Le Cronache Lucane

UN UOMO SOLO ACCUDITO DA UN VECCHIO CANE

lettere lucane

Un uomo delle mie parti – un uomo anziano rimasto ingiustamente solo – ha come unica compagnia un cane. Ai giovani può sembrare strano ridursi così, e invece è più facile di quanto si pensi, perché con il passare degli anni i taciturni diventano silenziosi e i timidi invisibili – o almeno le cose vanno così se la vita ti fa male per davvero. Quando scendo in Basilicata a un certo punto salgo sull’auto e sento il bisogno di andarlo a trovare. Mi fa sempre grandi feste, quando mi vede, e grandi feste mi fa il cane, che a me sembra anzitutto felice di veder finalmente sorridere il suo vecchio padrone. Ci sediamo intorno al caminetto e ci facciamo delle lunghe chiacchierate, principalmente su un argomento che ci sta a cuore: l’emigrazione. Ricorda sempre tante cose, perché ha un profondo bisogno di parlare, ma la vita lo ha reso solo e invisibile, unicamente amato da un cane un po’ spelacchiato che lo guarda con gli occhi grati e luminosi. Mi fa bene parlare con lui, perché quando sto con lui vedo cos’è la vita nella sua essenza più poetica e feroce. Mi piace vederlo alle prese con la dispensa mentre cerca una bottiglia di vino – e mentre di nascosto pulisce con un panno i bicchieri impolverati, che evidentemente non usa mai. Ma è il cane che mi colpisce più di tutto. Scatta non appena il padrone si muove, lo segue ovunque, vive per lui. Ha gli occhi piccoli e vecchi, ma vivi di amore e riconoscenza. Mi piace guardarlo, il mio vecchio amico – ora viene verso di me, seguito dal cane, con in mano una bottiglia di vino. La moglie è morta; i figli, abbagliati da umanissime illusioni, e incagliati in un rancore antico che nessuno ha saputo sciogliere, sono lontani, indifferenti. Il cane gli cammina a fianco – si parlano, s’intendono come padre e figlio. Certo, è tutto triste; ma il loro amore, il loro reciproco curarsi, ha qualcosa di gigantesco.

diconsoli@lecronache.info

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