Le Cronache Lucane

“Fiumi, ma quale sicurezza? Il piano 2021 della Regione non modifica nulla”

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE 

REGIO DECRETO numero 523 del 1904, che pochi conoscono e molti ignorano, per incapacità professionale 

“Fiumi, ma quale sicurezza? Il piano 2021 della Regione non modifica nulla”
Data:04 Aprile 2021 – 23:56 
Autore: Redazione La Pressa 

L’analisi dell’elenco delle 125 opere previste dalla Regione per la provincia di Modena del Comitato Salute ambientale Campogalliano: “Solo microinterventi che non cambiano la situazione di insicurezza”

“L’elenco delle opere in programma dalla Regione per la provincia di Modena è un sommatoria di microinterventi sparpagliati che in conclusione non modificano la condizione di insicurezza dei nostri fiumi”
È categorico e non certo positivo il giudizio dato da Massimo Neviani del Comitato Salute Ambientale di Campogalliano rispetto all’elenco reso noto dalla Regione con gli interventi previsti in provincia di Modena nel 2021, per fronteggiare il rischio idrogeologico. Un elenco che non presenterebbe nessuno degli interventi strutturali e di lungo periodo orientati anche solo ad abbozzare quella messa in sicurezza del nodo idraulico modenese che può essere definita tale solo in riferimento alle piene centenarie. Ma non solo. Non ci sarebbe traccia nemmeno quegli interventi per adeguare il fiume Secchia, e l’intero suo sistema comprendente la cassa di espansione, per andare al di là dal contenimento in sicurezza di piene con tempo di ritorno 20.
Sono 500 i cantieri e 90 milioni di euro di spesa, di cui oltre 61 milioni in arrivo con la legge finanziaria, nell’ambito del piano Proteggi Italia, programmati dalla Regione Emilia-Romagna nel 2021 per contrastare il rischio idrogeologico. A questi si aggiungono i fondi stanziati dalla Regione (11,1 milioni) e dall’Autorità di Bacino distrettuale del Po (1,27 milioni) per la manutenzione dell’Appenino, dei corsi d’acqua e della Costa.

Di queste 500 opere,125 sono in programma in provincia di Modena, per un totale di 23 milioni 160mila euro. E di queste, 14 riguardano la manutenzione e la cura di fiumi e versanti per circa 1 milione 170 mila euro. Un numero importante di interventi ma per lo più concentrati sul ripristino dei danni dell’ultima piena e della messa in sicurezza di tratti di torrente e la stabilizzazione di versanti e argini franosi. Di fatto, nulla di struttuale.

A Bomporto con 100mila si finanziano lavori di consolidamento e ripristino spondale del Cavo Fiumicello, nella frazione di Gorghetto.

A Campogalliano
con 40mila euro è in programma l’adeguamento e la messa in sicurezza del manufatto di scolo in prossimità di via Albone e il ripristino dell’efficienza idraulica dei canali di scolo nell’area allagata a valle della cassa d’espansione del fiume Secchia con altri 100mila.


A Castelfranco Emilia
si investono 400mila euro per la ripresa di frane sul Diversivo Muzza.

Nel comune di Fanano sono finanziati diversi interventi: 150mila euro sono destinati alle condotte fognarie danneggiate del capoluogo; 240mila per completare di recupero dei danni alle opere idrauliche nel bacino del torrente Leo; 350mila serviranno per sistemare le opere idrauliche danneggiate nel Rio Lezza in prossimità di Canevare e per la stabilizzazione dei versanti; altri 150mila per completare il ripristino della difese spondali in destra idraulica nel torrente Dardagna a monte della SP324, opere che interessano anche il comune di Lizzano in Belvedere. Infine, con 150mila euro a Sestola, Montecreto, Fiumalbo, Pievepelago sono previsti interventi sulla vegetazione per la messa in sicurezza delle linee aeree esistenti nella zona sud.

A Finale Emilia si investono 400mila euro per rafforzare le sponde del canale Cavo Vallicella e altri 400mila a Canaletto per lavori di consolidamento spondale e il ripristino della piena funzionalità idraulica del canale Fossa Scimmia e del Diversivo di Burana.

A Fiorano Modenese,
in località Spezzano-Rio Chianca, è in programma il ripristino del deflusso dei corsi

d’acqua non arginati in destra del fiume Secchia con 100mila euro.
A Fiumalbo sono in programma cinque interventi: a Lago 140mila euro vanno per la difesa spondale e il ripristino del sistema di raccolta e regimazione idraulica delle acque in destra idraulica del rio San Rocco e 240mila per la risagomatura dell’alveo e la realizzazione difese spondali nel rio in corrispondenza dell’abitato di Fiumalbo; 150mila servono per il regolare deflusso delle acque di piena mediante la realizzazione di difese spondali in sinistra idraulica e la sistemazione morfologica dell’alveo nel rio delle Pozze. Inoltre, con 400mila mila euro si interviene nella frazione di Faidello per la stabilità delle briglie danneggiate sul rio Motte e la risagomatura alveo, mentre con 250mila euro verrà completato il ripristino delle opere idrauliche nel rio Pistone a monte dell’abitato di Fiumalbo.

