Le Cronache Lucane
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ACCORDO GAS: ALTRO CHE GLI SLOGAN DI BARDI PER 1 MESE D’ESTRAZIONI, DALLA TOTAL 1.355 €

Se le royalty petrolifere lucane sono state definite più volte negli anni, e da varie parti, un “piatto di lenticchie”, quelle del gas forse, con il governo Bardi, non sono neanche quello, ma addirittura di meno. Sul fronte petrolio, la Regione deve confrontarsi, rispetto al passato, con nuovi interlocutori, tecnicamente i contitolari: Total, Mitsui e Shell. Per iniziare a tracciare il cerchio della vicenda del gas naturale estraibile ed estratto in concomitanza con l’attività industriale del Centro Olio “Tempa Rossa”, si può partire dal 6 febbraio del 2020.

«Oggi dichiarava soddisfatto il presidente Bardi è una giornata importante perché con la firma di questo accordo si apre una pagina fondamentale per lo sviluppo economico e sostenibile del territorio». L’accordo citato è quello «per la vendita a terzi e la successiva somministrazione del gas proveniente dal giacimento Tempa Rossa». Intesa cruciale, poichè la Regione potrebbe così ridurre il costo del gas per gli utenti della Basilicata. Ma dagli annunci del febbraio dell’anno scorso, alle carte che riportano alla realtà. Da annotare che come sintesi dei contenuti dell’accordo, secondo la Giunta, a chiacchiere, «il gas naturale estratto sarà tutto della Regione». Scorrendo i mesi, il dito si ferma sulla comunicazione della Total inviata da Milano lo scorso agosto.

L’oggetto è quello giusto: «“Accordo Gas”». I conti della multinazionale petrolifera, se giusti, comunque, per altra parte, non aritmetica, ma politica, non tornano. Nel mese di luglio, al netto dell’autoconsumo fatto dai francesi, l’importo ricavato dalle vendite è stato, si apprende dalla nota, pari a 25mila e 564 euro. A tanto corrispondono, come hanno spiegato i francesi, 376mila e 539 metri cubi immessi nella rete. Verrebbe da dedurre che per 25mila euro, allora val bene una messa a via Verrastro. Neanche quello. Alla fine, il bonifico Total riporta la seguente cifra: mille e 355mila euro. Da aggiungere lordi.

Trivellando, trivellando, un “caro” qui e un “caro” là, in un attimo, o meglio in poche righe, polverizzati anche quei 25mila euro scritti a matita. A penna, invece, da togliere i costi sostenuti per l’immissione del gas nella rete e per il servizio di trasporto: 25mila e 564 euro meno 18mila e 604 euro, risultato di 6mila e 960 euro. Neanche una messa, un’omelia ma non è tutto. Calato il carico da 10, i costi di immissione e trasporto, ecco il rinforzo: quota energetica costo materia prima gas, o meglio indice Qe. C’è il costo stimato delle royalties sulla base del Qe 2019, 6,49 euro per Giga joule, e ci sono le aliquote dovute in base al Decreto legislativo del novembre del 1996: 5mila e 604 euro.

Quasi 7mila euro meno oltre 5mila euro e mezzo, risultato: mille e 355 euro. Neanche un’omelia, tecnicamente l’obolo, popolarmente elemosina. C’è di più, meno anche dell’elemosina. Dai poco più di mille euro, resta ancora da togliere l’importo relativo all’imposta di registro che la Regione deve versare alle competenti autorità fiscali. Se, poi, la tassa di registro calcolata sui 25mila euro scritti a matita, la Regione ci va quasi a perdere. A Milano, Total, messa da parte la calcolatrice, ha rotto il salvadanaio e chiosato la comunicazione con la seguente formula: «In accordo a quanto disciplinato dall’Accordo Gas», sul conto corrente della Reggione «verrà accreditato» l’importo di mille e 355 euro. Ricordatevi, hanno aggiunto i francesi, che dovete pagare la tassa di registro: «Distinti saluti»

Ferdinando Moliterni

3807454583

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