, spesso costretti al precariato a vita o al volontariato, senza alcuna possibilità di stabilità all’orizzonte». V’è da aggiungere che la manifestazione- lo assicura il “bar ricadero” Presidente Diomede «verrà ripetuta, sempre a Roma, il 4 ottobre, allo scopo di riaffermare il rispetto degli articoli 21 e 41 della nostra Costituzione Repubblicana, nata dalla Resistenza». «Se non si interviene efficacemente sul rispetto della Costituzione conclude Antonio Diomede c’è il pericolo di finire nelle mani della “mafia bianca” in giacca e cravatta».

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