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Pagano blindato all’ApiBas in cambio del vertice di Acquedotto lucano a FdI

Il “mediatore” Bardi incassa l’ok di Gemmato sulla proposta di Cupparo che con Forza Italia “annette” Idea

Rapporti tra politica regionale e amministrazione: centrodestra lucano nel vivo dell’ennesimo accordo sulla suddivisione delle nomine apicali negli pubblici.

In maniera parcellizzata, il presidente Bardi prova, clausola dopo clausola, a raggiungere il grande accordo di maggioranza. Il filo dell’intesa passa da ApiBas ad Acquedotto Lucano e viceversa, così da intrecciare il patto. Acquista quota il ripescaggio, pubblicizzato dall’assessore regionale Cupparo come fair play politico, di Idea la cui rappresentanza politica in Regione è terminata nel febbraio scorso con il passaggio in Fratelli d’Italia dell’unico consigliere eletto: Vincenzo Baldassarre.

La pratica della nomina del segretario regionale di Idea, Francesco Pagano, quale amministratore unico dell’ApiBas, sembra ormai quasi chiusa.

La trattativa prosegue su 2 tavoli separati: al primo, siedono Idea e Forza Italia, mentre al secondo sempre Forza Italia, ma con Fratelli d’Italia.

L’operazione di Pagano passando dal carrozzone indebitato dell’Asi di Potenza, è stato l’ultimo commissario prima dell’attuale liquidatore Fiengo , a una società appena costituita come l’ApiBas Spa, che oltre a non avere passivi ha anche nuove competenze, si sarebbe sbloccata grazie al placet condizionato del segretario regionale di Fratelli d’Italia, il deputato Marcello Gemmato.

Assenso condizionato poichè a Cupparo che lanciato Pagano sull’ApiBas, Gemmato ha risposto calando il vessillo dei meloniani su Acquedotto Lucano.

L’eventuale nomina di Pagano, inoltre, sarebbe una postazione che nello scacchiere generale configurerebbe comunque in quota Forza Italia.

Per cui, su questo fronte, gli approfondimenti relativi emergeranno dal primo tavolo che è quello dei forzisti con Idea.

Il dout dest tra le due parti, verrà, di conseguenza, stabilito in separata e privata sede.

Verosimilmente data l’ascesa di Fratelli d’Italia e il contestuale futuro incerto della Lega lucana, Forza Italia rimasta in minoranza e con un presidente di Regione di sua espressione ma che, però, poco valore aggiunto ha apportato, tramite l’asse sui generis con Idea, tenta, chissà, di risultare così più “pesante” di qualche grammo.

Ad ogni modo, in primo piano ci sono gli eventi del secondo tavolo della trattativa.

Gemmato appresa da Bardi la proposta di Pagano all’ApiBas, ha acconsentito se, allora, a Fratelli d’Italia concessa la postazione apicale di prossima nomina all’Acquedotto Lucano dove l’attuale Amministratore unico, Giandomenico Marchese, è stato eletto dall’assemblea dei soci, 46 sindaci, in rappresentanza del 77,68% del capitale sociale, nel maggio del 2018 con durata del mandato per «3 esercizi sociali». In rappresentanza della Regione Basilicata, a spiegare le «qualità professionali» di Marchese, nella circostanza fu l’unica canditura, il dottor Di Sanza. In termini economici e relativamente al confronto tra il compenso degli Amministratori unici, la poltrona di Acquedotto lucano è più ambita poichè il compenso è pari a 128mila e 978 euro lordi annui oltre ai contributi previsti e con la possibilità di maggiorazione sino al 20%, mentre in ApiBas, per la stessa carica il compenso è omnicomprensivo e pari a 73mila e 988 euro lordi.

In ogni caso il governatore Bardi ha verbalmente risposto di sì alla controproposta di Gemmato, valutando che tanto un modo per accontentare Fratelli d’Italia su Acquedotto lucano lo si troverà agevolmente dato che oltre alla nomina dell’Amministratore unico, ci sarà da fare anche quella del Direttore generale.

Per cui o al vertice o al sub vertice, piazzare Fratelli d’Italia stante l’accordo di Pagano all’Api-Bas, risulta, sulla carta e allo stato attuale delle cose, come un rigore a porta vuota.

 

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