Le Cronache Lucane

EX TORRACA, CONTINUANO LE POLEMICHE

Finanziamento regionale sull’edilizia scolastica «perso»: dopo le parole di “Laboratorio Politico”, l’intervento dei capigruppo Blasi (Lega) e Di Giuseppe (Idea)

Ex Torraca: continuano senza sosta le polemiche sulla questione relativa alla ristrutturazione della ex Torraca, in questi giorni accostata alle problematiche relative alla scuola di via del Popolo, il cui futuro è a rischio, in merito nello specifico alla questione sollevata dall’associazione “Laboratorio Politico” in relazione ad un finanziamento regionale relativo, come specificato, all’edilizia scolastica.

BLASI: «LABORATORIO? “NON HO BEN COMPRESO COSA SIA”»

«Non mi attarderò molto sul così detto cartello “Laboratorio”. Anche perché, mutuando una espressione che utilizzo il Senatore Salvatore Margiotta per definirlo: “non ho compreso bene cosa sia”. Ció che non è accettabile però è ricevere critiche politiche così marcate e, addirittura, di tipo personale»: sono queste le parole del capogruppo della Lega in Comune di Potenza, Gianmarco Blasi. «Non ho difeso pregiudizievolmente l’amministrazione.

Non ne ha bisogno. Anzi – ha specificato Blasi condivido le valutazioni a far meglio, ad essere puntuali nelle risposte. Vi sono settori e aree amministrative del Comune che devono accelerare nel loro lavoro. Ma il consenso elettorale va rispettato. Intervenire nel dibattito pubblico senza essersi misurati con il voto dei cittadini, o avendo ricevuto qualche manciata di consensi rischia di risultare atto sterile, fine a se stesso. La Lega si è assunta responsabilità di governo nazionale, è nel governo regionale e amministra la città di Potenza. E’ una forza che gode del sostegno del mondo produttivo, delle partite Iva, di larghi settori della società italiana. La Lega è quello che è dopo essere passata dal giudizio elettorale. Voglio ricordare a noi stessi che siamo per distacco il primo partito nei sondaggi e nel gradimento degli elettori.

Questo – ha specificato Blasi è per noi uno stimolo a fare bene. Invece, Laboratorio politico sembra infilarsi nelle secche di un linguaggio tardo comunista, usando un metodo politico che la storia prima degli elettori ha bocciato da tempo. La città, i suoi luoghi, le comunità rurali, i quartieri non sono le segreterie politiche di partiti e personaggi elitari, lontani dal mondo del lavoro, che con il 3 per cento pensano di condizionale il futuro delle persone, delle famiglie e delle imprese». «Se siamo in ritardo, se la città di Potenza è in ritardo rispetto al suo futuro, ma per noi questo non dovrà essere un alibi, se fatichiamo su alcuni progetti di riqualificazione urbana e di manutenzione persino ordinaria della città lo dobbiamo ad anni di incuria, di sperpero delle risorse pubbliche, di esercizio clientelare del potere, di gestioni di bilancio fallimentari. Di scarsa e poco selettiva progettazione. Di disattenzione nel seguire i filoni di finanziamento e le relazioni sub istituzionali. Un vero e proprio scempio dell’interesse generale e del bene pubblico. Ora, più che guardare alla pagliuzza negli occhi degli altri ci sono travi da rimuovere dai propri. Solo dopo si potrà ripristinare un circuito di relazioni più corretto e politicamente credibile» ha concluso Blasi.

DI GIUSEPPE: «POLEMICHE CHE FANNO SORRIDERE»

«Ho letto con molta attenzione le polemiche sollevate da “Laboratorio Politico” in merito alla perdita dei finanziamenti per gli interventi di ricostruzione dell’ex scuola media Torraca e sulla capacità dell’attuale amministrazione di continuare su questa strada. Parole, spiega il capogruppo di idea Cambiamo al comune di Potenza Antonio Di Giuseppe, che fanno doppiamente sorridere soprattutto se a pronunciarle è chi decanta e tesse le lodi ad un passato, remoto e recentemente, che si è distinto per assenza di programmazione e approssimazione organizzativa, oltre al fatto che, da quanto “denunciato”, emerge quanto sia difficile, ancora oggi, per molti comprendere la differenza tra una buona amministrazione e un’amministrazione improvvisata, quali appunto quelle che ci hanno preceduto».

«Amministrazioni – ha sottolineato Di Giuseppe abituate, sin da sempre, a rincorre finanziamenti, a mettere in campo una spasmodica ricerca fine a se stessa messa in atto per il solo gusto di “arricchire” la città con opere, nella sostanza, prive di qualsiasi utilità e la cui gestione onerosa continua a rappresentare un peso per le casse comunali». «Al contrario di quello che altri dicono siamo stati in grado di reperire risorse fondamentali per pianificare parte di quegli interventi di cui la nostra comunità necessita da anni e verso i quali, sino ad ora, mai nessuna amministrazione ha mostrato un reale interesse.

Mi riferisco – ha sottolineato Di Giuseppe continua il consigliere, alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico. Qualcuno infatti forse ignora, o fa finta di non sapere che, grazie al lavoro svolto dall’assessore alla viabilità Pernice, partecipando ad un bando ministeriale su questo tema, siamo riusciti ad ottenere da Roma 4.370.000 euro che, consentiranno all’amministrazione, di intervenire sulla messa in sicurezza della viabilità di Bosco Grande, Giarrossa, San Luca Branca, Montegrosso e Avigliano Scalo, di risolvere una volta per tutte un problema che, a causa del pressapochismo del passato, da anni attanaglia i cittadini di queste zone».

«Questo, non per salire in cattedra, prosegue Di Giuseppe, si chiama programmare, amministrare la cosa pubblica, avere degli obiettivi sui quali e per i quali lavorare e adoperarsi affinché ciò che è essenziale, necessario e fondamentale per l’interesse di tutti possa realizzarsi. I tanti progetti migliorativi che si è deciso di finanziare, un esempio è l’intervento che riguarderà la scuola del rione Rossellino, sono stati scelti secondo delle priorità, sulla base cioè delle evidenti difformità strutturali degli istituti rispetto ai parametri indicati dalle attuali norme in materia. Anche su questo, le critiche mosse sono scadute nella retorica più becera, nella mera provocazione.

È mancata in questi anni un’idea di sviluppo di comunità che ha reso un’intera città orfana di iniziative, di programmi, di progetti sui quali oggi stiamo provando a recuperare» ha concluso Di Giuseppe

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