Le Cronache Lucane

Da Zullino prova di forza su Musacchio: ecco la “riforma” del Consorzio di Bonifica

Dal vice coordinatore regionale della Lega, la pdl “omnibus”: via l’Au per il Consiglio di amministrazione a 5 membri

Depositata la proposta di legge “omni-bus” per sopperire al le mancanze del collegato del Bilancio regionale. A incaricarsi della redazione, il vice coordinatore della Lega di Basilicata, Massimo Zullino. Plurime le tematiche affrontate nel testo normativo denominato “Disposizioni in vari settori d’intervento”.

Tra i vari articoli di legge, cattura nell’immediato l’attenzione il nono.

IL RESET

A distanza di poco più di 4 anni dalla nuova disciplina in materia di bonifica integrale, irrigazione e tutela del territorio, la “riforma” della Lega sul Consorzio di Bonifica il cui attuale amministratore unico è Giuseppe Musacchio.

Dal leghista Zullino, una prova di forza sull’“intoccabile” Musacchio che gode della difesa proprio dei suoi compagni di partito, in primis dell’assessore all’Agricoltura, Francesco Fanelli, e del consigliere regionale Pasquale Cariello che via via ha in misura crescente apprezzato sempre di più il lavoro svolto dall’Au.

Le modifiche scritte da Zullino stravolgono parzialmente quanto già previsto per il Consorzio di Bonifica dal relativo quadro normativo regionale e avrebbero come effetto istantaneo quello dell’azzeramento della nomina proprio di Musacchio. Un reset quasi in stile Arpab come da defenestrato Iannicelli scelto doppiamente dal centrosinistra. Infatti, se la pdl approvata, poi entro 15 giorni dalla pubblicazione della stessa, la Giunta Regionale, con proprio provvedimento, sarebbe obbligata a provvedere allo scioglimento degli organi consortili e alla contestuale nomina di un Commissario straordinario che, come così previsto, potrebbe, previa proroga, restare in carica anche per 2 anni.

LA SOTTILE MODIFICA: DALL’AU  AL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Con riguardo alla sostanza delle modifiche ideate da Zullino alla legge regionale del 2017, le stesse potrebbero essere sintetizzate come una sottrazione che in realtà significa un’addizione.

Ciò che può sembrare un gioco di parole è abbastanza di lineare comprensione. Nell’agosto del 2018, in epoca centrosinistra, l’Assemblea consortile, optò per la designazione di un Amministratore unico, nella circostanza Musacchio, anziché di un Consiglio di Amministrazione.

La scelta tra l’una e l’altra forma di governo, è prevista da una «o» inserita proprio nella legge regionale del 2017: «L’assemblea consortile nomina l’amministratore unico o il Consiglio di Amministrazione».

In pratica, da Zullino cancellata l’alternativa, niente più «o».

Il Consorzio, di conseguenza, risulta, su carta, amministrato da un Consiglio di Amministrazione composto dal Presidente, da due Vice Presidente e da 2 membri.

Il Presidente e il vicepresidente da scegliere tra i membri dell’assemblea eletti dai consorziati, gli altri 3 membri, nel numero massimo di due, da scegliere anche, come opzione, tra i membri dell’assemblea non consorziati.

In più  il compenso sarebbe da riconoscere soltanto a non più di 2 componenti del Consiglio di amministrazione e per ognuno non in misura superiore al 30% di quanto spettante al Presidente.

LA “RIFORMA” E L’ATTO POLITICO La “riforma” del Consorzio di Bonifica, non può che risultare un’operazione politica che trae importanza da 2 dettagli: è presentata dal partito di maggioranza della coalizione governativa di centrodestra, la Lega, e ad intestarsi la paternità, il vice coordinatore regionale, Zullino che così riuscirebbe a imprimere un incisivo indirizzo politico. Ad ogni modo la pdl “om-nibus” è ricca di articoli, ognuno dei quali tocca una materia differente. Quella sul Consorzio di Bonifica, è solo la prima tappa: seguiranno ulteriori approfondimenti

 

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