Le Cronache Lucane

DETRITI SPAZIALI, USARLI PER LA BASE LUNARE

Da Castelgrande, Sergei: «catturare i detriti e l’alluminio e “portarli” sulla Luna per riutilizzarne il materiale»


L’Osservatorio astronomico di Castelgrande ha partecipato al 5° International Space Debris Re-entry Workshop, un convegno organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Darmstadt, Germania. Nel Workshop on line si è discusso dei detriti spaziali. Sergei Schmalz che lavora presso l’Osservatorio del Comune di Castelgrande, gestito dall’azienda italiana GAUSS Srl Roma e dall’Istituto Keldysh di Matematica Applicata (KIAM) a Mosca ha presentato alcuni risultati di osservazioni fotometriche di “stadi superiori”, ovvero parti usurati di razzi spaziali nell’orbita geocentrica, dei razzi americani ed europei, come Falcon 9, Atlas V e Ariane 5, «che hanno abbassato le loro orbite fino all’altitudine di soli 150 chilometri sopra la Terra e così starebbero per cadere fra poche settimane» asserisce l’Astronomo russo, a cui chiediamo:

Qual è lo scopo di queste osservazioni?  

«La ricerca della variazione dei periodi di rotazione e dell’interazione con gli strati alti dell’atmosfera terrestre. Allo stesso Workshop ha partecipato Frank Koch, il capo dell’azienda privata tedesca Orbit Recycling con la sua sede a Berlino. Questa coincidenza è stata preziosa, sia per Castelgrande che per Orbit Recycling, perché il tema della presentazione dell’osservatorio astronomico di Castelgrande era precisamente quello che interessava l’attività di Orbit Recycling».

Di cosa si occupa il progetto Orbit Recycling, e come si condurrebbero i detriti sulla Luna?

«È progetto molto ambizioso, globale e lungimirante, un’idea brillante che potrebbe cambiare il modo di trattare il problema di detriti spaziali. Invece di accelerare l’abbassamento delle loro orbite, così da farli bruciare nell’atmosfera il più presto possibile (questo sarebbe lo scenario comune), Frank Koch propone all’ESA di creare e lanciare un satellite speciale che dovrà catturare i detriti spaziali particolari e “portarli” sulla Luna per riutilizzare il materiale (principalmente alluminio), di cui sono costruiti, per la costruzione della base lunare! Soprattutto gli stadi superiori saranno i bersagli più interessanti, come ad esempio del razzo europeo Ariane 5, perché un suo stadio superiore contiene circa 3-4 tonnellate di alluminio. Lanciare una tale massa direttamente dalla Terra costa una fortuna, quindi ha senso riutilizzare tutto quello che già esiste nello spazio intorno a noi, ovvero i detriti spaziali».

Dal punto di vista dell’ingegneria aerospaziale ci sono diversi metodi tecnologici per la cattura di detriti spaziali. Per questo le osservazioni sono essenziali?

«Esatto, non è possibile scegliere uno di questi metodi senza di sapere niente del modo e del periodo di rotazione del bersaglio. Tramite le osservazioni fotometriche con un telescopio ottico si possono invece ottenere queste informazioni. È appunto quello che si fa all’Osservatorio astronomico di Castelgrande. Pochi giorni dopo il Workshop, Orbit Recycling e l’Osservatorio hanno iniziato una collaborazione. E adesso GAUSS Srl, KIAM e il Comune di Castelgrande sono ufficialmente i collaboratori di Orbit Recycling, tutti e tre sono stati inseriti nella lista dei partner sul sito web di Orbit Recycling, fra loro pure alcune università e aziende tedesche».

È possibile “quantificare” il lavoro dell’Osservatorio di Castelgrande?

«Dal dicembre 2020 fino ad oggi già più di 30 stadi superiori dei razzi Ariane 5 (ce ne sono circa 90 attualmente in orbita) sono stati osservati a Castelgrande e sono stati determinati i loro periodi di rotazione. Prima dell’estate si spera di raccogliere l’informazione completa sull’intera famiglia degli stadi superiori Ariane 5. Poi, avendo tutte le informazioni necessarie, Orbit Recycling presenterà la proposta finale all’ESA per la valutazione. Se l’Agenzia Spaziale Europea darà il “via libera”, Castelgrande farà parte del progetto europeo eccezionale. Dovremmo aspettare ancora alcuni mesi, ma già possiamo dire che l’ESA ha tanto interesse per questo progetto. Anche Orbit Recycling è stato onorato dal BUILD Review con il titolo “l’Azienda più innovativa di riciclaggio alluminio nel 2020″».

Infine Schmalz, che dal settembre 2017 vive e lavora a Castelgrande, conclude con una citazione fortemente legata alla terra lucana: «Come una volta Rocco Petrone, figlio di una famiglia lucana, mise in moto l’esplorazione della Luna negli anni 60-70 del secolo scorso, forse anche questa volta la storia si ripeterà e la Lucania continuerà la sua tradizione spaziale, e chissà, forse per questo le parole Luna e Lucania hanno le stesse lettere iniziali, è la forza magica delle parole».

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