Le Cronache Lucane

ASSUNZIONI FERME, PIÙ DEI CONTI PUÒ IL BUROCRATESE: ECCO PERCHÈ TRAVAGLIO BLOCCA RICCIARDI

Istituito con una legge regionale nel novembre del 2017, a distanza di oltre 3 anni tra la querelle sull’Avviso pubblico per la nomina del Presidente dell’Ente e il Piano assunzioni doppiamente bocciato dalla Giunta regionale, il Parco naturale del Vulture proprio non trova pace. Eppure il Piano triennale dei fabbisogni del personale 2021-2023, così come presentato dal Commissario Ricciardi, che ha precisato anche come «l’Ente non dispone di personale di ruolo in servizio», si compone di una pianta organica di sole 6 unità.

Nonostante ciò, il dirigente regionale dell’Ufficio Risorse umane, Gerardo Travaglio, continua a rispedire al mittente l’atto. Bucata la “trasparenza” che non c’era, ecco l’analisi qualitativa del Piano, riferita alle tipologie di professioni e competenze professionali, che poichè rispondenti alle esigenze dell’Ente Parco, per il Commissario sono da assumere.

Un dirigente «coincidente con il Direttore del Parco» (costo annuo 120mila e 257 euro), 2 professionista amministrativo-Area amministrativa categoria D (costo complessivo annuo di 66mila e 562 euro), 2 esperti amministrativi-Area tecnica categoria C (costo complessivo annuo di 61mila e 113 euro) e, infine, «un collaboratore tecnico operatore faunistico Guardia parco categoria B» (costo annuo di 27mila euro). Preso l’ultimo bilancio approvato, quello del 2020, il Commissario Ricciardi alla voce entrate correnti e ordinarie «aventi carattere certo e continuativo», ha segnato 550mila euro.

Per cui, appuntata la norma che disciplinando le nuove assunzioni per gli Enti di nuova istituzione e limitatamente al quinquennio decorrente dall’istituzione, precisa che le stesse possono essere effettuate nel limite del 50% delle entrate correnti citate, ha scritto l’altra cifra: 275mila euro. Il costo complessivo dei 6 così come elencati, per Ricciardi fa proprio 275mila euro.

Nel 2021, secondo il Commissario, si potrebbero assumere 4 unità: i 2 professionisti e i 2 esperti, per il costo totale di 127mila e 675 euro. Il dirigente Travaglio, però, non concorda e nel bocciare per la seconda volta il Piano, nota con stupore che lo stesso non prevede «nessuna» assunzione «nel 2023». Da qui, l’iter burocratico conclusosi con l’annullamento del Piano, entra in una sorta di corto circuito auto-prodotto. Probabilmente, il dirigente regionale Travaglio non l’ha chiesto al Commissario e neanche lo ha chiesto a sé stesso, il 2023 non è contemplato poichè fuori dal perimetro di quel «quinquennio decorrente dall’istituzione» che coincide, nel caso del Parco del Vulture, col novembre 2017.

Ad ogni modo, per Travaglio è errato il calcolo dello stipendio della figura dirigenziale «coincidente con il Direttore del Parco», poichè «non conforme a quanto previsto dal Contratto colletivo nazionale del lavoro». Altro dettaglio riguarda quelle metà assunzioni tramite «pubblico concorso» e per l’altra metà tramite «mobilità». Per Travaglio, in questo caso il Commissario Ricciardi ha errato nei riferimenti normativi, in quanto la legge regionale di istituzione del Parco «prevede la messa a disposizione di personale regionale per le attività del Parco e non il transito nella dotazione dell’Ente».

Ad ogni modo il primo Piano triennale dei fabbisogni del personale 2021-2023 è stato varato al Parco il 12 gennaio scorso. A distanza di quasi 3 mesi e già 2 bocciature, ferme le assunzioni al Parco del Vulture. Tra i 2 protagonisti-antagonisti, Travaglio e Ricciardi, continua la “guerra fredda”: evidentemente si esprimono in 2 tipi differenti di burocratese.

Ferdinando Moliterni

3807454583

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