A Formigine
con 190mila euro è previsto l’adeguamento della sezione di deflusso del torrente Taglio in corrispondenza e a valle dell’intersezione con la via Giardini a Ubersetto.

A Frassinoro si interviene sulle difese spondali del torrente Dolo in località ponte delle Volpi con 150mila euro.
A Lama Mocogno vanno 80mila euro nella frazione di Cadignano per la viabilità in via Capanna interessata da un movimento franoso di versante, 85mila euro per la sicurezza della strada comunale via Ragazzi del ’99 a Piane di Mocogno e 150mila euro per interventi a Montese, Pavullo nel Frignano, Polinago, Guiglia, Zocca sulla vegetazione per mettere al sicuro le linee aeree esistenti nella zona nord.

A Marano sul Panaro, in località Casona, è previsto il consolidamento del versante e il ripristino dell’efficienza idraulica del Rio Torto finanziato con 220mila euro.

A Modena un investimento di 70mila euro servirà a completare le opere di difesa delle sponde del torrente Tiepido, a monte di via Vignolese.

A Montecreto con 100mila euro si finanzia il recupero dell’efficienza idraulica del Rio Re a monte del tratto tombato. Inoltre, con 240mila, euro saranno realizzate opere di stabilizzazione del versante e lavori nell’alveo nel torrente Scoltenna per la corretta sezione di deflusso a valle del ponte dei Leoni.

Nei comuni di Montefiorino e Palagano 240mila euro saranno utilizzati sulla SP28 di Palagano per il
consolidamento della soglia a valle di Ponte Savoniero sul torrente Dragone, al km 24+600. Altri 500mila euro serviranno a completare opere idrauliche e difese spondali nel torrente Dragone tra il ponte di Mulino del Biccio e la confluenza con il Dolo.

A Montese, in località Castelluccio, 100mila euro sono per interventi di messa in sicurezza di via Selva e altri 250.000 per la il versante a valle di via Montalto Vecchio, interessato da frana di crollo.

A Palagano, 70mila euro servono per eliminare i dissesti e risanare il collettore fognario in via XVIII marzo, 130.000 invece per la messa in sicurezza della strada comunale Ferrara-Centro Croci attraverso il ripristino dell’efficienza idraulica dell’attraversamento e del fosso denominato ‘I Ghiavardi’.

A Pavullo e Guiglia 300mila euro sono destinati a consolidare i versanti in frana e alla corretta sezione di deflusso nel fiume Panaro a valle di ponte Docciola.
Inoltre, è previsto il completo ripristino delle opere idrauliche del Panaro tra gli abitati di Casona e Marano sul Panaro con 500mila euro e, a valle dell’abitato di Marano sul Panaro, con altri 600mila euro. Per la SP26 di Samone sono impegnati 200mila euro per lavori di messa in sicurezza del corpo stradale coinvolto da dissesto idrogeologico al km 3+700, tra le località Castagneto e Due Querce in comune di Pavullo.

A Pievepelago sono previsti quattro interventi: con 300mila euro si completano opere a monte dell’abitato; in località Tagliole, si interviene con 200mila euro per la sicurezza di un tratto del versante a monte di via Taglione interessato da frane di crollo e, con atri 120mila euro sulla strada comunale delle Tagliole in località Borra. Da ultimo, 200mila mila sono destinati a Sant’Andreapelago per il consolidamento dei versanti e il ripristino dell’efficienza idraulica del Rio Pelosino.

A Polinago, in località Talbignano e Fognano, con 100mila euro sarà ripristinata e messa in sicurezza la strada comunale in via San Martino.

A Prignano sulla Secchia si investono 240mila euro per il secondo stralcio di lavori sulla sede stradale della SP24 di Monchio coinvolta da dissesto al km 3+050 in località Casa Aloia e ulteriori 400mila euro per interventi a valle di ponte Lugo in destra idraulica.

A Riolunato 220mila euro vanno per opere drenanti e interventi di consolidamento dei versanti in località Roncombrellaro, Groppo e nell’abitato di Riolunato.

A San Cesario sul Panaro saranno investiti 300mila euro per completare i lavori di ripresa delle erosioni spondali immediatamente a valle della briglia selettiva del fiume Panaro.

