Le Cronache Lucane

TISCI: “MONITORARE IL MARMO PLATANO”

“A Pasquetta qualcuno ironizzò su una scampagnata; Quell’intervento era necessario”

Fa discutere e crea sconcerto tra i cittadini quanto accaduto nelle acque della Fiumara di Picerno che a valle confluisce nel Torrente Marmo. Sul luogo, a seguito di segnalazioni, si recò anche il Direttore Arpab Antonio Tisci che oggi racconta di quella giornata: «Quando il giorno di Pasquetta sollecitati dal Maggiore Di Bello, andammo a monitorare in pronta disponibilità il Marmo, qualcuno ironizzò pensando che andavamo a fare una scampagnata.  Quel giorno la pronta disponibilità fu attivata tramite whatsapp, al di là di ogni protocollo e formalismo, forse senza seguire le grigie burocrazie che tanto piacciono agli oziosi e giustificano il lassisimo. I funzionari e i dirigenti dell’Arpab insieme a me hanno passato la Pasquetta al lavoro -prosegue Tisci- Quell’intervento era assolutamente necessario e oggi noi consegniamo un report con il quale consentiamo alle amministrazioni locali di prendere i provvedimenti che ritengono necessari per la tutela della salute pubblica. Un segnale chiaro di rottura, in passato quando Di Bello segnalava problemi ambientali, veniva trasferito in biblioteca pur di non vedere. Una collaborazione con gli ambientalisti intellettualmente onesti che hanno a cuore questa terra è assolutamente necessaria, e verrà sempre favorita dalla mia direzione».

Ma c’è di più, incalza il Direttore Arpab: «È arrivato il momento di pianificare una campagna di monitoraggio sistematico sul Marmo-Platano e lo faremo coinvolgendo i sindaci, le autorità locali e l’associazionismo ambientalista.  Partecipazione, efficienza e legalità. “L’unica cultura che conosco è quella delle idee che diventano azioni”».

Il Sindaco di Baragiano, Antonio Colucci, con ordinanza ha disposto «il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine delle acque (della Fiumara di Picerno e Torrente Marmo) ricadenti nel comune di Baragiano, nonché di emungimento e di utilizzo dell’acqua dai pozzi privati insistenti lungo i citati corsi d’acqua e di quelli eventualmente alimentati dagli stessi, vista la segnalazione dalla quale emerge che da analisi condotte sul campione numero 1 prelevato al fondo del canale denominato Fiumara di Picerno che a valle confluisce nel Torrente Marmo, ed evidenziata la presenza di elevatissime concentrazioni del parametro idrocarburi».

Anche Legambiente sulla questione ha dichiarato: «Profondo disagio e giusta preoccupazione anima in questi giorni i cittadini di Baragiano, in particolare dopo l’ordinanza comunale. Legambiente, attraverso il suo circolo locale, «da tempo denuncia fenomeni di inquinamento dei corsi d’acqua che attraversano il territorio di Baragiano. Prima ancora delle segnalazioni fatte poco più di un mese fa proprio sul torrente Marmo, Legambiente aveva infatti denunciato, già nel 2019, lo sversamento di reflui in un altro torrente, il Platano, presso Baragiano Scalo. Dopo un anno dalla denuncia, ad ottobre 2020, gli enti competenti, nello specifico Acquedotto Lucano, sono intervenuti, ma solo in via preliminare sulla problematica che, infatti, a qualche mese di distanza si è puntualmente riproposta. Adesso, dopo le ultime vicende, appare evidente e non sorprendente per noi, la gravità delle condizioni in cui versano i corsi d’acqua di quel territorio».

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