Le Cronache Lucane

Debora Kayembe, è la prima donna africana a dirigere l’Università di Edimburgo

“Umiliata un milione di volte, mi volevano morta. Oggi sono Rettrice a Edimburgo”

COMPLIMENTI CONGRATULAZIONI AUGURI DI BUON LAVORO ALLA RETTRICE Debora Kayembe Buba

Debora Kayembe è il primo rettore africano a reggere l’Università di Edimburgo 
Debora Kayembe

Debora Kayembe Buba
Nascita: aprile 1975 (età 45 anni), Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo

“Non rassegnatevi davanti ad una porta chiusa, prendete tutte le possibilità che vi vengono offerte. Se dovrete correre per ottenere quello che volete, correte, se dovrete saltare, saltate”

A parlare è Debora Kayembe, avvocato e attivista per i diritti umani che dal primo marzo sarà la nuova rettrice dell’Università di Edimburgo.
Solo quindici anni fa, è stata costretta a lasciare il suo paese natale, il Congo, e cercare rifugio politico nel Regno Unito.

Debora Kayembe è nata a Kinshasa, in una famiglia benestante.
A 19 anni decide che non può e non vuole stare a guardare le ingiustizie, la povertà e le disuguaglianze di cui le persone accanto a lei sono vittime ogni giorno e si iscrive a giurisprudenza, specializzandosi in diritto internazionale.
Nel suo paese conduce un’indagine su un massacro avvenuto a Bunia, capoluogo della provincia dell’Ituri, e smaschera un gruppo di milizie armate.
La sua vita è in pericolo, le milizie la vogliono uccidere, ed è costretta a lasciare il proprio paese per il Regno Unito.
È il 2005, Debora Kayembe ha 30 anni.

“Quando sono arrivata nel Regno Unito, sono finita a Heathrow. Non sono arrivata direttamente aGlasgow. La Scozia ha rappresentato il viaggio per stare meglio e per sopravvivere. Perché a Londra è stata dura sopravvivere: ero affamata. Sono stata senza cibo né acqua per tre giorni al centro d’immigrazione. Ero incinta di 7 mesi.
La settimana dopo ho preso un bus che mi ha portata da Londra al nord dell’Inghilterra.
Il viaggio è durato 10 ore, dopo altre 10 ore di interrogatorio, come una criminale. Solo perché ero arrivata in questo Paese. Poi ho realizzato: questo persone mi hanno trattata così forse perché ero nera, o forse perché non era il mio Paese. Ma quello che ho capito giorno dopo giorno negli anni in cui sono stata in questo Paese è che ognuno di noi ha i suoi problemi, il suo modo di sopravvivere”

In Inghilterra le sue qualifiche da avvocato non valgono niente, gli studi fatti in Congo non le sono riconosciuti.

Per questo si trasferisce in Scozia, dove, invece, viene riconosciuta come avvocato. Qui, Debora rinasce.
Nel 2012 entra a far parte del consiglio di amministrazione dello Scottish Refugee Council e nel 2016, viene chiamata a far parte della Royal Society of Edinburgh nella Commissione Africa.

Si batte per l’uguaglianza e i diritti umani, contro il razzismo e le discriminazioni, che nel corso degli anni si è trovata ad affrontare sulla sua pelle.

Fino ad arrivare ad oggi, quando una delle Università più prestigiose del Regno Unito, al quinto posto in Europa, la nomina rettrice.

Debora Kayembe sarà la terza donna a ricoprire questo ruolo in 400 anni, ma la prima donna di colore. Kayembe ha definito la nomina come una “montagna russa” emotiva, e ha commentato:

“È qualcosa che non avrei mai immaginato potesse succedere a me”

Debora Kayembe ha dovuto lasciare il suo Paese, la Repubblica democratica del Congo, 16 anni fa, quando la sua presa di posizione contro una milizia locale aveva messo a rischio la sua vita. Giunta nel Regno Unito, dove lavora come avvocata per i diritti umani, madre di una figlia adolescente, Kayembe è stata scelta dall’Università di Edimburgo come nuoo rettore.
Una decisione che la rende la prima donna rifugiata a ricoprire questo incarico nell’antico ateneo. Quella di Kayembe sembra una storia a lieto fine, ma non è così
L’università si è accorta di lei non per il suo passato di sofferenze e di lotta per i diritti umani ma per i recenti episodi di razzismo subiti insieme alla figlia.
Sfide alle quali la donna ha deciso di rispondere energicamente.

Tutto ha avuto inizio qualche mese fa, quando Kayembe ha trovato chiodi conficcati nelle quattro gomme dell’auto.
Un gesto
 che l’avvocato ha attribuito all’intolleranza e che ha voluto denunciare in un lungo post su Facebook.
Purtroppo solo qualche
 giorno dopo la figlia è tornata da scuola piangendo, raccontando
che l’insegnante le aveva chiesto di interpretare “uno dei balli degli schiavi” davanti ai compagni di classe.
Kayembe ha così deciso di rivolgersi direttamente al Parlamento scozzese proponendo una legge che contrasti il razzismo a partire dai programmi scolastici di storia.
Un gesto che ha attirato l’attenzione dell’ateneo di Edimburgo. Kayembe ha spiegato alla stampa come è stata convinta ad accettare l’incarico:

“I rappresentanti dell’Università mi hanno detto che, come rettore, il mio messaggio potrà viaggiare più veloce”

Quando si sarà insediata, l’avvocato congolese per i diritti umani saranno la terza donna e la prima di origine africana a ricoprire il ruolo di rettore dell’Università scozzese.

Debora Kayembe
“Umiliata un milione di volte, mi volevano morta. Oggi sono Rettrice a Edimburgo”
Intervista a Debora Kayembe, rifugiata e prima Rector nera dell’Università scozzese. “Parità e giustizia razziale siano battaglia di tutti”
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