Le Cronache Lucane

CROB, IOSCA: «GOVERNO NUOVO, VIZI ANTICHI ECCO COME PERDERE UN’ECCELLENZA LUCANA»

Ospedale di Rionero, intervento del portavoce del “Gruppo di Attenzione Vulture – Melfese –Alto Bradano”: pandemia, gestione del nosocomio e non solo

DI ROBERTO IOSCA*


Alla gestione di un fenomeno eccezionale, per gravità e dimensioni, dilagato improvvisamente in poco tempo, come la pandemia da Corona Virus nessuno poteva essere preparato adeguatamente, eppure il sistema sanitario e socio assistenziale (pubblico e privato) del Vulture – Melfese Alto Bradano, a parere del nostro Gruppo, ha complessivamente retto grazie ad un accorto, seppur difficile e faticoso, impegno di Dirigenti Responsabili, di Medici e di tutto il Personale della struttura preposta. È innegabile, che la pandemia e la necessità del suo contenimento abbiano accentuato le criticità antiche di tutte le strutture sanitarie regionali. Un prezzo pagato anche dall’IRCCS CROB a Rionero dve la pandemia, a dispetto del qualificato e instancabile impegno della Dirigenza, dei medici e del personale, ha giocato il suo ruolo non solo provocando rallentamenti nell’erogazione di servizi agli utenti ma, anche acuendo le criticità pre Covid che ben potevano (possono ancora) trovare migliori e più rapide soluzioni.

Diamo atto, convintamente, dell’impegno profuso dal Governatore Bardi e dalla Sua Giunta per assicurare le risorse promesse, necessarie al completamento del nuovo edificio destinato alla Diagnostica per immagini e l’ammodernamento dei relativi macchinari ed impianti. Diamo atto, è sotto gli occhi di tutti, della consolidata professionalità e dell’impegno con cui, nonostante le difficoltà e gli inevitabili rischi che si corrono nel porre mano alla riorganizzazione di un sistema consolidato che pure buoni frutti aveva prodotto, il Direttore Generale Dott. Gerardo Di Martino governa la nave con ottime prospettive, se il governo regionale provvede a quanto ripetutamente assicurato, di condurla presto in acque più sicure..

Dicevamo delle criticità e come nel passato, con altro governo regionale, abbiamo denunciato decisioni scellerate così oggi, nostro malgrado, siamo costretti a riprendere il nostro ruolo di informazione e, se necessario, di lotta preventiva perché il percorso virtuoso di rilancio che ci era sembrato ben avviato non debba segnare il passo, come temiamo, per i soliti noti intrighi di palazzo. Ci eravamo illusi che, con la nuova Giunta, taluni “modus operandi” sarebbero stati, almeno per un po’ di tempo, archiviati ma, puntualmente siamo stati delusi. Ci sono cose che non comprendiamo, che sembrano muoversi in direzione contraria alla ripresa avviata, e la mancata comprensione desta preoccupazione facendo montare ansia e tensione.

Di cosa parliamo? Nonostante le reiterate pubbliche assicurazioni che si sarebbe realizzata la Rete Oncologica Regionale con l’IRCCS CROB (ovviamente) quale sede HUB a oggi nessun atto formale è stato adottato in quella Direzione. Tutte le reti sanitarie anche le più fantasiose vengono realizzate per quella oncologica, importantissima, non si muove foglia. E’ così che si vuole mettere in sicurezza il riconoscimento di IRCCS? Che senso ha dare all’Istituto una guida capace ed autorevole se poi la Giunta Regionale non fa rapidamente ciò che serve per farlo viaggiare spedito verso l’eccellenza al servizio della Regione e con dignità nella Rete Oncologica Meridionale ( progetto Amore). Crediamo che il Governatore, se egli stesso non ha cambiato progetto, debba guardarsi attentamente dai consiglieri del centro. Degli incomprensibili “ stop and go “ di alcune decisioni già assunte, che vanno oltre gli inciampi fisiologici e finiscono per creare ingiustificati ritardi a tutto danno degli utenti e della eccellenza.

