Le Cronache Lucane

SANTINO BONSERA : A PROPOSITO DEL CENTRO INTERATENEO DI DIALETTOLOGIA

“ Io ora non so che cosa scrivere all’Università statunitense: devo comunicare che per MOTIVI BUROCRATICI il Centro di dialettologia è stato sciolto e che, pertanto, sono costretto a venir meno all’impegno assunto?”

IL CID CHIUDE E SI DIMETTE
Patrizia DEL PUENTE ‼️


♻️ L’unica possibile e sensata via d’uscita “sarebbe l’istituzionalizzazione, più volte chiesta alla Regione”

CHIUSURA ATTIVITÀ CENTRO INTERNAZIONALE DI DIALETTOLOGIA

Dopo innumerevoli tentativi, protratti per più di un anno, di interloquire con la Regione in maniera costruttiva perché l’importante esperienza del 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗮𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 (𝗖.𝗜.𝗗.) non finisse, 𝐜𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞.
Per solidarietà con questi ricercatori che, dopo anni di prezioso lavoro, si ritrovano privi di una prospettiva, 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟.𝐬𝐬𝐚 𝐃𝐞𝐥 𝐏𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂.𝐈.𝐃. 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐦𝐩𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.
𝐋’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐚 𝐝’𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, laddove realmente (e non solo a parole) la Regione riconoscesse il valore del lavoro svolto negli ultimi 14 anni, 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞, come già più volte richiesto, 𝐥’𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂.𝐈.𝐃.
Come e perché si è arrivati a questo punto lo spiegheremo, a chi vorrà ascoltarci, durante la 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 che si terrà 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏:𝟑𝟎.
La conferenza stampa verrà trasmessa in diretta sulla nostra pagina Facebook: 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐚𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐀𝐋𝐁𝐚

SANTINO BONSERA : A PROPOSITO DEL CENTRO INTERATENEO DI DIALETTOLOGIA

SANTINO BONSERA

È facile dire: “Io mi dimetto

ma io che cosa devo scrivere alla prof.ssa Marla Miller direttrice del Programma di Public History della University of Massachusetts con la quale, a nome del Circolo Spaventa Filippi, pensando anche a futuri sviluppi di collaborazione del Circolo con la detta Università, mi sono impegnato a seguire il dottorando ROSS CAPUTI nell’ambito storico, mentre per la dialettologia questi è stato preso in carico dal Centro dialettologico dell’UNIBAS; programma che è stato interrotto per le note ragioni.

Io ora non so che cosa scrivere all’Università statunitense: devo comunicare che per MOTIVI BUROCRATICI il Centro di dialettologia è stato sciolto e che, pertanto, sono costretto a venir meno all’impegno assunto?

Significherebbe mettere alla berlina il nome della mia Regione; per me personalmente è insopportabile una tale vergogna.

Spero soltanto che intervenga la Politica a sciogliere i lacci e i lacciuoli burocratici.

In merito al progetto di Dialettologia e alla convenzione stipulata con l’Unibas la Professoressa PATRIZIA DEL PUENTE risponde all’assessore FRANCESCO CUPPARO

Sono molto lieta di apprendere che i rapporti tra il Dipartimento dell’assessore Cupparo e l’Università della Basilicata sono finalmente divenuti cordiali e collaborativi, dopo una lunga fase in cui l’interlocuzione era obiettivamente difficile.

Sono anche lieta che l’assessore Cupparo abbia, a quanto pare, messo da parte le riserve, in passato espresse più volte tanto in pubblico quanto in privato, sul valore e la dignità dell’Università.

Nulla da dire, poi sull’elencazione dell’assessore Cupparo di date e documenti, ma alcune domande, a questo punto, sono d’obbligo.

1️⃣ Perché l’assessore Cupparo, che come egli stesso scrive, è così legato alla verità dei fatti, ha omesso la cronistoria di tutto ciò che è accaduto nei mesi precedenti al novembre 2020?

2️⃣ Perché l’assessore non scrive anche del mio disperato quanto inutile e reiterato tentativo via mail e via telefono di avere un appuntamento o, almeno, di avere la sua attenzione sul fatto che da settembre i ricercatori del C.I.D avrebbero iniziato a perdere il lavoro?

3️⃣ Perché l’assessore Cupparo non dice che faticosamente una rappresentante dei ricercatori ad agosto riuscì ad avere un appuntamento veloce quanto inutile a Francavilla con lui?

