Le Cronache Lucane

BRUNETTI E BARDI, “FUFFA” SU “FUFFA”: SPUNTA ORA LA «VARIAZIONE» CON REPORT SULLA «PERCEZIONE»

Sede regionale a Roma, l’affidamento diretto in favore del campano di Anacapri non smette di stupire: ecco l’ultimissimo aggiornamento

I l non ordinario non può all’improvviso convertirsi in ciò che sempre accade: così nel caso dell’affidamento diretto della Regione Basilicata in favore del campano di Anacapri, Tiberio Brunetti, alla 30esima anomalia è seguita la 31esima. Sulla vicenda il silenzio bipartisan della politica regionale è dimostrativo, fino a prova contraria, del “così fan tutti”, «a chi pronunciasse il contrario, presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro», ma, com’è noto, l’irregolarità diffusa non elimina «l’inidoneità a fini scusanti della prassi» e anzi, «lungi dal costituire una esimente», il patologico che diventa consuetudine comporta «semmai un aggravio della responsabilità».

La rimborsopoli lucana alla Corte dei Conti, pare nulla o poco abbia insegnato nonostante le condanne. Ad ogni modo non mancano gli aggiornamenti sull’affidamento diretto del presidente Bardi in favore del campano “scarto” dell’ex governatore Caldoro, Tiberio Brunetti, per la «valorizzazione della sede regionale ubicata in Roma» (spesa da 30mila e 500 euro per 6 mesi).

La The Game Srls, l’amministratore unico col 50% delle quote è Brunetti, l’altro 50% è della milanese Valentina Fontana, ha come data di inizio dell’attività di impresa il 21 novembre 2019. L’iscrizione, invece, al Mercato elettronico della Pubblica amministrazione (Mepa) risale al 13 dicembre 2019. Dopo una settimana, il 20, l’invio alla Regione della proposta progettuale poi accettata come da affidamento diretto senza consultazione di altri operatori economici.

Il contratto, tuttavia, è stato stipulato solamente quasi un anno più tardi: «sottoscritto il 12 novembre 2020». Anche la verifica dei requisiti in capo alla The Game Srl è temporalmente tardiva rispetto al dicembre 2019: i controlli sono stati eseguiti tra l’ottobre e il novembre scorso. Questi dettagli sembrano sconfessare la «consolidata esperienza» affibbiata fideisticamente dalla Regione alla società di Brunetti che aveva una settimana di vita sul Mepa, tanto che l’attesa è durata un anno.

Magari, verrebbe da dedurre, il tempo intercorso, 1 anno, è servito alla The Game Srls a fare davvero l’esperienza che si dava incredibilmente come «consolidata» già a dicembre 2019. Se all’amico campano del presidente Bardi, Tiberio Brunetti, lo scorso febbraio sono stati già liquidati, 12mila e 500 euro di soldi pubblici, adesso a marzo la novità: la «variazione» dell’appalto in termini sia di durata che di prestazioni. Le chiavi delle sede romana della Regione, ubicata a via Nizza 59, dove l’Ente «dispone di ampi locali adibiti a uffici nonché di spaziose sale riunione», rimarranno un altro mese nelle mani dei privati della The Game Srls: fino al 12 giugno prossimo.

Per un affidamento diretto, la «valorizzazione della sede regionale a Roma», avviato già in emergenza Covid-19, cioè nel novembre scorso e quando impazzavano le previsioni, poi avveratesi, della 3a ondata, la dichiarazione, ora a marzo, che l’«emergenza» sanitaria «ha impedito la realizzazione» del crono-programma stabilito ha il sapore della beffa dopo la beffa.

Dato l’impedimento dichiarato, come emerge dagli atti, allora non si comprende fino a febbraio quali possano essere le «attività svolte» da Brunetti delle quali, ai fini della liquidazione della fattura citata da 12mila e 500 euro, il direttore dell’esecuzione del contratto ha attestato il loro «regolare adempimento». Sembra quasi che per giustificare la “fuffa” di un affidamento diretto frutto di fantasia partenopea, finalmente il presidente Bardi nell’ultima dichiarazione dei redditi ha anche segnato la proprietà del «fabbricato» a Napoli, si aggiunga altra “fuffa”. Per 1 mese di contratto in più, ecco il “nuovo” compito: il report dal titolo “La percezione istituzionale dell’Ente a livello nazionale e di Unione Europea”.

Paradossale, tuttavia, che l’attività, il report, estratto ora a mo’ di coniglio dal cilindro, non sia stata inserita sin dall’inizio nel genetico capitolato che è ancora “top secret”. Ad ogni passo, un cortocircuito. Anche perchè nell’indizione della trattativa diretta con la The Game Srls veniva citato, in maniera questa volta dogmatica e a tratti apodittica, il fatto che «il trend positivo generato dalla candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019, ha potenziato l’immagine della Regione nell’ambito del panorama nazionale ed internazionale». Evidente che per «valorizzare» la sede regionale a Roma, comunque la The Game Srls avrebbe dovuto avere, non da marzo, ma dall’inizio e ancor prima, dalla predisposizione della proposta progettuale, contezza della «percezione»

Ferdinando Moliterni

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