Le Cronache Lucane

I GIOVANI DEVONO AMARE, NON ESSERE VILI E PAUROSI

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Ascoltando certi medici e conoscenti mi viene il sospetto che per alcuni questa pandemia sia una benedizione. Proprio ieri un amico del Vulture mi ha scritto alcuni messaggi sul cellulare esprimendo un pessimismo che potrei definire voluttuoso, perché nel mentre m’indicava un dramma – il dramma delle terapie intensive, dei morti, dei ritardi nelle vaccinazioni nei nostri paesi, ecc. – nelle sue parole leggevo una sorta di ebbrezza, quasi una perversa gioia di essere entrato in un tempo nuovo di controllo e di distanziamento sociale. “Non ne usciremo mai più”, mi dice; e io, mentre lo leggo, vorrei dirgli che sbaglia, soprattutto quando scrive frasi persecutorie come “per colpa di tanti irresponsabili”. Voglio dire che nelle parole e negli sguardi di tanti io leggo il folle desiderio che questa pandemia non passi; o, che se passerà, ne arrivi subito un’altra. Perché per tanti questa pandemia ha significato una sorta di rivincita, o un modo non troppo scostumato per esprimere un disprezzo per il genere umano che covava in profondità senza che si potesse manifestare liberamente. Ora io non dico che il genere umano sia una danza matissiana, ma da qui a costruire una società della reclusione domestica e del sospetto permanente ce ne corre. Voglio dirlo con grande fermezza: questa pandemia passerà. E passerà perché le pandemie sono sempre passate. Ma se a qualcuno dovesse venire in mente d’inventare sempre nuove emergenze sanitarie per radicare una politica del controllo e una strategia della frantumazione sociale, ecco, è bene che costui sappia che non avrà vita facile, perché molti di noi non permetteranno che una paurosa ipocondria di massa distrugga economia, società, futuro. Soprattutto il futuro dei nostri figli, che devono – ripeto, devono – amare, amare, amare, e non imparare da genitori vili il nichilismo orrendo della non-vita.
diconsoli@lecronache.info

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