A Sassuolo, a San Michele dei Mucchietti, con 240mila euro si prevede il consolidamento e la riparazione danni dell’argine di contenimento dell’invaso a scopi irrigui che si trova nel Secchia, a monte della traversa di derivazione di Castellarano-Sassuolo. Sempre a Sassuolo, con oltre 51mila euro si completeranno i lavori di pulizia e risagometura del Tiepido e del torrente San Damaso in località San Michele.

A Sestola sono previsti più interventi: con 90mila euro sarà messo in sicurezza il ponte sulla fondovalle Scoltenna sul Rio Vesale e 240mila euro serviranno per la SP324 del Passo delle radici dove sarà rinforzato un muro di sostegno in bozze di pietrame al km 42+700, in località Rosola. Per terminare gli interventi di ripristino delle opere idrauliche e regimazione delle acque nel bacino del torrente Vesale nelle località di Ronconcoscaglia, Castellaro e Rovinaccia, sono stanziati 600mila euro, mentre altri 500mila sono per la sistemazione e recupero di opere idrauliche nel torrente Scoltenna a monte e a valle di ponte Prugneto.

A Spilamberto vanno più di 66mila euro per il secondo stralcio di lavori per potenziare e sistemare lo
scolmatore sul Canale San Pietro nel torrente Rio Secco.

Infine, a Vignola e Savignano sul Panaro sono previsti 600mila euro per interventi sulla sponda interessata dall’erosione e per la risagomatura d’alveo nel fiume Panaro, a valle e a monte del ponte della nuova Pedemontana.

E a partire da oggi chiunque voglia, a partire da tutti gli emiliano-romagnoli, potrà seguire le opere in corso e programmate nel proprio Comune. Un’operazione trasparenza che renderà disponibili le schede dettagliate di ogni intervento – con costo, stato dell’opera, soggetto attuatore – sul sito ‘La cura è prevenzione: tutti i cantieri in Emilia-Romagna’, il nuovo spazio web nel portale della Regione Emilia-Romagna: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro. Qui, attraverso una mappa georeferenziata, è disponibile il dettaglio di tutti i lavori, ovunque nel territorio regionale.

Difesa del suolo: 125 cantieri in provincia di Modena nel 2021

“Sembra di percepire – prosegue Neviani – una volontà di far dimenticare una situazione in cui il Secchia rimane sicuro solo per le piene piccole. Cosa non diversa per il Panaro che in teoria, con le casse di espansione, è adeguato a piene medie. Solo in teoria perché abbiamo visto che gli argini, come il caso di Gaggio-Nonantola conferma, nella pratica sono molto fragili”

Ricordiamo che la rottura dell’argine che il 6 dicembre 2020 ha provocato l’alluvione di Nonantola è avvenuta in un momento in cui, grazie anche all’azione della cassa di espansione, a monte, il livello dell’acqua era ad un livello teorico di sicurezza, a circa un metro e mezzo di franco, ovvero più basso della sommità dell’argine stesso. Anche in questo caso, come in quello della rottura dell’argine del Secchia del gennaio 2014, che provocò la devastante alluvione di Bastiglia e Bomporto, e nello stesso giorno e nello stesso tratto del Panaro rotto nuovamente il 6 dicembre, si è trattato di rottura e collasso dell’argine, non di esondazione.

Segno dell’estrema fragilità dei manufatti storici capaci di cedere sotto la pressione di una piena piccola come picco e medio-piccola come volume, (elemento dimostrato chiaramente dalla relazione conclusiva della commissione tecnica regionale sulle cause della rottura), ma anche della scarsa o nulla conoscenza, nonostante gli strumenti a disposizione e nonostante la serie storica di 5 rotture che hanno interessato quel tratto di fiume dagli anni 60 ad oggi, della struttura interna degli argini. Che si è dimostrata, appunto, fragile tanto da rompersi, generando quella falla che l’erosione dell’acqua, amplificata da almeno otto ore prima dell’avvio dei lavori di riparazione, ha portato ad allargarsi fino a 60 metri circa, generando l’alluvione di Nonantola.

Tornando all’elenco della Regione, poco o nulla nell’elenco stesso ci sarebbe rispetto ad interventi capaci di incidere su quelle maggiori criticità emerse nelle ultime due recenti alluvioni. ‘Gli unici interventi interessanti anche se non migliorativi – secondo l’analisi dell’esponente del Comitato Salute Ambientale di Campogalliano – sono, a San Cesario quelli relativi all’erosione a valle briglia, e a San Michele dei Mucchietti, relativi al bacino di raccolta acque insabbiato subito dopo la costruzione negli anni ’80, rifatto in piccolo nel 2015 e quindi già franato’ – conclude Neviani

Gi.Ga. 

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