Le Cronache Lucane

“ATTENTI AL BUR”, SULLA SCIA DI CRONACHE LEGGIERI DEPOSITA UN’INTERROGAZIONE

Avviso pubblico per le Pmi, per una Pec non inviata dal Dipartimento attività produttive, imprese tagliate fuori. Il pentastellato: «Prolungare i termini»

Sostegno alla ripresa delle Pmi e delle professioni lucane, “attenti al Bur”: il gruppo consiliare in Regione del Movimento 5stelle ha deciso di sposare la causa e andare fino in fondo alla gestione dell’Avviso pubblico da 10milioni di euro così come condatta da parte del Dipartimento regionale delle attività produttive. Le specificazioni del Dg Panetta all’articolo di Cronache Lucane, non hanno convinto. Per una pec dalla Regione non inviata, a rischio oltre 1milioni di euro di finanziamenti. Il consigliere regionale pentastellato, Gianni Leggieri, ha depositato una interrogazione a risposta sia per conoscere la verità sul bando, sia per proporre la soluzione: «prolungare ulteriormente il termine di scadenza» della 2a fase.

Come da bando, per ogni singolo contributo, prevista l’erogazione massima di 100mila euro. Come, inotre, da dati diffusi dallo stesso Dg Panetta, «su 215 istanze rientranti nella dotazione finanziaria, (circa il 6%) non hanno provveduto a caricare sul sistema la documentazione richiesta». L’iter a step, quasi ad ostacoli, prevedeva che alla prima fase di domanda di partecipazione, le ammesse avrebbero dovuto poi integrare la richiesta del contributo. Il corto circuito è stato generato da un insolito cavillo burocratico.

Dovevano essere le stesse imprese a controllare sia le determine del Dipartimento che, soprattutto, la successiva pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale (Bur). Ciò poichè dalla pubblicazione “a sorpresa” sarebbe scattato il contdown: i «15 giorni naturali e consecutivi dalla pubblicazione sul Bur» per caricare l’ulteriore documentazione. Ufficialmente, questa finestra temporale si è chiusa il 16 febbraio.

Come rimarcato nell’interrogazione dal consigliere regionale Leggieri, innanzitutto, «tale termine risulta essere invece stato pubblicato sul sito della Regione Basilicata invece che sul portale CeBas» e alla specifica sezione digitale dedicata all’Avviso in questione. In più, ricordando che la posta elettronica certificata, il Dipartimento tramite la richiesta di partecipazione ha acquisito tutte le pec delle imprese interessate, è il “normale” mezzo di comunicazione fra la Regione Basilicata e le società, come previsto, tra l’altro, in più punti del Bando, anche Leggieri ha appurato che da via Verrastro «nessuna pec risulta essere stata inviata, onde ricordare tale importante termine di completamento all’istanza, ai titolari delle imprese lucane che hanno formulato apposita candidatura all’Avviso Pubblico».Una semplice pec, inviata a un elenco di sole 215 imprese, avrebbe garantito l’efficacia del 100%.

Al vaglio delle escluse, anche il possibile ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Basilicata, poichè tra le obiezioni, l’elusione di uno dei principi cardini a cui l’amministrazione pubblica è tenuta ad attenersi: la trasparenza oltre che l’idonea e doverosa pubblicità di una notizia così importante. Per Leggieri, la modalità “attenti al Bur”, ha «creato numerosi disguidi ai titolari d’impresa richiedenti questa importante forma di sostegno economico determinando di fatto l’esclusione di molti alle agevolazioni».

Vicenda ancor più rilevante se si considera, come ha sottolineato Leggieri, che quella del Covid-19 non va intesa solo come «una emergenza sanitaria», perchè è «anche economica e sociale», avendo «in Basilicata prodotto risvolti negativi per tutti i settori produttivi con rallentamenti nella produzione, nonché interruzioni delle attività e chiusure forzate». «Le piccole realtà produttive con meno di 10 addetti ha specificato il consigliere regionale -, costituiscono il 90% del tessuto imprenditoriale regionale, 50mila microimprese su 53mila imprese attive in Basilicata al01 marzo 2020».

Quindi, per questi e altri motivi ancora, e «viste le numerose sollecitazioni ricevute», Leggieri vuole sapere dal Dg Panetta e dall’assessore Cupparo se non ritengono che sia il caso «di prolungare ulteriormente il termine di scadenza» del 16 febbraio.

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