Le Cronache Lucane

DALLE VACCINAZIONI PER I DIPENDENTI DEL COMUNE, AL PIANO PER GLI OPERATORI DEL TURISMO: LEVATA DI SCUDI ANTI CORPORATIVISMO

È stato denominato lo “scavalco” ma in realtà non si tratta di una nuova attività sportiva bensì di un’astuzia a cui alcuni furbetti appartenenti a talune categorie, associazioni o lobby di vario genere, ricorrerebbero per appunto scavalcare in maniera “pseudolegittima” la fila per le vaccinazioni, ottenendo l’inoculazione del prezioso siero anti-covid, sopravanzando e spesso sostituendosi a coloro che invece, come da decreto governativo e inderogabili disposizioni sanitarie, e rispettando delle priorità e gerarchie prefissate dal comitato scientifico nazionale, avrebbero assoluta priorità nelle somministrazioni vaccinali.

È stata segnalata anche a Matera la pratica di una simile “attività” con riferimento ad alcuni dipendenti comunali e così abbiamo chiesto in merito un parere alla dr.ssa Marina Susi, consigliera comunale di Matera Futura, nonché esperto medico oncologo che ben conosce le conseguenze di un mancato o semplicemente ritardato vaccino.

«Un commento sulla vaccinazione dei dipendenti del Comune di Matera? Semplicemente vergognoso! Vergognoso perché non previsto dal Piano nazionale vaccinale anti Covid – 19. Vergognoso perché anticipa la somministrazione rispetto a categorie molto più a rischio della suddetta, quali immunodepressi e diversamente abili, il cui servizio di prenotazione risulta essere attivo solamente dalle ore 14:00 del 6 Aprile. Vergognoso perché imperniato su criteri aleatori.

A tal proposito mi sorgono spontanee le seguenti domande: quale sarebbe la logica che ha portato a concedere tale prelazione? Quella di offrire servizi utili alla collettività? Se così fosse, i responsabili di tale decisione dovrebbero spiegare perché non vengano vaccinate le cassiere dei supermercati; gli sportellisti di servizi bancari – assicurativi; le commesse dei negozi d’abbigliamento; i dipendenti di altri enti pubblici e tutte le ulteriori categorie professionali da sempre a diretto contatto con il pubblico e, sovente, in maniera decisamente più corposa rispetto ai dipendenti comunali. Ritengo tale discrimine aberrante, inaccettabile e, torno a ripetere, semplicemente vergognoso».

Non meno blande sono le parole che sempre sull’argomento ci rilascia il consigliere di opposizione Rocco Sassone, il quale come ben sappiamo in più occasioni ha richiesto a gran voce il rispetto delle procedure anti.-Covid: «I dipendenti del Comune di Matera diano l’esempio al loro datore di Lavoro rifiutando il vaccino sino al loro turno! Le recenti polemiche riguardanti la somministrazione dei vaccini avvenuta in sordina e schivando i riflettori da parte dei dipendenti comunali è una raffigurazione plastica del degrado culturale e morale di chi, chiamato ad amministrare la nostra città, ha anteposto logiche arbitrarie e corporative a quelle del rispetto dell’etica e delle regole.

Anteporre la vaccinazione di persone che non hanno (ancora) il diritto di vaccinarsi in quanto non rientrano tra quelle categorie per cui è prevista la priorità introduce ancora una volta per quest’amministrazione il tema della mancanza di rispetto per le regole, di cui spero qualcuno prima o poi si occupi, per tutelare quella parte di nostri concittadini denominati “fragili” che si vedono privati di un diritto sacrosanto sancito da una Legge, cioè quello di vaccinarsi, da un Sindaco e un’amministrazione che fa figli e figliastri.

La spregiudicata e disarmante condotta perpetrata da chi ci amministra è ancor più evidente se si prendono in considerazione le richieste, a tutt’ora inevase, dei tanti, troppi, nostri concittadini disabili e delle loro famiglie che ancora oggi con dignità e compostezza attendono di vaccinare i loro cari.

I prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti, motivo per cui è necessario che ognuno faccia la sua parte, a cominciare dai dipendenti comunali, a cui chiedo di dare l’esempio rifiutando il vaccino sino a quando non arriverà il proprio turno. In questo modo oltre a manifestare il loro senso civico insegneranno al loro datore di lavoro l’etica e il rispetto delle regole».

 

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