4️⃣ Perché non dice che a quella rappresentante assicurò una risposta in pochi giorni che non è mai arrivata?

5️⃣ Perché gli uffici regionali dell’assessore non hanno mai risposto riguardo alla richiesta di prolungamento delle attività del C.I.D. da finanziare sulle economie risultanti e inoltrata via pec dal precedente RUP universitario a luglio?

6️⃣ Perché non hanno risposto nemmeno all’altra richiesta formale, con uguale oggetto, inoltrata in pec dal DG dell’Università (allora nuovo RUP) in data 8 ottobre?

7️⃣ Perché l’assessore solo a novembre ha deciso che non si potesse consentire il prolungamento in questione, ma bisognava avviare una nuova convenzione?

Se davvero l’avvio di una nuova convenzione ora finalmente si profila, mi illudo che i miei sforzi, fino alla recente conferenza stampa, vi abbiano in qualche misura contribuito.

In ogni caso, non posso fare a meno di notare che la soluzione adombrata implica una interruzione dei lavori del Centro Internazionale di Dialettologia, interruzione che ha causato la perdita del lavoro anche delle due ultime ricercatrici in carica, quando sarebbe stato possibile e facile, come più volte sollecitato da me e dall’Università, adottare a tempo debito una proroga che avrebbe consentito di salvaguardare le esperienze e le professionalità maturate e di procedere in maniera pienamente produttiva.

Né avrebbero ostato a ciò le tanto sbandierate irregolarità formali di cui l’assessore ha parlato, irregolarità che al limite avrebbero impedito il pieno rimborso all’Università delle somme spese, ma nulla di più.

Né vedo – ed è la cosa più grave – tracce di un impegno a proseguire il progetto al di là dei diciotto mesi già a suo tempo finanziati.

Su un punto ho il dovere di essere chiara: in quanto docente di Glottologia e linguistica con ampia esperienza di studio dei dialetti sono stata nominata, nel 2018, direttrice del Centro Internazionale di Dialettologia dall’assemblea dei soci, costituita dall’Università della Basilicata e dall’Università di Palermo.

In questo ruolo ho agito, cercando di onorare nel modo migliore il mio mandato, soprattutto in considerazione del fatto che lo Statuto del Centro ne prevede una durata almeno fino al 2024 e che era quindi mio dovere operare su una prospettiva temporale di più ampia durata, evocando anche la prospettiva di una istituzionalizzazione.

Quello che l’assessore Cupparo, forse più aduso a confrontarsi con situazioni di siffatto genere e, invece, totalmente aliene dal mio modo di vivere e pensare, riconduce allusivamente alla tipologia dei “centri di potere” è stato per me un centro di dovere e di servizio, al quale ho prestato la mia faticosa opera con grande dispendio di energie e di risorse, anche economiche, personali.

Se avessi voluto crearmi un centro di potere avrei intentato la strada della politica.
L’ho fatto, invece, nell’interesse della scienza e della società della Basilicata, cercando peraltro di offrire delle possibilità non effimere a un gruppo di giovani lucani che nel lavoro del Centro sono cresciuti e maturati.

Il mio mandato, comunque ora in scadenza, sarà immediatamente rimesso, come già dichiarato nella conferenza stampa, all’assemblea del Centro;

e nelle attuali condizioni non ho alcuna intenzione di ripropormi, non per personali risentimenti, ma perché non vedo fino in fondo garantito il lavoro già svolto né scorgo prospettive di sviluppo del progetto più a lungo termine, almeno fino al 2024 indicato dallo Statuto.

Se l’Università della Basilicata e l’Università di Palermo riterranno che questa mia analisi sia errata troveranno certo qualcuno in grado di far meglio di me e nomineranno un nuovo direttore, possibilmente in maggiore sintonia con l’ente finanziatore.

Contro l’argumentum ad crumenam la scienza e la passione intellettuale e civile hanno sempre difficoltà a combattere.

Alla fine di tutto il risultato è che 7 giovani hanno perso il loro lavoro, la Basilicata il suo ruolo di regione di riferimento per gli studi nazionali e internazionali di dialettologia e le lucane e i lucani tutti la possibilità di vedere le loro lingue salvaguardate e valorizzate. 

A chi legge tirare le conclusioni.

 

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