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BARDI TRA ASTRANIGHT E CIPOLLE POLITICHE

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Secondo la battuta filosofica di Leibniz il nostro io può essere paragonato ad una cipolla che sbucciata in continuazione non lascia in mano che un bel niente. La metafora, ripresa anche da Ibsen per dar corpo al suo“Peer Gynt”, è utile a farci capire qualcosa di più del famigerato io politico con cui l’anziano governatore Vito Bardi s’è ormai sbucciato tutto, sia in credibilità che in adeguatezza. Ora fanno bene i consiglieri del Pd, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella, con l’irriverenza salutare che deve pur avere l’opposizione, a chiedersi “se il presidente Bardi (o chi per lui) sia consapevole delle parole che utilizza”, perché quelle di presentazione su Astranight, versione rattoppata e sonnambula della campagna vaccinale aperta sono davvero surreali oltre che irrispettose, come peraltro ha tuonato Giusy Chietera, responsabile dell’Ente Nazionale Sordi di Matera. Eppure Bardi non è affatto nuovo ad uscite del genere, su cui il centrodestra dovrebbe smettere di zittirsi, almeno se avesse veramente a cuore la Basilicata e non la tenuta comoda di stipendi e poltrone. Ha scritto David Foster Wallace:“Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella consapevolezza quotidiana”.

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