POTENZA. A meno di 24 ore dalla sofferta e travagliata approvazione della normativa sui consorzi industriali lucani, che contiene anche le modalità di liquidazione dell’Asi della provincia di Potenza, indebitata per circa 80milioni, spunterebbe l’ipotesi di incostituzionalità. La Corte Costituzionale con la Sentenza 22/2021, depositata ieri mattina, ha dichiarato incostituzionale una norma della Regione Calabria a prima vista identica a quella lucana. La Corte ha ribadito che le procedure di liquidazione sono di competenza Statale e della Magistratura ed ha accolto il ricorso del Governo che si era opposta alla legge calabra.

La decisione assunta, con le motivazioni già precedentemente oggetto di giurisprudenza consolidata sono state ignorate dagli esperti «della Regione Basilicata che hanno prodotto il testo di legge approvato ieri e le stesse valutazioni dell’ufficio legislativo non prese in considerazioni dai dieci consiglieri di maggioranza che hanno votato a favore». A tuonare è Pietro Simonetti, Cseres che senza perdere tempo denuncia: «Siamo di fronte a un vero pasticcio giuridico della maggioranza».

MA IL CASO CALABRIA È DIVERSO DA QUELLO LUCANO, GRAZIE ALL’EMENDAMENTO ROSA

Il caso della Basilicata non è però del tutto speculare a quello della Calabria. Grazie a un emendamento salvifico voluto dall’assessore Rosa che, vista anche la sua competenza professionale (è un esperto consulente), consapevole del conflitto giurisdizionale, infatti ha chiesto un rimando alla legge fallimentare che consentirebbe alla Regione di legiferare in materia. Nell’emendamento si legge che «Per la liquidazione dell’ente pubblico economico di cui all’articolo 2 trova osservanza il decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) o, comunque, la legislazione statale competente per la materia». In questomodo, diversamente da quanto accaduto per la sentenza invocata da Simonetti, l’Asi non può rientrare tra quei soggetti che possono porsi in liquidazione coatta. La Basilicata, dunque, si è così messa al riparo.

Anche perché in casi analoghi le Regioni hanno già, con successo, rimandato alle norme della procedura fallimentare per evitare che la competenza statale rendesse le leggi incostituzionali. La materia è molto tecnica e bisognerà vedere come la storia andrà a finire, ma l’intervento di Rosa pare possa aver salvato la partita, anche se in “calcio d’angolo”.

MENTRECUPPAROFESTEGGIALA MAGGIORANZA ARRANCA

«L’approvazione inConsiglio regionale della legge di istituzione di Api-Bas, arricchita di emendamenti presentati da consiglieri della maggioranza, dopo una preziosa e paziente azione di mediazione e confronto del presidente Bardi, mette la parola fine alle polemiche e alle strumentalizzazioni agitate in tutte queste settimane e smentisce quanti hanno scritto paginate di giornale prefigurando sciagure politiche». Esordisce così l’assessore Cupparo all’indomani dell’approvazione dell’ApiBas. L’assessore evidentemente gioisce non avendo ben in mente lo scenario che si è manifestato in Consiglio per approvare la tanto discussa riforma. Nonostante lui definisca l’aggiunta di emndamenti un arricchimento la relatà dei fatti riporta di compromessi che Bardi ha dovuto raggiungere per evitare che la maggioranza si spacchettasse ulteriormente. A raccontarlo non sono certo i giornali ma i semplici fatti che solo dopo una seduta fiume e non senza colpi discena ha visto l’approvazione.Il disegno di legge Api-Bas dopo lungo tira e molla è arrivato in serata all’ approvazione con il voto contrario di Vizziello (FdI), l’assenza di Cicala e du Zullino della Lega. Con soli 10 voti favorevoli su 13. E così mentre l’assessore Cupparo continua a gioire le opposzioni insorgono.

CIFARELLI E PITTELLA: «UN VERO PASTICCIO»

Non è rimasto sottotraccia il parere negativo espresso da sindacati, associaioni e struttura di missione sulla riforma deiConsorzi. A rimarcare tutto cià sono le opposzioni. Per i consiglieri del Pd Cifarelli e Pittella: «La legge approvata contiene profili anomali che non convincono e che rischiano di consegnare un vero e proprio pasticcio. Restano tutti i nostri dubbisulla copertura economica della massa debitoria,sulla nuova società che dovrà costituirsi,sull’assetto tra i due consorzi, sui rilievi che potrebbero essere mossi da chi di competenza. E restano i nostri dubbisu questomodo di agire dellamaggioranza: slegato dal territorio, sordo alle sollecitazioni, poco ripiegato sui contenuti, ma attento ai lustrini e alle medaglie».

BRAIA: «UNA RIFORMA CHE UMILIA MATERA»

Non è certamente più tenero nel commentare l’approvazione il capoggruppo diItalia Viva Braia: «Bardi non ha più la maggioranza, approvano ddl con 10 votisu 13 forzando tutti i regolamenti consiliari e avendo contro sindacati e associazioni datoriali. Una riforma pasticciata.Insieme a una modalità di operare di questamaggioranza, oramai inesistente, che ‘sostiene’ il Presidente Bardi, che conferma la solo la superficialità, la prevaricazione, l’arroganza e l’inadeguatezza».

M5S: «APPROVATO DDL CON ENORMI CRITICITÀ»

«Il disegno di legge, che vara l’Api-Bas S.p.A. e che, almeno nelle intenzioni, mira a evitare che il Consorzio industriale della Provincia di Potenza piombi irreversibilmente nel baratro del fallimento è stato approvato dalla maggioranza ‘bardiana’ con tutto, intatto, l’enorme carico di criticità emerse durante le interlocuzioni di queste ultime settimane. Operazione che appare assai azzardata quella di trasformare in una società per azioni un ente pubblico economico (ilConsorzio), peraltro gravato da una enorme montagna di debiti». Lo sostengono i consiglieri regionali del M5s Gianni Perrino, Gianni Leggieri eCarmelaCarlucci.

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