Le Cronache Lucane

“SALVA-COVIELLO” E 51MILA € DA RESTITUIRE APPRODA OGGI AL TAR IL DEBITO DELLA LEGA

L’ex capogruppo contro l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale: scontro in punta di diritto, ma a “processo” anche l’etica politica del neo Fratelli d’Italia

Approderà oggi al Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Basilicata, il debito di 51mila eurodel gruppo consiliare della Lega in Regione . L’ex capogruppo Tommaso Coviello, sanzionato sulla vicenda della gestione dei soldi pubblici per la legislatura 2019 dalla Corte dei Conti lucana, dopo aver lasciato in eredità agli ex colleghi il “buco” economico, come ultimo atto, era l’ultimo giorno che indossava la casacca del Carroccio, il giorno dopo è passato in Fratelli d’Italia, ha presentato il ricorso al Tar. Oggi l’udienza.

Coviello, però, ha già perso l’appello innanzi alle Sezioni Riunite in speciale composizione e per questo, l’agosto dell’anno scorso dal Consiglio era stato a lui intimato di saldare il “fosso” con la restituzione dei soldi pubblici ricevuti, ma irregolarmente e illegittimamenti rendicontati, ovvero spesi. Entro il 6 ottobre scorso, era il termine ultimo dei 60 giorni a Coviello concessi, del bonifico Lega nessuna traccia. Invece che pagare, 2 mesi dopo, a dicembre, il Consiglio regionale ha approvato la “Salva Coviello”, peraltro retroattiva secondo i leghisti, che prevede una modalità alternativa di compensazione: azzerare il debito dell’anno pregresso (2019), con il risparmio dei soldi pubblici dell’anno in corso (2020) e futuri. Soldi pubblici per saldare un debito partitico: a colpo d’occhio la cosa sembra non poter funzionare.

Per spiegarla come l’hanno spiegata a Coviello, ma evidentemente lo stesso non ha compreso, si configurerebbe, in buona sostanza, «un’anomala forma di compensazione di un debito, quello delle somme da restituire perché irregolari, con un altro debito, quello delle somme da restituire in quanto non utilizzate». Non casualmente Coviello nel 2020 ha risparmiato, ma dovrà restituire, come precisato dalla Corte dei Conti, anche i 54mila euro di soldi pubblici non spesi l’hanno scorso.

Ciò che non si spende, a fine anno torna indietro. Tant’è che l’Ufficio di Presidenza a gennaio ha bocciato il Piano di compensazione presentato da Coviello che prevedeva «26» comode rate: 25 da 2mila euro e l’ultima da mille e 790 euro. Proprio la bocciatura del Piano da parte dell’Ufficio di presidenza è l’atto che l’ex capogruppo Lega ha impugnato al Tar. Coviello ha invocato il «travisamento dei fatti» e il «difetto di motivazione».

Secondo l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, invece, il diniego al Piano di compensazione è stato adottato «nel pieno rispetto» anche della “Salva Coviello” poichè la stessa «non prevede la compensazione automatica, la quale è solo un’ipotesi residuale rispetto alla modalità generale di restituzione che è quella del versamento di tutta la somma dovuta e rispetto alla richiesta di un piano di rientro che, è la modalità primaria di rimborso». Il piano di compensazione, così come previsto dalla predetta legge regionale, è stato esaminato dall’Ufficio di Presidenza, «cui è demandata la valutazione finale».

Nel caso specifico il Piano «non è stato ritenuto adeguato ed idoneo». Il governante che non solo non vuole pagare, ma che si adopera per far legiferare sanatorie di comodo per appianare proprie inadeguatezze, ha già perso eticamente. S’attende, però, il verdetto del Tar

Ferdinando Moliterni

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