Le Cronache Lucane

BARDI, GLI AMICI CAMPANI E L’AFFIDAMENTO DIRETTO A BRUNETTI CHE PERDE ACQUA DA TUTTE LE PARTI

La The Game Srls attiva da 1 settimana, già in possesso di «comprovata esperienza»: il “caro” Anacapri pagato dai lucani più di 4mila euro al mese

Bardi, Brunetti di Anacapri e il salto di Tiberio: se quella dell’imperatore romano, il lancio dei condannati a morte da uno dei precipizi a picco sul mare dell’isola campana, è storia verosimile e con tratti da leggenda, quella, invece, che vede come protagonisti il presidente della Regione Basilicata e l’ei fu “scarto” del governatore Caldoro, è vicenda reale. Bardi è certamente singolare, se lo si intende in senso matematico: un elemento di un insieme che non gode delle proprietà comuni agli elementi generici dell’insieme stesso.

Il governatore lucano ha un universo finito di schemi operativi prefissati e tra questi 2 quelli ricorrenti: le triangolazioni Napoli-Potenza-Roma e provenienza campana, vocazione politica di centrodestra, nonchè rientrare nella categoria degli “scarti” di Caldoro. Tiberio Brunetti, di Anacapri, è personaggio che rende possibili allo stesso tempo entrambe le triangolazioni citate. Di qui, l’affidamento diretto che ha, con accezione negativa, dell’incredibile. Seguendo una serie ordinaria di eventi, si può riuscire a dimostrare che l’evento successivo sarà anch’esso un evento ordinario. Nel caso di Bardi, la validità della regola permane, se applicata al contrario.

REGIONE: LA SEDE ROMANA E L’AFFIDAMENTO DIRETTO

L’oggetto dell’appalto è il seguente: «Attività finalizzate alla valorizzazione della sede regionale ubicata in Roma». Nella capitale, infatti, a via Nizza 59 la Regione «dispone di ampi locali adibiti a uffici nonché di spaziose sale riunione». Nella Capitale, inoltre, a via della Scrofa 117 ha sede la The Game Srls. Palazzo prestigioso anche perché, nel novembre del 1585, vi abitò come ospite del cardinale Scipione Gonzaga, suo cugino Luigi Gonzaga della Compagnia di Gesù. Via della Scrofa, inoltre, un po’ più in là, è la storica via dove al civico 39, con due vetrine anche al 43, una volta c’era la sede del Movimento sociale italiano, mentre oggi c’è la sede della Fondazione Alleanza Nazionale.

BRUNETTI DA ANACAPRI, THE GAME SRLS E LA BEFFA DELLA «COMPROVATA ESPERIENZA»

Riprendendo le fila dell’affidamento diretto, il beneficiario dello stesso è la società The Game Srls, il cui amministratore unico è proprio il campano Tiberio Brunetti. Brunetti detiene il 50% delle quote della The Game Srls, mentre l’altro 50% è nelle mani della milanese Valentina Fontana. Città, Milano, nominativo e settore di interesse porterebbero a dedurre che la socia del campano Brunetti sia la nota Fontana moglie del giornalista Gianluigi Nuzzi. Allo stato attuale, però, soltanto una ipotesi. Ad ogni modo l’incrocio di date e atti, assume a questo punto rilevanza principale per la comprensione del prosieguo del salto di Tiberio alla Bardi maniera. La The Game ha come data di inizio dell’attività di impresa il 21 novembre 2019.

L’iscrizione, invece, al Mercato elettronico della Pubblica amministrazione (Mepa) risale al 13 dicembre 2019. Dopo una settimana spaccata dal vagito, la ditta con capitale sociale di mille euro, il 20 dicembre ha inviato alla Regione Basilicata la proposta progettuale avente ad oggetto, «tra l’altro», la valorizzazione della sede romana dell’Ente. Sic et simpliciter, via Verrastro ha accettato: per 6 mesi, spesa da 30mila e 500 euro. La Regione ha accettato non solo proseguendo mediante l’affidamento diretto e «senza previa consultazione di due o più operatori economici», ma anche riconoscendo alla neonata società The Game Srls lo status di, come recita testualmente il documento ufficiale, operatore in possesso di «consolidata esperienza».

Come Brunetti in soli 7 giorni, incluso il sabato e la domenica, il 13 dicembre ricadeva di venerdì, abbia fatto acquisire alla The Game Srls una «consolidata esperienza» è l’enigma nell’enigma di un affidamento diretto che fa acqua da tutte le parti. La mancata trasparenza in Regione non consente di enucleare dal capitolato tecnico, non noto, ulteriori dettagli sulla «valorizzazione» della sede romana di via Verrastro. L’operato del presidente Bardi sfida qualsiasi razionalità e ragionevolezza.

Ancor di più se ci si sofferma su un dettaglio inserito nelle premesse dell’affidamento diretto a Brunetti: l’anno materano da capitale europea della cultura. Il compito della «valorizzazione» è reso maggiormente impegnativo considerato, come da affidamento diretto, che «il trend positivo generato dalla candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019, ha potenziato l’immagine della Regione».

Fatto il Mepa, trovato l’inganno. Il particolare di Matera2019 appare confondente quando nel gioco di categorie e prodotti sembra creare un qui pro quo tra «turismo, cultura e valorizzazione risorse naturali», nonchè «valorizzazione del patrimonio culturale», con la «valorizzazione sedi» specifica dell’affidamento diretto in favore di Brunetti. Ad ogni modo solo a Bardilandia un imprenditore dopo una settimana di esistenza sul Mepa potrebbe bussare alle porte di una Regione e ricevere soldi pubblici, senza gara, sulla base di una «comprovata esperienza» di 168 ore, week end incluso, per svolgere, tra l’altro, attività di rilievo. Per questo col presidente Bardi, la regola della serie ordinaria corrisponde se al contrario. Alla 30esima anomalia, segue la 31esima.

Come si può ritenere, altrimenti, che una serie causale di fatti illogici e arbitrari, improvvisamente produca una condotta normale? A Bardilandia, succede questo e altro ancora. Sul caso Brunetti, in Regione bocche chiuse e cappelli a terra, tanto a via Verrastro i soldi dei lucani, in ogni stagione, crescono sugli alberi.

Ferdinando Moliterni

3807454583

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