Le Cronache Lucane

8 MAGGIO, GIORNATA MONDIALE CRI

Quagliano: «Il mio grazie va ai tanti volontari; a tutti invece dico: non abbassiamo la guardia, non ora»

L’8 maggio, in tutto il mondo, si celebrano le attività che svolgono quotidianamente milioni di volontari della Croce Rossa, in occasione dell’anniversario della nascita del suo fondatore Henry Dunant, padre dell’umanitarismo moderno. La campagna ha l’hashtag #Inarrestabili e a livello internazionale #Unstoppable, lanciato dalla Federazione internazionale di Croce rossa e Mezzaluna rossa.

I “volontari in tuta rossa”, già molto attivi sul territorio lucano, con il sopraggiungere della pandemia sono diventati figure vicine e indispensabili: li abbiamo visti impegnati nelle attività sul fronte della lotta al Coronavirus, nella campagna vaccinale, negli screening, nelle consegne dei pacchi alimentari e buoni spesa, ma anche come “unità di strada” e impegnati nelle raccolte e donazione del sangue dal capoluogo ai comuni. Tutto questo senza mai fermare le attività di formazione del personale, le campagne dei giovani per i corretti stili di vita, il primo soccorso e il contrasto dei fenomeni, quali il bullismo e il cyberbullismo, in particolare nel periodo della DAD.

Per “toccare da vicino” le tante attività svolte, abbiamo raccolto le parole di Michele Quagliano, Vice Commissario regionale Cri e Presidente del Comitato di Potenza, già volontario storico della Croce Rossa Italiana di Basilicata, distintosi per impegno ed abnegazione nella soluzione dei piccoli e grandi problemi dell’Associazione, ma soprattutto per la grande vicinanza dimostrata nei confronti dei più deboli. Nel corso degli anni ha ricoperto le cariche le più significative dell’Associazione: prima della riforma CRI, è stato ispettore provinciale dei Volontari del Soccorso, Commissario regionale VdS e delegato regionale alle emergenze, nonché promotore della riorganizzazione del sistema delle Grandi Emergenze in capo alla CRI.

 

Nella settimana della Croce Rossa, quali sono le attività messe in campo?

«Questa settimana il nostro scopo è farci conoscere ancor più e far avvicinare più i cittadini al mondo del volontariato, perché davvero abbiamo bisogno di tante persone. Oltretutto non si tratta del “semplice volontario” che entra oggi in associazione ed è già operativo. La nostra peculiarità è la formazione: prima difatti si segue un periodo di corsi e poi si viene messi a lavoro sul capo.

Nel contempo stiamo continuando a fare screening con tamponi, attività di assistenza negli hub vaccinali non solo di Potenza ma sul territorio regionale, proseguiamo le nostre attività quotidiane dedite anche alle persone più bisognose che questa pandemia ha accentuato, riducendo fortemente le possibilità lavorative; moltissimi vivono un periodo davvero critico e delicato. In questo caso siamo operativi fornendo beni di prima necessità, buoni o offerte che elargiscono i nostri sostenitori. Non nascondo che l’attività da portare avanti è davvero tanta».

 

C’è stato un avvicinamento maggiore dei cittadini che vogliono diventare volontari Cri, da quando è esplosa l’emergenza pandemica?

«Devo dire che sono davvero tanti e tanti i cittadini che si sono avvicinati al nostro mondo del volontariato e quando ci è stata data possibilità di svolgere i corsi on line, abbiamo portato avanti molto reclutamento ed ancora ce ne sono di persone che vogliono far parte della CRI, ma poiché il corso è previsto con un massimo di 30 partecipanti, automaticamente diventa un aumento graduale ma costante. Ancora oggi ci chiedono i corsi per entrare a far parte del nostro volontariato. A tal proposito vorrei esprimere il mio sentito “grazie” alle tante persone che ci stanno dando ossigeno su tutti i fronti, perché siamo umani, come tutti, e tante volte anche l’incoraggiamento aiuta ad andare avanti nei periodi più difficili».

 

All’esplosione dell’emergenza sanitaria nessuno era pronto a quanto stava accadendo. La CRI come si è organizzata?

«Quando è arrivato questo virus sconosciuto eravamo ovviamente impreparati. Per fortuna nostre socie che lavorano in ospedale ci hanno fornito i primi input per comprendere a cosa stavamo andando incontro. Non nascondo che se pure con tanta paura, perché era tutto un divenire sconosciuto e ignoto, siamo riusciti a far fronte alla situazione. Ci tengo però a sottolineare che se si rispettiamo tutte le norme anti contagio e le direttive sanitarie, con cui ormai conviviamo da oltre un anno, ovvero mascherina, disinfettanti, distanza interpersonale, possiamo venir fuori dal contagio. Mi preme ribadire che oggi più che mai non bisogna abbassare la guardia, nonostante i vaccini, nonostante gli screening, non è il momento di sottovalutare il pericolo. Il periodo che stiamo vivendo è critico, ma stiamo intravvedendo la luce in fondo a questo tunnel che ha mietuto anche tante vittime, per cui se abbassiamo la guardia adesso, torniamo a fare lo stesso errore della scorsa estate».

Le Cronache Lucane
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com