Per non parlare delle perdite economiche che tali ritardi e la mancata conseguente erogazione di servizi producono con la migrazione passiva degli ammalati, in attesa di interventi chirurgici, soprattutto verso la contigua provincia di Foggia (si stima una cifra vicino ai 6 milioni di euro). Negli ultimi due anni, a noi due episodi sono apparsi inspiegabili. I fatti: Per dare efficienza ad un reparto precedentemente mandato in asfissia occorse un tempo inusitato (circa un anno) perché venisse espletato un concorso per Primario di chirurgia toracica. Poi circa un altro anno per dare corso all’assunzione del vincitore. Siamo edotti del ruolo che “Istituzione” e “politica” hanno ricoperto in quell’episodio che si risolse solo con l’intervento e l’arrivo del nuovo Direttore Dott. Gerardo Di Martino. E’ stato bandito l’estate scorsa un concorso per l’assunzione di un dirigente medico.

La prima commissione esaminatrice nominata decadde (per la mancata accettazione dei commissari individuati), provocandoci un effetto “deja vu” di quando, con gli stessi metodi, veniva boicottato l’espletamento dei concorsi al CROB e che si risolvevano sempre e solo con risultati asserviti a quelli di altri nosocomi. Si nomina, quindi, una nuova commissione ma non si dà esecuzione al bando nonostante le domande pervenute. Cosa è cambiato se il bando era ispirato, come crediamo, da reale necessità.

Chi lo ha bloccato e perché? Si sosterrà, forse, che la sospensione è dovuta all’elaborazione del nuovo atto aziendale (ancora da approvare) che oltre alla figura del dirigente medico prevede, finalmente e opportunamente, quella del Primario per ridare slancio ad un reparto che era sempre stato un fiore all’occhiello del CROB e che da anni invece è retto con grande difficoltà solo grazie al qualificato sacrificio dei dirigenti medici in servizio. Non capiamo, e ci appare sospetto, il perché non si procede all’espletamento del concorso bandito e ad atto aziendale approvato, poi, ad espletare il bando per individuare il Primario. La scelta di risolvere con un unico intervento sarebbe finanche saggia se l’atto aziendale fosse già approvato. Ma non sappiamo quando i tempi della politica, pandemia consentendo, lo permetteranno.

Qualcuno, mentre “gioca” con gli organigrammi pensa alle persone che sono in speranzosa attesa di un intervento chirurgico che si rivelerebbe salvifico con l’espletamento del concorso e il reclutamento di un altro chirurgo? Pensa a come si abbatterebbero le liste di attese con una decisione rapida che non comprometterebbe futuri disegni diversi?

Qualcuno, attento a costi e ricavi, che dovrebbe rispondere dei suoi atti alla Procura della Corte dei Conti ha realizzato che la mancata decisione costa ( per minori entrate ) circa sei milioni di Euro per l’esodo in altre regioni di pazienti che hanno aspettato anche troppo gli interventi urologici? Si sacrifica “il bene” certo per un “meglio” ipotetico che in ogni caso non si sa quando sarà realizzabile. Tutto questo, ci appare, incolpevolmente subìto da chi il CROB lo ha ricevuto in affidamento per il suo rilancio. Potremmo sostenere nuovo Governo Regionale vizi antichi.

Quale che sia la spiegazione fornita noi, confessiamo, siamo più propensi a pensare che “la politica” sotto la spinta delle solite indebite pressioni stia inseguendo scelte di respiro molto corto asservite a soluzioni che non servono al CROB e non rivestono alcuna priorità. E’ già successo nel passato, lo abbiamo già combattuto e questa volta lo rifaremo con maggiore energia. Con l’espletamento rapido del concorso per il dirigente medico si aumenterebbe la potenza al motore di Urologia, con il suo blocco, ripetiamo, si toglie invece benzina e di quest’ultima scelta qualcuno dovrà rendere conto. Si lasci libero il CROB e chi lo dirige di operare senza condizionamenti!! .

*PORTAVOCE DEL GRUPPO DI ATTENZIONE VULTURE – MELFESE – ALTO BRADANO

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