Le Cronache Lucane

LA CRISI NERA DELL’INDUSTRIA DEI MATRIMONI

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Il mondo dei matrimoni è stato duramente colpito dalle politiche restrittive dell’ultimo anno. Un comparto che vale miliardi di euro ha ridotto al minimo il proprio fatturato, lasciando senza reddito migliaia di lavoratori (e non sto usando volutamente termini inglesi come “wedding planner”). Quando ero ragazzo, i matrimoni al mio paese erano ancora semplici e ruspanti, benché già all’epoca le famiglie sentissero il bisogno, attraverso i matrimoni, di dimostrare la propria forza economica e sociale. Poi l’organizzazione dei matrimoni è diventata sempre più complicata, tanto che alcune famiglie trascorrono mesi e mesi a cercare gli abiti giusti, il menù più raffinato e le località più suggestive dove festeggiare. Confesso di non averli mai amati, i matrimoni; e di non averli mai amati per una semplice ragione: perché mi mettono angoscia le promesse di felicità eterna, i giuramenti solenni fatti davanti a una folla. L’amore è quasi sempre, sopratutto quando si mette su famiglia, un campo di battaglia dov’è facile perdersi, sgretolarsi come coppia. Eppure, nonostante si sia tutti consapevoli delle fragilità della coppia moderna, ci si ostina a organizzare matrimoni trionfalistici. Tanto che quelle rare volte che vi ho partecipato – nulla mi annoia più di un matrimonio – non ho potuto far altro che immaginare la vita dei festeggiati dieci anni dopo: dopo la dura prova dei figli, delle stanchezze, delle incomprensioni, delle difficoltà economiche, ecc. E’ molto romantico che migliaia di giovani coppie sentano ancora un bisogno così forte di suggellare un amore davanti al Signore e all’intera comunità. E infatti quella dei matrimoni è diventata nel tempo una vera e propria industria, con figure professionali sempre più aggiornate. Personalmente, però, continuo a non amare i matrimoni, favole adolescenziali quasi sempre senza un lieto fine.

diconsoli@lecronache.info

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