Con la elezione di un ex militare dal grado di Comandante generale della Guardia di Finanza alla guida della Regione Basilicata, tutti pensavano che la catena di comando sarebbe stata perfetta. Impartiti gli ordini ai Colonnelli a cascata sarebbero stati eseguiti dai vari Maggiori, Tenenti, Sottotenenti, sino ad arrivare alle truppe. Ma man mano che però, passano i mesi gli ordini del presidente Generale appaiono sempre più dei meri consigli da valutare caso per caso se seguirli o declinarli.

Questa volta gli ordini disattesi riguardano i concorsi unici regionali per il reclutamento del personale delle Aziende sanitarie. L’idea non era malvagia, anzi. Serviva ad efficientare ed abbreviare il percorso di reclutamento del personale necessario per far funzionare le aziende sanitarie. Infatti la Giunta regionale dopo aver approvato una delibera con la quale stabiliva le modalità di svolgimento dei concorsi unici regionali, attraverso un percorso che doveva evitare che per assumere, facciamo un esempio 50 infermieri professionali nella Asp di Potenza, altri 20 in quella di Matera, 80 nell’Azienda sanitaria ospedaliera San Carlo di Potenza e 10 all’Irccs Crob di Rionero in Vulture, ognuno di loro doveva espletare un concorso autonomo, quando invece sarebbe stato logico che ad una sola delle aziende venisse delegato l’espletamento di un unico concorso per un numero complessivo pari al fabbisogno rilevato nelle 4 aziende e dalla cui graduatoria unica avrebbero potuto attingere.

Risparmio di tempo, risorse umane e forse maggiore trasparenza. Bella idea quella del Generale. Ma impartito l’ordine al direttore generale del Dipartimento politiche della persona, Ernesto Esposito, cosa è accaduto? Le aziende stipulano tra di loro una intesa per dare attuazione a quanto stabilito dalla Regione e ognuno di loro provvede ad approvarlo con formale atto deliberativo. Si direbbe, tutto procede bene, la catena di comando ha funzionato. Ed invece cosa accade o meglio cosa sta accadendo? Fretta sfrenata delle Aziende sanitarie nel procedere allo svolgimento di concorsi per reclutare il personale ciascuna in maniera autonoma e solitaria, incurante delle disposizioni regionali che avevano previsto una deroga solo per i concorsi le cui prove d’esame erano iniziate. Ed invece ogni azienda sta procedendo come se il presidente Generale nessun ordine avesse impartito.

Nè il Colonnello Ernesto Esposito sui cui ordini avrebbe dovuto vigilare per verificare che le Aziende sanitarie si attenessero si è preoccupato più di tanto. Solo qualche giorno fa è intervenuto con una nota a firma congiunta con il dirigente dell’Ufficio politiche del personale sanitario, il dottor Raffaele Rinaldi, per invitare le aziende a rivedere il protocollo firmato ritenuto non conforme alla delibera di indirizzo regionale sui concorsi unici, e a non procedere all’espletamento dei concorsi le cui prove d’esame non sono iniziate. Guardando all’operato delle Aziende sanitarie è possibile rendersi conto che così non è.

Si sta procedendo a tambur battente a calendarizzare prove di esame per concorsi che alla luce degli ordini del presidente generale non andrebbero più espletati autonomamente in ogni azienda. Ma allora c’è da chiedersi e da chiedere, presidente Generale possibile che non ti ascolta nessuno quando parli? Chi ti crederà più quando dici o assumi davanti ai lucani un impegno. Come mai il direttore Esposito non ti segue, compreso i direttori generali delle aziende nominati da questa giunta regionale? S’attende di capire.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
errore: Contentuti protetti