Le Cronache Lucane

BILANCI COMUNI, DOPO LE ROYALTIES A CALVELLO TOCCA AL «FOTOVOLTAICO» A SAN CHIRICO NUOVO

Nel 2009 la convenzione con la Sistema solare Srl, poi negli anni vari mancati incassi: servono ancora «ulteriori approfondimenti»

Se il Comune di Calvello ha dei problemi nel rispondere alla Corte dei Conti di Basilicata sull’utilizzo degli oltre 13milioni di euro di royalties petrolifere incassate dal 2014 al 2018, altri Comuni lucani hanno comunque altre criticità, benchè di natura differente. Dopo Calvello, è toccato ai Comuni di San Paolo Albanese, Chiaromonte e San Chirico Nuovo.

Per Chiaromonte, varie le criticità ancora da superare. I magistrati contabili hanno rilevato l’assenza di somme accantonate al Fondo crediti di dubbia esigibilità per Imu, nonostante la presenza, in riferimento al Bilancio 2018, di residui attivi, pertanto somme da riscuotere, pari a 35mila e 796 euro. Dal Comune, inoltre, la «sottostima» dell’importo accantonato per la tassa dei rifiuti e per fitti attivi e canoni patrimoniali.

Tra le conseguenze, la sussistenza di «una grave criticità nella gestione dell’attività di riscossione delle entrate proprie» in quanto il Comune «non risulta essere in grado di far fronte con le entrate ordinarie ai pagamenti», dovendo così ricorrere all’anticipazione di tesoreria «per far fronte a problemi di liquidità a partire dal 2013». In conclusione, varie criticità nella gestione dei residui attivi e passivi, «tra le quali una insufficiente percentuale di smaltimento degli stessi e la presenza di residui attivi vetusti», la cui mancata riscossione «conferma la riscontrata criticità nella gestione delle entrate».

Anche per San Paolo Albanese, già era stata segnalata la scarsa attendibilità delle previsioni finali di entrata e spesa e la scarsa capacità di riscossione, rispetto agli accertamenti, col rischio di una possibile crisi di liquidità. A ciò, da aggiungere, «alcune criticità nell’attività di contrasto all’evasione tributaria». Il Comune, però, ha fatto passi gestionali in avanti e giustificato un differenziale negativo, relativamente ai flussi di cassa, piuttosto consistente, meno 342mila euro, determinandolo come «pagamenti relativi a Buoni Contributi Sisma».

C’era, inoltre, un problema, nel bilancio 2018, inerente al «mancato introito del ruolo Tari, di circa 45mila euro». C’è stato, però, un impegno dell’Ente a «una più puntuale ed incisiva attività di accertamento dell’evasione» e su questo e altri dettagli del rendiconto, ha comunque comunicato che il Comune, nell’ambito del prossimo monitoraggio, dovrà dare «prova concreta ed effettiva» di aver assunto azioni e provvedimenti finalizzati a sanare le criticità e le anomalie rilevate.

Anche per San Chirico Nuovo, che sta procedendo all’individuazione delle misure correttive già richieste negli anni precedenti, appuntamento rimandato, sull’«integrale superamento delle irregolarità e criticità accertate», ai prossimi controlli. Tra gli appunti, però, “curiosa” l’annotazione sul «fotovoltaico». In merito alle problematiche concernenti «l’impianto fotovoltaico», il Comune ha illustrato i contenuti della convenzione stipulata, con la Sistema solare Srl, il 25 giugno 2009, ma la Corte dei Conti vuole andare in fondo e eseguirà «ulteriori approfondimenti». Tra le altre cose, emerso anche come dal 2012 al 2017, alla voce “proventi da vendita energia fotovoltaico”, il Comune abbia segnato la cifra di 107mila euro.

.Mancava, tuttavia, la documentazione relativa alla quantificazione dell’energia venduta e dei relativi ricavi, sui quali al comune spetta il 70%, «né si comprendono i motivi del mancato incasso», concludevano i magistrati contabili nel precedente carteggio del dicembre scorso. Sempre sull’impianto fotovoltaico, però, stante la presupposta esigibilità, anche per altri mancati incassi, non era

Ferdinando Moliterni

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