Le Cronache Lucane

MATERA, TEATRO E AREA FIERA: “VISIONE MIOPE CHE MORTIFICA LA LIBERA INTRAPRESA”

Il Dg di Confindustria Carriero commenta la bocciatura alla variante del progetto per la realizzazione della struttura

“La mancata autorizzazione del Consiglio Comunale di Matera alla variante urbanistica per la realizzazione del teatro e dell’area fiera a Borgo Venusio è una scelta sbagliata nella sostanza e miope nella visione. Si decreta così la fine di un progetto frutto della lodevole iniziativa imprenditoriale della Gestinn Matera srl, nato ormai tre anni fa, con l’ambizioso obiettivo di realizzare, con capitali esclusivamente privati, un’opera dalla valenza strategica che avrebbe consentito alla Città dei Sassi di compiere un deciso salto di qualità nella propria offerta di strutture adeguate a ospitare manifestazioni ed eventi”. E’ duro il commento del direttore generale di Confindustria, Giuseppe Carriero, all’esito del voto dello scorso sabato in Consiglio comunale.

Si tratta di una scelta dalle gravi conseguenze che mortifica non solo l’iniziativa privata ma anche l’interesse collettivo, in considerazione della scarsa dotazione di contenitori che la città ancora sconta, senza significative inversioni di tendenza prevedibili nel breve periodo.

“Oltre agli evidenti danni diretti che tale decisione comporta – ha spiegato ancora il Dg Carriero  –   a svantaggio dell’impresa che aveva programmato l’investimento e che opera in un settore  già di per sé duramente colpito dalla crisi economica generata dal Covid 19 e dalla conseguenti misure restrittive di contenimento del virus, vanno considerati anche i risvolti occupazionali della mancata attuazione del progetto che prevedeva  50 nuovi assunzioni (dirette e indirette).  A tutto questo si aggiunge anche che preoccupa, e non poco, l’idea di base che sottende a tale scelta e che attiene alla visione necessaria al rilancio di Matera. Giustificare la rinuncia valutando non più attuale l’interesse pubblico alla sua realizzazione solo perché l’anno di Matera Capitale Europeo della Cultura si è già concluso denota una sottovalutazione dello sforzo complessivo e collettivo di cui la Città ha fortemente bisogno per riprendere il cammino di virtuosa crescita bruscamente interrotto dalla pandemia”.

“L’augurio – conclude Carriero – è che l’amministrazione comunale voglia approfondire l’argomento e rivedere le proprie determinazioni, guadagnando un atteggiamento maggiormente orientato alle ragioni dello sviluppo”.

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