Le Cronache Lucane

Inchieste in corso: più volte l’Audizione è stata secretata

Dagli appalti ai “colletti bianchi” nel Potentino, al Lagonegrese e mafia Jonica Curcio ricorre alla segretezza

L’audizione del Procuratore Capo del Tribunale di Potenza è stata puntuale e precisa, altamente esaustiva e chiarificatrice della situazione criminale di Basilicata. Nel corso della sua relazione in Commissione Antimafia presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, Curcio ha chiesto per ben tre volte l’audizione secretata. In particolare, nel momento in cui il discorso verteva sulla malavita organizzata che opera nell’area del lagonegrese.

GI AFFARI DELLE COSCHE NEL LAGONEGRESE

Attenzionata di recente ed oggetto di arresti importanti che hanno messo sullo stesso asse i criminali lucani con i componenti dei clan dei ‘casalesi’ operanti nel casertano ma con ramificazioni nel Vallo di Diano, di pertinenza giurisdizionale della Procura potentina. Curcio ha citato episodi risalenti alla metà del 2018 per cui le indagini sarebbero ancora in corso con dei supplementi atti a ripristinare lo stato di legalità in quell’area. Un’area fino ad oggi poco attenzionata, ma ritenuta linea di interscambio per gli affari malavitosi di Calabria e Campania. A memoria, in quella zona sarebbero forti i collegamenti tra malavita e imprenditori, ma si avrebbero anche compiacenze da parte di esponenti politici collusi con alcuni clan. Non a caso, sotto la direzione di Curcio, l’area del lagonegrese è stata assegnata alla Ddda che ha il compito di attenzionare fenomeni sottili che, pur apparentemente legali, potrebbero sottacere implosioni criminose.

GLI INTERESSI DELLA CRIMINALITÀNELL’AREA JONICA

L’altra secretazione è stata chiesta in riferimento all’area di Scanzano Jonico in cui sono emersi legami importanti tra i clan operanti in zona e la malavita calabrese. Tornano in questo caso i rapporti di alcuni gruppi autoctoni con le ‘ndrine della Calabria ionica ed in particolare con la cosiddetta ‘cosca degli zingari’ facente capo alla famiglia Abruzzese che fa tremare l’alto cosentino nelle zone limitrofe ai comuni di Cassano e Corigliano. Una cosca federata, dopo anni di contrapposizioni, con la ‘ndrina dei Forastefano attivi nella sibaritide e con cui è stata sancita una pace duratura che ha trasformato la fascia dell’alto ionio in una “signoria” mafiosa. Certamente le indagini su Scanzano, che di recente hanno portato a sgominare un’attività illecita dedita al riciclaggio di denaro in agricoltura, non si fermano, come non si ferma nessuna inchiesta condotta da Curcio & co.

LE ATTIVITÀ MAFIOSE DEL POTENTINO E I COLLETTI BIANCHI

Sul versante prettamente limitrofo al capoluogo, oggetto di altra audizione secretata, probabilmente la questione degli appalti che inevitabilmente coinvolgono politica, imprenditoria e gruppi criminali. Che l’area del potentino non sia esente da corruzione e collusione di coletti bianchi è cosa ormai nota. Probabilmente la Procura vuole fare chiarezza in questo settore garantendo il ripristino della legalità in una terra ad alta vocazione criminosa che vede agire nel suo sottobosco  gruppi malavitosi in grado di uscire allo scoperto e di dettare le regole in vari settori della pubblica amministrazione. Non si fermano dunque le inchieste della Procura e, dalle richieste di secretare alcuni passaggi dell’audizione, probabilmente Curcio e i suoi uomini si preparano ad un’altra stagione di arresti.

E per quel che possiamo immaginare, anche con nomi eccellenti.

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